Franco Ziliani: ammetto di aver sbagliato

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In evidenza Franco Ziliani: ammetto di aver sbagliato
Ve la ricordate la testata di Zidane a Materazzi? Difficile dimenticarla come la “scia” di parole dell'opinione pubblica che ha lasciato.

Lì c'era in gioco una partita della nazionale di calcio e ovviamente tutto il mondo ha visto il bruttissimo gesto pubblico di Zidane come una reazione a delle offese gravi di Materazzi e in qualche modo ha perdonato questo clamoroso comportamento del giocatore.
 
Beh...oggi il mondo del vino, all'indomani di quanto accaduto alla giornata Champagne a Milano, si trova in una situazione simile anche se in un contesto diverso e molto meno pubblico, anche se “pubblico” lo è. Franco Ziliani noto giornalista e cronista del vino e possiamo anche dire uno delle figure più competenti a livello culturale e degustativo, anche se spesso messo in cattiva luce dai suoi atteggiamenti molto diretti e a volte dissacranti, ha colpito con un pugno in faccia Andrea Gori, figura molto conosciuta, fondatore di Intravino e proprietario e gestore della trattoria “da Burde”di Firenze
 
Vinoway denuncia e prende  posizione  assolutamente contro ogni tipo di violenza, ma di fronte alla richiesta dello stesso giornalista Franco Ziliani, vuole dare la possibilità ad una persona di spiegare al pubblico enoico da cosa può derivare una reazione di questo tipo.
 
Apriamo, e lo ripetiamo fermamente, non alla violenza, ma alla persona che, dopo il terribile gesto, ha manifestato pubblicamente il suo disagio.

Apriamo all'informazione e alle persone e non agli schieramenti, che già dopo l'accaduto fanno emergere gli scheletri dall'armadio di una nicchia mediatica spesso individualista e che prende e lascia in base ai bisogni e alle opportunità, che si fa la "guerra" tralasciando spesso il bene dell'attore principale, il Vino Italiano, che ancora una volta, e come se non bastasse "a casa" della Francia (e di Zidane,) dimostra di dover colmare un gap importante, molto più importante dei numeri di bottiglie, e gioca una partita che continuiamo a perdere "Perché non siam popolo, Perché siam divisi".

Ma è impazzito Ziliani, leggo che alla Giornata Champagne ha aggredito il sommelier Andrea Gori: perché l’ha fatto?

Non sono impazzito, ed ero perfettamente lucido mentre compivo quel gesto. Un gesto sbagliato…

Cosa è accaduto con Gori per indurla ad aggredirlo?

Più volte su Facebook Gori (che poi ha rimosso i suoi testi) ha scritto del sottoscritto che ero “un parassita” mantenuto dai più giovani come lui e un “pensionato baby”. Non sono pensionato, né tantomeno baby, categoria che disprezzo, lavoro, pago fior di tasse (contributo INPS gestione separata del 27%), non sono mantenuto da nessuno, tantomeno da lui. Ho più volte invitato Gori a scusarsi con me e rettificare le affermazioni false, non l’ha mai fatto. E allora gli ho promesso che quando lo avessi incontrato… Oggi gli ho chiesto di ripetermi de visu le sue affermazioni, non l’ha fatto, ha negato di averle scritte, mi ha preso in giro e allora, sbagliando, lo so bene, e mi dispiace, gli ho tirato un pugno in faccia.

Ma non si sente di scusarsi con lui?

 Lui continua a mentire su Facebook dove testualmente ha scritto:“Probabilmente era ubriaco, era tutto il giorno che diceva in giro alla giornata di degustazione dello champagne che mi stava cercando e appena mi ha visto mi ha puntato e mollato il pugno con gente nel mezzo”.

Non ero ubriaco, (e potrei anche querelarlo per diffamazione per quest’altra affermazione diffamatoria) faccio il giornalista del vino da 31 anni e reggo tranquillamente le degustazioni anche di 100 vini, e non ho mai detto a nessuno nel corso della giornata che lo cercavo. Non pensavo minimamente alla sua persona, cercavo di fare bene il mio lavoro di cronista del vino. Solo quando una persona mi ha detto che il sommelier fiorentino era in sala e mi ha indicato dove si trovava mi sono deciso ad avvicinarmi e gli ho chiesto di rendere conto delle sue affermazioni e solo allora, sbagliando, l’ho colpito. Non sono Carnera né Cassius Clay non ho agito neanche con tanta violenza, infatti i danni che ha riportato, come si vede nella foto pubblicata da un sito, sono poca cosa.

Non le sembra di aver esagerato specialmente trovandosi in una occasione importante e alla presenza di tanta gente del mondo del vino?
 
Se mi permette, Gangi, vorrei  scusarmi, sentitamente, per il disagio arrecato, per quello che ho fatto, per il trambusto che ho causato, con gli amici Domenico Avolio, responsabile del Bureau du Champagne Italia, e a Thibaut Le Mailloux responsabile della Comunicazione del Comité Champagne. Ho sbagliato nei loro confronti e della bella manifestazione che hanno organizzato con ogni cura, alla quale ero stato invitato e dove ero ospite. E come ospite dovevo ricordarmi che in casa d’altri ci si comporta in maniera diversa da come mi sono comportato io.
La ringrazio della sua disponibilità e per avermi consentito di raccontare anche la mia versione dei fatti, l’altra campana, non sono né un pazzo, né un violento, ma pretendo rispetto e non accetto che si diffami la mia persona ed il mio lavoro.
Ultima modifica ilVenerdì, 09 Ottobre 2015 13:40

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