Arriviamo quindi più vicino ai nostri giorni quando in Francia nel XVII secolo Dom Perignon, economo dell’ abbazia benedettina di Hautvillers, scoprì e fece proprio il metodo della rifermentazione in bottiglia. E’ difficile dire con certezza chi fu l’inventore dello spumante. Quello che si può affermare è che, grazie all’istinto umano, alla sperimentazione e all’evoluzione della cultura vitivinicola ed enologica, abbiamo raggiunto eccellenti qualità di prodotto. In questo ambito la Francia domina dal punto di vista dell’esperienza e del marketing e gli altri paesi, ad elevata vocazione viticola, come l’ Italia inseguono, ma a livello qualitativo raggiungono i prodotti dei maestri francesi. A questo si devono aggiungere gli sforzi dell’ uomo per la definizione di leggi comunitarie e denominazioni d’origine con l’obiettivo di regolamentare la produzione di questa tipologia di vino.
Si arriva quindi alla definizione dello spumante naturale nella normativa UE (Regolamento 1943/99):
“Lo spumante naturale è il prodotto ottenuto dalla prima o dalla seconda fermentazione alcolica di uve fresche, di mosto, di vino da tavola o di vino di qualità prodotto in regioni determinate, caratterizzato alla stappatura del recipiente da uno sviluppo di anidride carbonica, proveniente esclusivamente dalla fermentazione e che, conservato alla temperatura di 20 °C in recipienti chiusi, presenta una sovrappressione non inferiore alle 3 atmosfere ed una gradazione alcolica minima effettiva al consumo di 9,5 gradi”.


