Live Vinoway: in Abruzzo occorre più coraggio negli investimenti senza aver paura di sbagliare

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Live n.26 di Vinoway: si parla di Abruzzo. Con Davide Gangi e Alessandro Rossi sono presenti: Alessandro Nicodemi, Vice Presidente del Consorzio Colline Teramane, Francesco D'Onofrio di Marchesi De’ Cordano, Marcello Spadone, chef stellato e Vittorio Festa enologo e consulente.
 
Quando si parla di Abruzzo il primo pensiero del consumatore è rivolto al “Montepulciano d’Abruzzo”. Il famoso vitigno principe che, ad oggi, vanta una DOC con una produzione di 150 milioni di bottiglie.

Una DOC regionale che, a seconda della zona di di coltivazione, prevede tante sfumature del vitigno. L’80% della produzione è effettuata da cantine sociali che non hanno la forza di essere presenti sul mercato “in bottiglia” e, pertanto, commercializzano vino sfuso.

Questo, forse, spiega perché il 60% degli imbottigliamenti e della commercializzazione avviene fuori regione. L’Abruzzo, è risaputo, ha blindato il termine Montepulciano e la relativa menzione in etichetta può essere fruita solo ed esclusivamente per la DOC regionale.

Il vitigno ha dimostrato eccellenti prestazioni, sia in affinamento che nel consumo da vino giovane. Queste potenzialità, forse, sono state già comprese dagli imbottigliatori di altre regioni prima ancora degli abruzzesi stessi.

Il Marchese Francesco D’Onofrio riflette su quanto possa essere disorientante trovare sul mercato il Montepulciano DOC con prezzi dai 2€/bott. fino a 100€/bott.

Effettivamente diventa complesso, per il consumatore neofita, approcciarsi e identificarsi nel consumo di un vitigno di una denominazione regionale con uno spaccato economico così importante. Qualche spunto di riflessione vien preso dalla Toscana relativamente alla produzione del Chianti.

Una cosa è certa: i “palati dei nuovi degustatori sono più esperti” e sanno cosa desiderano.

Si parla anche della Cococciola, vitigno a bacca bianca che sta rimodellando la considerazione di longevità dei vini bianchi. Davide Gangi ne è rimasto sorpreso degustando, per due anni consecutivi, la Cococciola di Marchesi De’ Cordano con 12 anni di affinamento. Ne abbiamo parlato qui.

Con Vittorio Festa si parla della spumantizzazione abruzzese che, inizialmente, ha fatto sorridere tanti scettici. Grazie alla mano enologica di Vittorio, è stata rivalutata l’opinione delle bolle abruzzesi arrivando a produrre grandi spumanti, anche Metodo Classico.

Con Marcello Spadone si parla delle attività ristorative abruzzesi, di suo figlio sommelier e della loro carta vini fornita di 800 etichette, di cui 100 abruzzesi.

Per il periodo di quarantena hanno inventato un nuovo tipo di delivery. Un kit che viene consegnato a casa con tutti i prodotti per preparare una cena o un pranzo stellato. Il kit è accompagnato da un video tutorial di Marcello che spiega, passo dopo passo, come cuocere tutti gli ingredienti forniti dal ristorante. Il menù comprende diverse portate, mare e terra. La particolarità è il pane al miele di castagno, cotto da loro solo per i 3/4 e la restante cottura va ultimata in casa per poi gustarlo caldo.

Sul finale ci si chiede cosa serva all’Abruzzo per suscitare un appeal maggiore di quello già riscosso. Servirebbe essere meno litigiosi, potenziare il turismo per poter accogliere gli ospiti in un clima d’élite. Occorre più coraggio negli investimenti senza non aver paura di sbagliare. Anche le cantine sociali dovrebbero concedersi aspettative più ampie, come avviene nelle cantine private. Osare, fare squadra.

L’Abruzzo è una terra meravigliosa che in soli 50km offre la possibilità di essere in spiaggia, al mare, o di poter sciare sulle cime montuose della Maiella e Gran Sasso.

La live integrale è disponibile sul nuovo portale della comunicazione del vino Vinoplay.com o su Facebook cliccando qui.
Ultima modifica ilLunedì, 11 Maggio 2020 11:09

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