L’interesse destato a Corte da questi vini, stimolò il proliferare di filari intorno alle proprietà borghesi e alle ville nobiliari della collina che vennero, da quel periodo, denominate “vigne”. La più nota fu proprio la Vigna della Regina di Madama Reale Cristina di Francia. Non si trattava di vere e proprie aziende, ma di case padronali con un appezzamento coltivato a vite e con attrezzate cantine per la vinificazione destinata a coprire il solo fabbisogno della famiglia. Queste vigne, coltivate molto probabilmente a Freisa, erano nominate negli atti pubblici “vinee ultra padum”, cioè le vigne oltre il Po. Col tempo e con i passaggi di proprietà divennero delle vigne a tutti gli effetti: l’attività vitivinicola avrebbe marcato la collina sino ai giorni nostri.
Vero trait d’union tra il Torinese ed il Monferrato, la Collina, paesaggio di grande bellezza tra dolci rilievi, borghi antichi e proprietà nobiliari, è il regno incontrastato del vitigno Freisa che, sin dal 1973 a seguito del riconoscimento della DOC, dà il nome all’omonima denominazione d’origine per la zona del Chierese. Bisognerà poi aspettare il 1999, perché la DOC Collina Torinese, valorizzi anche altri classici vitigni che hanno contribuito alla storia di questo territorio: Barbera e Bonarda in primis o i rari e delicati Cari e Malvasia, ideali accompagnamenti per la pasticceria torinese.
Fonte: TORINO DOC, Selezione enologica della Camere di Commercio di Torino.
| Vino | Vitigni | Altre tipologie | Resa | Alcol | Affinamento |
|---|---|---|---|---|---|
| ROSSO | nebbiolo min. 60%,freisa min. 25%, altri ammessi max. 15% | - | 10 | 10,5% | - |
| BARBERA | barbera min. 85% | - | 9 | 10,5% | - |
| BONARDA | bonarda min. 85% | - | 11 | 10,5% | - |
| MALVASIA | malvasia di Schierano min. 85% | - | 11 | 10% (min 5.5 svolto) | - |
| PALAVERGA o CARI | palaverga o cari min. 85% | - | 8 | 10% (min 5 svolto) | - |


