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Berteru: il sincero di Mamoiada

Il candore con cui ci si stupisce prostrandosi ai piedi del natural anfiteatro raccolto, volto a preservare, è la maestosità di questo massiccio costituito da irte falesie e numerosi altopiani. A volte, purtroppo, con boria e sufficienza qualcuno vi si intrufola con "orme" assai indisciplinate. Vette dal dolce profilo mediterraneo costantemente sferzate dagli agenti marini, le quali nette, spiccano dallo scuro manto collinare vegetale.

Rocce brillanti, luminose per il loro candore carbonatico-calcareo, una natura possente, incontaminata. A ridosso di questa catena montuosa vi si ritrovan insenature marine la cui beltà è assodata da fama mondiale. Ricordo le rare conformazioni orografiche presenti: il Canyon nel comune di Urzulei, il più profondo d'Europa con pareti di 450 metri, il sistema carsico che forma grotte d'importanza assoluta e la foresta primaria, che all'interno del Supramonte di Orgosolo persiste.

Fattor meno esplicito è l'esemplare qualità che il Cannonau sfodera nel territorio barbaricino, in generale. La zona di Mamoiada, nello specifico, mostra caratteristiche potenti, dal gusto netto e deciso, ben distinto dalla generica DOC Sardegna che tutt'oggi impera. Una DOC insipida dal guazzabuglio avvilente.

Un territorio suddiviso tra Mamoiada, Orgosolo ed Urzulei molto eterogeneo che mostra peculiarità meritevoli di distinzione. Impelle perciò la possibilità d'una vinificazione monovarietale dell'ambasciator sardo, la qual menzioni l'origine di provenienza! Mamoiada DOC ? Siamo fiduciosi. Un liquido odoroso scuro, denso, materico e profondo in cui la luce fatica a filtrare, questo è il mistero che la Barbagia detiene. Facile immaginane il taglio con altri vitigni, nulla di più errato. Cannonau 100% . Mamoiada in fondo detiene le profonde radici culturali della  Sardegna intera. Penso non sia una coincidenza che il carnevale mamoiadino sia un rito ancestrale, misterioso sin ai giorni nostri. Una manifestazione popolare propiziatoria per allontanare il male ed augurare annate agrarie abbondanti. Sto parlando dell'antica tradizione sarda, che vede come protagonisti i  Mamuthones e gli Issohadores . Infine non è possibile tacere circa il ritrovamento della Stele di Boeli detta Sa Perda Pintà ossia "la pietra dipinta". Una lastra istoriata che testimonia la presenza dei Celti come in Scozia ed Irlanda.

Tra queste foreste vergini, su questi terreni sciolti di granito e calcare, dall'inesistente materia organica, ritorna alla Terra un giovane, che ristabilì la sintonia delle proprie radici sui terreni circostanti di Mamoiada. Luca Gungui. Dopo aver conseguito una laurea in Scienze della Pubblica Amministrazione e lavorato nel comune milanese per circa un anno, chiede il trasferimento per un posto fisso nel palazzo della regione di Cagliari. Vinse il concorso pubblico assicurandosi l'impiego. I nonni materni e paterni vivevano dalla vendita di uve e di vino sfuso. Suo padre con l'industrializzazione della Sardegna negli anni 70' traette reddito lavorando presso un'azienda edile, curando egualmente le vigne, portando avanti l'arte della vinificazione e dunque l'azienda di famiglia. Luca apprese sin da piccolo l'importanza ed il valore di ciò che rappresentava la terra di quei filari, lavorati da sempre da ogni suo avo. Luca è figlio della vigna e di una generosa terra, che trascurar non potrà. Nel 2015 decide di abbandonare il posto fisso dedicandosi professionalmente alla nobile arte agricola, incominciò a imbottigliare ed etichettare il prezioso liquido odoroso. Suo nonno e suo padre furono due figure fondamentali nella scelta. Racconti di una vita etica piena di valori e passioni il loro lascito. Ora Luca ,unico erede, ne porterà avanti l'onore con gli stessi principi.

<<...Se hai un cuore è impossibile non ascoltar il richiamo, è bello calpestar la terra che lui stesso batteva...>>

Il Cannonau dell'areale Mamoiadino  è posto circa a 700 metri di altitudine. Nella località  "Sas de Melas" vi si colloca una realtà aziendale di circa 2 ettari. Recentemente una vigna di mirabolante beltà, d'oltre mezzo secolo ,concessa in mezzadria, donerà i suoi concentrati frutti alle future Riserve! Un esempio d'autosussistenza polivalente ove il ciclo dei consumi alimentari può esser chiuso all'interno d'essa. Alberelli di Cannonau allevati a spalliera, un piccolo frutteto con mandorli, un virtuoso orto famigliare, saggiamente didattico, e qualche salume lentamente affinato coronano la bellezza d'una azienda artigianale a 360 gradi.



Luci ed ombre d'una "polaroid" degli anni 30' velano il dolce sguardo malinconico, l'amore viscerale dell'appartenenza... comprendo per mano di Luca la figura di suo nonno, ancor giovine, tra una folta schiera di parenti immortalati. La felicità di chi vive con poco ed ha tutto ciò che serve per sentirsi fieri e sereni. Impossibile non assecondare il terremoto che scuote il cuore, vibra capillare, pervaso sino alle radici.



Attrezzatosi con le disponibilità esigibili, ristruttura a norma il garage del padre, un seminterrato di circa 50 mq. Il padre incredulo gli diede credito, di contro lui incastrò qualche tino d'acciaio sulla parete sinistra, al centro della stanza un torchio idraulico verticale con due grandi catini per conservare le bottiglie in affinamento. infine la parete destra, riposa un unico tonneaux solitario, ove la riserva imbeve le sue doghe. Da questo "garage", luogo comune di qualunque strada, Il Berteru e la sua Riserva prendono vita.

DIFESA NATURALE: nessuna vigna circostante la tenuta è stata irrigata , nemmeno con la deroga del soccorso. Il bruno granito disciolto ,che arde il piede di ogni vite, vien scalzato sino a crear coni attorno ad esse. Per "protegger" la vigna e, nella speranza d'una pioggia, a raccoglierla. Il gelo primaverile del 2017 ha posto in sofferenza alcune babrabtelle impiantate e taluni alberelli aventi un'esposizione pedoclimatica difficile, come la fascia basale dei declivi . Il Cannonau è un vegetale coriaceo, temprato ed adattato ,sin dall'era del bronzo, alle avversità climatiche dell'isola. Non solo produssero un'apparato fogliare ma persino alcuni grappolini tardivi. L'arida canicola trimestrale supportata da venti bollenti non ha potuto granché contro i turgidi grappoli sardi.  Zuccherina attorno ai 20 gradi babo , alcuni acini passiti con vinaccioli abbastanza maturi.  Sicuramente una spinta notevole di gusto per questo millesimo, probabilmente una resa minore, ma solamente di gioie si può parlare.

Strategia importante, perseguita da Luca e da molti altri vignaioli della zona, è l'assenza di defogliature. La chioma, folta, è un'ottimo scudo contro gli aggressivi raggi ultravioletti. Appresi da Luca che l'onnipresente, perimetrale fico, sparuto o plurale posto a sentinella dei vigneti non è solo gradevole all'odorato o un ornamento visivo. E' una pianta di grande aiuto al vignaiolo , durante tutta la fase di maturazione zuccherina dell'uva, il fico con la sua dolcezza ineguagliabile attira ,sgargiante, la qualunque specie volatile, ignorando la vite.
Chiunque possiede un fazzoletto di vigna, qui a Mamoiada, piccole realtà famigliari che vivono della vendita dello sfuso...questo liquido arcano riveste una funzione sociale, ne determina l'onorabilità dell'individuo e ne segna lo status sociale. Non si può produr critiche congetture prive d'una solida argomentazione, è più facile parlar male di qualche caro o figlio, ma non del proprio vino!

Ospite fra questi alberelli, carichi di turgidi frutti rubini, dalla fragranza pungente, ritrovo possente il vigile Nuraghe. Irrora di cultura l'amor del custode, uno spaccato di civiltà antica che ne rimembra la stirpe. Soddisfazioni e fatiche nel solco del suo volto segnano la linfa del vegetale. Ogni alberello è diverso, negli occhi la bellezza dei propri figli. Contorti e coriacei , come a lasciar traccia delle avversità subite, imprimono nel tempo gli accadimenti . Luca ne legge empatico il vissuto , le radici son della stessa pasta, le qual si nutrono della medesima terra.

<<...Ed il vinofluisce rosso lungo mille generazioni come il fiume del tempo e nell’arduo cammino ci fa dono di musica, di fuoco e di leoni...>> (Borges).

La "sala degustazione" , in cui si respira la tradizione vissuta, è un abitazione ristrutturata che ripropone attrezzi vinicoli della cultura sarda. Un museo itinerante, sincero e fedele, di ciò che è sempre stata. I muri perimetrali sono spessi  circa un metro, detti "Sas Carteras", vengono dipinti di celeste (asulette) per dar fantasia e luce all'interno? Probabilmente.  Il racconto della tradizione vuole che i pulmann sardi ,oggi dell'Arst, siano tutti verniciati d'azzurro. Soldi per comprare le tinte all'epoca non ve ne erano ed i Barbaricini decisero di prendere in "prestito" qualche piccolo secchio di vernice...

LUCA GUNGUI - CANNONAU " BERTERU " SARDEGNA DOC 2016



<<...Il vino deve avere l'aroma dei luoghi e il caratteri delle genti. Ad ogni sorso vorrei sentire la mia terra e vorrei sentire il sole. Il vino o è del territorio o non è...>>  (Luca Gungui)
 
Netto e dissociato, trafigge con la severa indole d'appartenenza il cuor del gusto tuo. Esplode incontaminato ,in un guazzabuglio festoso fra le papille asfaltate. Sottovento per non attirar attenzion, del cacciator seriale, mostrasi raccolto nelle basse note radicali. L'impentrabil saggezza cromata ne ricorda l'humus, substrato sostanziale di vita biologica, alternativo e sanguigno satura l'effluvio dolciastro di menta piperita e finocchietto selvatico. Antisettico e lenitivo il mastice di Chio, noto anche come lentisco, s'accomuna alle prominenti note speziate di pepe verde , leggermente vegetale nella sfumatura, con la disciolta granitica sensazione in soluzione. L'arborea famiglia delle myrtacee sospinta da venti di tramontana inebrierà per sempre l'animo mio...il gusto radicale delle radici sarde.

Grazie Luca Gungui per la passione che hai voluto condividere!  A presto!
Ultima modifica ilMartedì, 12 Settembre 2017 08:11

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