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Giuseppe Musina: l'orgoglio d'Orgosolo

<< ...Giorni cheti, consapevol d'esser preludio, d'un moto agricolo concitato, Consacra l'oggi un mesto gesto silenzioso, L'adusta corazza d'una alida mandorla , sfaldasi, sotto il secco colpo deciso, Così tende al frutto il vignaiuol carezzevole di cotanta sofferenza, che, secondo natura, tregua non cede...>>.
 
Uno sguardo assorto, mira oltre il luogo fissato, riesco a coglierlo con un'istante, per l'improvviso arrivo. Odo il cuore che gronda amore per la terra natia, colta e riflessiva la stretta di mano con cui mi accoglie. Giuseppe Musina è uomo pacato dal sorriso sornione, trasmise tutto quello per cui giunsi con una falcata ed una mano sul ceppo, misurando le specifiche parole. Il peso e la sostanza del verbo lavorano in sottrazione sinergicamente. Sì perchè lavorare in quella direzione non è un metodo che s'apprende, ma è una sistematica azione di vita che permea ogni aspetto. Giuseppe non bada a fronzoli, dichiara netto : <<...noi qua abbiamo una terra stupenda, un clima talmente favorevole che la terra sorride.... sempre! La 2014 è stata un'annata eccezionale da noi! Ho fatto persino la riserva per la prima volta! Come non riempirsi gli occhi di bellezza per questi frutti che ci vengon donati ? Vedi ? Io da anni oramai pratico sovesci, concimi con letame e sarmenti, poi favino, finocchietto ed erbe mediche spontanee...>>. L'esiguo strato superficiale si mostra ricco e fertile come l'humus, ma la terra è puramente costituita da granito disciolto! Con una tinta bruna, come in tutto il barbaricino! Potrà mai inficiare il marciume? Oppure come può l'oidio o le altre malattie esser si virulente da richieder la devastante chimica ? Riprende : <<la fortuna... oltre ad aver un'ambiente pedoclimatico favorevole sono in una zona isolata, circondato dalla macchia mediterranea ed il massiccio del supramonte che ancor oggi conserva le foreste primarie! >> .

Indica e spiega che la maggior parte dei vigneti sono antistanti alla cantina di vinificazione salvo un appezzamento più a nord ove i vecchi ceppi abbondano. Ebbene la macchia mediterranea boschiva, che circonda in buona parte le vigne, quest'anno ha svolto un ruolo centrale, ha saputo mitigar l'eccessiva calura diurna portando siccità e temperature decisamente elevate! Un striscia di filari scoperti dalla vegetal protezione ne ha sofferto, alcuni ceppi sono morti anche per mano della gelata primaverile. Quest'ultimi filari erano in una fascia basale piuttosto pianeggiante. Senza perdersi d'animo ,con il dispiacere evidente, decise di ricominciare con delle barbatelle di Granazza assieme ad altri appezzamenti circostanti, vitati ex novo. Da un paio d'anni si cimenta nella vinificazione di questa antica varietà autoctona dalla bacca bianca, la prima vinificazione parla a fatica d'un migliaio di bottiglie!



Le vigne, l'abitazione e la vita di questo straordinario vignaiolo risiedono vicine all'abitato d'Orgosolo, a pochi passi quindi da quella storica miriade di murales che tutt'oggi affrescano il paese. Terreni estesi per circa cinque ettari ove solamente due ettari sono adibiti alla coltivazione della vitis vinifera. Il resto è seminativo, orto, frutteto e libertà unita alla gioia dei gusti autentici con cui ogni giorno Giuseppe imbandisce la tavola!

Comprensibilmente, l'attività agricola rurale nella campagna degli anni '70 -'80 , soprattutto in Barbagia, offriva poche possibilità di sopravvivenza, figuriamoci una vita agiata o comunque movimentata...impossibile! Giuseppe non ancora maggiorenne salpa e lavora sulle navi da crociera, girovagando per il mondo intero, soprattutto nel Sud America, successivamente lavorerà nei lussuosi ristoranti londinesi per circa sei anni! Torna ad Orgosolo coscientemente, con un idea folle , fonda nei primi anni novanta una cooperativa turistica e poi una distribuzione di prodotti tipici! L'azienda di Peppino nasce nel 2002 proprio in quel periodo fertile, di primavera, con cui la mentalità barbaricina cambia! Mamoiada, Oliena ed Orgosolo, respirano e fermentano come un mosto novello, nuove cantine a donar il primo impulso al territorio degli anni duemila! Cambiò soprattutto la forma mentis verso l'ostracismo della vendita mercantile del proprio cannonau in bottiglia! Oggi nelle stesse terre menzionate vi è una nuova rivoluzione in atto...l'attenzione alla salubrità e all'autenticità del cannonau vinificato. Tal imperativo si tramuta nell'amor verso l'aspro supramonte, come il vergine massiccio che preserva le loro radici, ancor più nell'amor verso la propria vigna e cantina ove l'industria del chimico non ha modo d'attecchire. Orgosa , nome evocativo dell'azienda di Giuseppe, non solo bandì immediatamente erbicidi e trattamenti fitosanitari ma decise di render sostenibile la propria attività agricola lavorando, con coscienza umana, con la tecnica biodinamica. Pacciamature, seminativi di leguminose ed erbe mediche, preparati silicei ed estratti d'ortica, letame stabulato ed altri gli alleati d'una natural condotta. La poltiglia bordolese è poco uilizzata in quanto il clima è davvero magnanime, la terra lavora sinergica! Quest'ultima è si generosa e spontanea tanto da donar erbe aromatiche fittonanti spontanee!

Sorrido di cuore, Giuseppe mostra la minimalista cantina essenziale, odo ciò per cui la mia feroce passione continua a fomentar la ricerca di questi artigiani con le loro storie : <<io sono l'enologo, l'agronomo ed il padrone di me stesso, ho un torchio verticale e nulla più...acciaio e qualche botte di legno....non chiarifico, non filtro ma soprattutto le mie uve ,e di conseguenza i miei mosti, ribollono...forti, sani e veloci, sino a completar sempre, una fermentazione spontanea regolare! In molte annate non aggiungo nemmeno un milligrammo di solforosa in altre un 10 milligrammi !!>> .

Commevente ed esuberante, un angolo di paradiso che ha preservato gli uomini di cotanta umiltà, dalla smania industriale e ne ha saldato , per sempre, le radici sincere della tradizione. Un cerchio virtuoso che non termina con i vini d'Orgosa, ma passa la parola a Giovanni Podda con i suoi strepitosi formaggi di capra e pecora, qualche volta con caglio di capretto...il preferito di Peppino! Ovini felici di pascolare nel Supramonte, di cibarsi di genuine essenze mediterranee ed infine felici noi fortunati avventori nell'assaporare queste delizie! Chiudo i virtuosimi con un'altra eccellenza storica della Sardegna : il liquore di mirto....ebbene Piera Cadinu de Orgosolo Liquori, produce il vero mirto artigianale : da bacca nera, da bacca bianca e dalle foglie !! Tipologie con sfumature odorose completamente diverse, dai gusti sorprendenti! Ricette antiche e tradizionali ma soprattutto artigianali....ore ed ore a preparare una vaschetta di pochi chili di foglie di mirto , strappate a mano , una ad una dai ramoscelli, per ottener poche mezze bottiglie di liquore, data l'ingente richiesta! Non si limitano al mirto ma si pronunciano anche sull'elicriso, sul finocchietto e sullo zafferano con straordinaria bontà!

Ricordo d'aver provato la prima curiosità d'una sua conoscenza ad un'eroica manifestazione vinicola milanese: La Terra Trema, nello spazio autogestito del Leoncavallo, ove Giuseppe ha meritato la roncola d'oro! L'ambito premio della manifestazione assegnato al vignaiuolo maggiormente apprezzato da parte dei degustatori!

Ebbene, ritornando al nostro incontro, non perde tempo e non si risparmia! Stappa con un sorriso travolgente una decina di bottiglie con altrettanti calici e persino decanter! In men che non si dica vengo messo alla prova con la sua intera produzione : Granazza, Cannonau "base", riserva, il Nero d'orgosa ed un cannonau mirabolante, all'epoca unica etichetta! E' proprio da quest'ultima che voglio iniziare!

GIUSEPPE MUSINA - CANTINA ORGOSA: CANNONAU DI SARDEGNA DOC 2008
Scarnifcato e sgrassato con un'articolata struttura essenziale, dona ricca quest'ultima, l'anima sua, senza orpelli d'opulenza. Pone, la purezza della franca isola marittima, come unico fronte nel dialogo ritmato. Costituenti il primordial liquido odoroso, trovan il giusto equilibrio esistenziale, l'agrumate essenze sanguinelle , i pugenti afror d'incenso, le carrube disseccate e le giuggiole....il famoso brodo, in cui ora sono cascato! Sorprendente come l'essenze nella macchia ricercate , riesca a ritrovarle in questo liquido poderoso....bassi arbusti d'elicriso, fusti di lentisco ed una miriade d'eucalipti nel frusciar d'una brezza salata che da la battigia sale. Permane a lungo il gusto deciso di liquerizia e finocchietto selvatico, sino volerne un'altra "tazza", sino a poter ricalcar l'orme di quell'incontro ogni qualvolta vorrò emozionarmi. Il virtuosismo umano è ora ripagato, nessun artefatto technicolor potrà mai imitar l'attesa degli anni trascorsi.

GIUSEPPE MUSINA - CANTINA ORGOSA: CANNONAU RISERVA SARDEGNA DOC 2014
La finezza d'una riserva primigena è esperienza assai rara, assolve appieno alla funzione saturante senza lasciar fosforescnze di sorta. Deflagra di gusto il rubizzo melograno maturo, turgide e succose gemme rubine raccolte da una coriacea e grinzosa scorza vegetale.  Rose canine e striati agrumi rossastri ricorron all'immagin d'una rugiada raccolta nei petali d'un fior mattutino...sensazione persino ferruginosa ove la materica sostanza non s'astiene! La botte però ricorda solamente la sua mera funzione : contenitore, non miscelatore d'aroma. Eleganza luminosa dal nitido calore materico!

GIUSEPPE MUSINA - CANTINA ORGOSA: NERO DI ORGOSA VDT 2015
La sostanza prevalente è costituita da cannonau, a completar vi si ritovano  percentuali variabili di barbera sarda ( bovale o sangue di cristo) , carignano e pascale! Questo liquido odoroso è davvero sinuoso ed ammaliante con la sua carica aromatica dolce, d'un frutto succoso e maturo tanto d'esser nero! Ha un corpo più snello meno materico del puro cannoau. Conserva un'acidità leggermente superiore che ne fluidifica il sorso. È il coup au cœur del neofita, non vi è scampo, i detrattori dell'alcol dal palato "delicato" s'avvicinano timorosi a questo liquido , sollecitati dallo sguardo penetrante di Giuseppe, assaggiano...e da ora in poi sarà impossibile non innamorarsi dei vini della cantina Orgosa. Sarà impossibile non provar affetto e stima verso questo vignaiulo che ,rispettando la terra che ama, rispetta in primis se stesso!



GIUSEPPE MUSINA - CANTINA ORGOSA: CANNONAU SARDEGNA DOC 2016
Amarone d'Orgosolo docg ? Un succo di vita bordò, maturo come il nero gelso odoroso, succoso come la nera susina matura! Un concentrato di gioia di vita, esuberante ed energico mostra la sua vinosa gioventù come una massa cremosa di frutti di bosco surmaturi! Un corpo perfettamente equilibrato in ogni sua componente, nessun eccesso alcolico o materico nonostante si giochi con un equilibrio al rialzo! Poderosa evoluzione negli anni a venire! Chapeau!

GIUSEPPE MUSINA - CANTINA ORGOSA: CANNONAU SARDEGNA DOC 2015
Si percepisce una leggera evoluzione, non perde del tutto la carnosa dolcezza del durone maturo, incominciano però ad apparire dei refoli netti di mirra e mirto...una leggera rotazione del calice favorisce lo sprigionarsi della lavanda e di quelle golose gocce di liquerizia purissime, chiamate tabù! Un'altro capolavoro firmato Giuseppe Musina! In conclusione una Granatza macerata tanto salata quanto secca, un bellisimo bianco travestito da rosso così come il rosato da quindici gradi alcolici. Quest'ultimo dato superfluo, per nulla inficia la bevuta, se non l'umano pregiudizio!



Nessun vino mi ha lasciato indifferente, tutte le annate mi hanno appagato appieno nonostante la consapevolezza delle avversità affrontate e mai subite. Questi ceppi ne hanno vissute d'ogni genere e sorta. Piegati al voler del clima ribelle donano ciclicamente frutti carichi di pazienza, saggezza ma soprattutto sostanza. Mi sovvien perciò in conclusione la memoria d'una lettura di testo interessante...

<<Un ciliegio ha bisogno dell'inverno...se il suo legno non rimane al freddo per settimane e settimane, non darà frutti d'estate. Accetta anche tu le gelate allo stesso modo. Chi non conosce il dolore, non realizzerà mai niente di prezioso e duraturo >> Claudia Schreiber - Dolce come le amarene.

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