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Osteria del Sole: nessun indugio a porzioni anoressiche

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Roma. Appio - Latino. Di fronte al Centro Commerciale sul quale camminano le lumache. Un locale piccolo, gli arredi sopravvissuti all'invasione della formica degli anni '60, degli architetti degli anni '80 e di tutta la sequenza di arredatori che ha condotto alla giapponesizzazione dei nostri giorni.
 
Tavoli da sessantacinque con l'assale di legno massiccio a reggere il piano di marmo da 2,5, sopra una tovaglietta trinata (di tessuto non tessuto, unica e necessaria conversione alla modernità) e delle sedie di legno bellissime, con i sostegni in tubolare di legno ed un comodissimo pianale. Pavimenti e tappezzeria anni '50.

Una bella storia. Emiliano (31 anni), imprenditore di un certo successo nell'ambito della ristorazione collettiva fatta di grandi numeri, è riuscito a riprendersi l' Hostaria del Sole che era stata dei suoi nonni e di suo papà. Ci ha levato la H e ha rifatto una Osteria bellissima, di una pulizia bella oltre che accurata, una piccola stanza di una quarantina di coperti e di una cucina dove Ugo, dalla nonna somala e romano de' Roma, spadella piatti che affondano nella cucina tradizionale ma emergono in forme nuove ed apprezzabilissime.

Ceramiche, posate e cristalli di ottima fattura, carta dei vini piccola ma di buona qualità (ci starebbe anche qualche buona birra nella psicologia evolutiva dell'Osteria) e piatti molto gradevoli.

Ne cito solo due che, da soli, valgono il viaggio: Il polletto con i peperoni, il carpaccio di ricciola e il croccantino. Due antipasti ed un lungo dolce. Parentesi così eccelse che tutto quello che metti in mezzo va ottimamente.





Io sono andato e questi ho provato, ho provato anche altro ma non in quantità da consentirmi un giudizio pieno. Anche perché all'Osteria del Sole, si mangia bene e si mangia.

Nessun indugio a porzioni anoressiche, che di una onesta Osteria si tratta. Un giorno ci ritornerò, possibilmente di giovedi a pranzo che, ogni settimana, Nonna Nunziata ci torna a fare gli gnocchi. E gli gnocchi di Nonna Nunziata dovrebbero essere registrati come patrimonio della romanità. Magari mi legge Don Pasta e va a farci un salto.

Osteria del Sole è a Roma, in Via Cesare Baronio, 42.

P.S. Prima di me ci è arrivato Gianni Mura, ma essere secondi a Gianni non può che esser motivo di vanto.

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