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Approfondimenti Vino - Linee guida

Se la tua curiosità e passione per il vino ti hanno spinto a ricercare informazioni in questo portale sappi che qui troverai la linfa vitale, l’approfondimento, la dinamicità, la passione dei racconti e dei viaggi nel mondo del vino. Una wine list, aggiornata periodicamente, che ti vuole accompagnare nel nuovo modo di scrivere il vino, una frontiera per i giovani e gli esperti senza propaganda e all’avanguardia.

Cacchione, il Superbo Vitigno delle Rive Omeriche


Cacchione o Bellone by sommelierdiary.com Cacchione o Bellone by sommelierdiary.com
La linea della spiaggia è fine e dolcissima, la sabbia morbida e scintillante, e quel magnifico Capo Circe emerge nel mare come un’isola; di fronte i suoi lidi splende come un magico zaffiro la lontana e piccola isola di Ponza, tra le vele che vanno e vengono, compaiono e scompaiono.
Così Ferdinand Gregorovius ( illustre storico tedesco) descrive a metà ottocento quel litorale laziale tra Anzio e Nettuno dove sorgevano le ville degli imperatori romani, dove Caligola sprofondava nella  dissolutezza , dove era nato Nerone che per questo prediligeva questi luoghi per le sue orge insieme ad altri romani illustri: Lucullo, Cicerone, Mecenate, Augusto.

Queste rive omeriche che hanno bagnato i piedi alla storia e alla leggenda sono state molto amate dai romani di ieri, ma anche di oggi. Il golfo fornisce giornalmente ogni sorta di pesce, grazie ai pescatori partenopei; sono pesci soprattutto di paranza quelli che elargisce il mare anziese, ma non è la sola attività della zona,l’altra è la caccia, anche se è andata molto diminuendo negli ultimi decenni, a causa del diradamento dei boschi, e cinghiali e lepri ormai si trovano di rado;in primavera la caccia alle quaglie è quella più proficua. Le famiglie dedite alla viticoltura in piccoli vigneti sono due o tre, essendo stato tutto il territorio proprietà della casa “Borghese”e dei signori “Mencacci”che lo hanno tenuto a bosco e sfruttato per ottenere legna nei secoli scorsi.

E’ una striscia di terra nella zona tra Anzio e Nettuno delimitata tra la Pontina alle spalle e il mare compreso tra Torre Astura a sud e Torre Caldaia a nord, il territorio dove si coltiva il vitigno Cacchione , uva bianca altrove denominata Bellone. Molti studiosi osservarono già nell’’800 la grande somiglianza tra il Bellone e i vitigni della famiglia Belli, molto coltivati e diffusi nella provincia di Roma. Da questo antico vitigno si ricava un vino che è l’orgoglio dei nettunensi che gli dedicano ogni anno ad ottobre una festa nel borgo medievale della città di Nettuno; si coltiva e produce sia nei comuni di Anzio e Aprilia, ma solo quello di Nettuno ha avuto il riconoscimento di Cacchione DOC, nel maggio 2003, e per avere il marchio DOC il vino deve essere prodotto con almeno l’85% di uva Cacchione, per il restante 15% si usa il Trebbiano toscano,con gradazione alcolica di almeno 10° 11°, anche nella versione frizzante. Si pensa derivi dalle stesse uve che qui erano coltivate in epoca romana, e forse il vino bevuto da Marco Tullio Cicerone nella villa di Torre Astura e da Caligola o Nerone nell’Antium romana non era tanto dissimile, salvo essere mescolato con acqua e miele, alle volte anche con acqua di mare. Plinio lo cita come uva “pantastica”, uva pane, perché i contadini lo gustavano con il pane. Lo scorso Vinitaly è stato scelto come uno dei sette vini più rappresentativi della provincia di Roma, e oggi molti produttori di vino della provincia lo vinificano in purezza, non destinando più queste uve all’assemblaggio di altre Doc laziali. La bacca bianca con acini allungati medi e grandi, tendenzialmente rotondi del Cacchione prospera nei terreni ricchi di silicio, leggeri e di origine vulcanica; la foglia è grande e pentagonale, con un grappolo medio grande, di forma cilindrico conica, talvolta con un’ala, abbastanza serrato; la buccia è spessa e consistente piuttosto pruinosa, di colore giallastro non molto uniforme. Possiede vigoria elevata, tanto è vero che molti vigneti sono a piede franco, con epoca di maturazione abbastanza tardiva. Il figlio di quest’uva arcaica è un bianco opulento e piacevole; le uve sono lavorate con moderne tecniche ( selezione dei grappoli, raffreddamento immediato delle uve, criomacerazione, pressatura soffice , matura in serbatoi di acciaio per due mesi);Il colore è giallo paglierino con nuances verdeggianti, nel bicchiere sentori di frutta a polpa gialla matura pesca e agrumati di pompelmo, poi miele e mandorla che si ritrova in bocca con un finale leggermente amarognolo con una scia che è anche piacevolmente acida; può stare tranquillamente in bottiglia per un paio di anni. Da abbinare ad una minestra di fave, risotto alle erbe, pecorini freschi, ma anche a rane fritte dorate, zuppa alla portodanzese e a molluschi e crostacei e insalate di mare.

Dal 1973 alcuni viticoltori si sono riuniti e hanno fondato la cantina Bacco di Nettuno, in una terra fertile riscaldata da un sole sempre amico; tra gli altri produttori Casa Divina Provvidenza sempre a Nettuno , e i Pàmpini azienda che si trova sul litorale in provincia di Latina che ha ottenuto il premio Slow Food  Lazio 2009 per la qualità alimentare. Se vi capita di soggiornare su questi lidi che hanno visto Shakespeare e Paul Klee trovarvi ispirazione per le loro opere, pensate che gli è stato offerto un vino bianco fresco e gradevole ottenuto dal superbo vitigno Cacchione, e chi sa che anche voi non ne siate ispirati in qualche modo.