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Cantine Paolo Leo, Rosarose: uno spumante tra tradizione e innovazione

Il Sud della Puglia, il Salento, noto al mondo  tra le mete turistiche di maggior spicco, consigliate  da guide e giornali stranieri autorevoli come New York Times, Huffington Post, Guardian, Lonely Planet e National Geographic, solo per citarne alcuni, risulta tra i luoghi piu piacevoli per trascorrervi le vacanze.

Un luogo dove, il turismo si fa prezioso tutto l'anno, non solo per la bellezza mozzafiato delle coste, tra scogliere verdeggianti che si tuffano in acque calde e cristalline, calette assolutamente incontaminate e spiagge di sabbia finissima, masserie antiche riconvertite in lussuosi luoghi di accoglienza, ma anche e soprattutto perché, cibo e vino fanno da grande richiamo per l'indiscutibile livello qualitativo e  l’ autenticità dei sapori e dei profumi. Qui la biodiversità e la tradizione sono un imperativo indiscusso da preservare e promuovere.

In questo panorama di tradizione da veicolare al mondo, si inserisce un' azienda vinicola che conserva ancora il carattere di impresa familiare, è l'Azienda Paolo Leo, a San Donaci (BR), nel cuore del Salento. Pur avvalendosi di alcuni collaboratori esterni, trova la sua linea di forza nel poter contare su figure della famiglia, tra cui il giovanissimo enologo Nicola Leo, curatore delle produzioni.



La ricerca di un punto d'incontro tra innovazione e conservazione delle tradizioni è alla base della filosofia di questa cantina, che ha di recente sostenuto una campagna per la salvaguardia e la  conservazione degli alberelli, patrimonio viticolo e culturale legato al territorio. Cosi con lo sguardo rivolto al passato, e a quelle che sono le radici stesse dell' azienda, sorta sul restauro di un antichissima masseria, questa famiglia coltiva un attegiamento innovativo nei confronti della ricerca di sistemi sempre piu all'avanguardia,  volti ad ottimizzare la produzione di vini che, la ristorazione apprezza molto, anche per il vantaggioso rapporto  tra qualità e prezzo.

Il Salento si identifica fortemente col Negroamaro, che pur essendo coltivato in diverse zone della Puglia, trova qui il suo luogo d' elezione, con  le espressioni più fresche ed eleganti nella produzione di rosati. L'etimologia del nome deriva direttamente dal dialetto locale, in cui il termine "niuru 'maru", sta ad indicare la colorozione scura, fortemente carica, insieme al caratteristico finale amarognolo. Come per altri vitigni autoctoni, anche per il Negramaro, l'origine appare incerta, e molto probabilmente bisogna ancora fare riferimento alla vicina Grecia ed alla storia della colonizzazione della Puglia. Il suo filtrato, quando ben lavorato, così come le aziende hanno imparato a fare nelle ultime decadi, è in grado di sprigionare intensi profumi di prugna e ciligia ed al palto si presenta con gusto deciso, ricco di acidità e tannicità.



Da questo vitigno fortemente caratterizzante del profilo e delle tradizioni salentine, le Cantine Paolo Leo producono il Vino Spumante Rosarose Negroamaro Brut,  11,5% Vol.   risultato di un accurato lavoro in vigna e di una vendemmia effettuata nelle prime ore dell' alba, a cui segue  subito la  diraspatura e il raffreddamento ad una temperatura di 12°- 14°  C.  e poi la fermentazione e l'affinamento in acciaio, per un periodo intorno ai 4 - 6 mesi.

Una produzione che ha già partecipato lo scorso anno e sarà presente anche quest'anno  alla manifestazione  del prossimo 2 Dicembre, presso il Grande Albergo delle Nazioni a Bari,  il Takitaly dedicato agli Spumanti e promosso ed organizzato dall' Associazione Culturale e di Promozione Vinoway Italia.

Uno spumante dal forte impatto visivo, elegantemente rosa acceso, ricco nel perlage.  Contrariamente ad altri Rosè, che mostrano un frutto troppo marcato, ed altri che invece si attestano su note cosi leggere da nasconderne persino il vitigno di appartenenza, questo si colloca in una zona di equilibrio, sprigionando subito la freschezza del frutto, ciliegia e lampone, con note floreali legate soprattutto al petalo di rosa, per continuare poi con gli agrumi rossi.

La bocca è rotonda e polposa, e riporta alla natura rossa del vitigno, con una componente del frutto che predomina e termina  con la fragolina di bosco. Un sorso mai nervoso, più universalmente piacevole nella sua facilità  ed immediatezza del gusto. Anche l' etichetta, riporta ad un idea di leggerezza , con la sua carta satinata in rosa cipria.

I rosati, nati per tradizione con lo scopo di accompagnare i piatti leggeri della tradizione culinaria pugliese, negli spumanti trovano una molteplicità di possibilità, dall' aperitivo in accompagnamento ad appetizers, a piatti di  crostacei  come linguine con Granseola, sebbene i nuovi stili enogastronomici vedano la bollicina Rosè a tutto pasto con grande successo gustativo, servita ad una temperatura ottimale tra 8 e 10 C.
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