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Da Kresios una cucina magistrale da Mr.Pink a Mr.White

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E’, da tempo, invalso, presso diversi ristoranti di medio-alto livello, il vezzo di introdurre, unitamente alla tradizionale “carta” che, probabilmente per ragioni di sostenibilità economica, in alcuni posti sta iniziando a scomparire e a uno, o più, percorsi degustativi tematici, una sorta di menu a sorpresa a totale discrezione della cucina.
 
Giuseppe Iannotti, 35enne enfant du pays, ne ha fatto la regola al Ristorante Kresios di Telese Terme.



Il menu, anzi la carta, effettivamente esiste; con un piccolo dettaglio: mancano i piatti. Il libro che viene consegnato non appena ci si accomoda ai tavoli si compone di 2 pagine e di altrettante parole: Mr Pink e Mr White, chiaro omaggio al primo Quentin Tarantino, che stanno a indicare due menu assolutamente imperscrutabili, differenziati solo per ampiezza e prezzo (90 euro il Pink, 130 l’altro).



La degustazione più importante contempla una ventina di portate, che vanno dagli ortaggi variamente fermentati, serviti in cima a uno stelo metallico, quasi fosse un fiore variopinto, alla pastina al formaggino, servita in una ciotola di plastica con l’effigie della Disneyana Minnie.

La cucina, però, è in condizioni di “sfornare” 60 piatti intesi sia come contenuto, sia come contenitore, diverso per ogni portata e creato, su idea dello chef, per quella determinata portata; il perché è presto detto: il personale registra, fin dal primo giorno di apertura, tutti i clienti e tutto ciò che viene loro servito; quando qualcuno vi torna, degusterà, a parte le prime 7/8 portate di inizio; per favore non chiamatele amuse bouche o apetizer, hanno pari dignità dei cosiddetti piatti forti, un percorso personalizzato che non contemplerà piatti a lui già noti.

Garantisco che è tutto vero; ci sono stato già 3 volte, le ultime due a distanza di poco più di un mese, e ho mangiato solo un piatto già visto. E scusate se è poco.

Come d’abitudine, per non rovinare il gusto della sorpresa, non farò un’elencazione di piatti, che vanno, tutti, senza eccezioni, dall’ottimo all’eccellente, ma per uno, probabilmente il piatto immagine di Iannotti, un’eccezione va fatta: praticamente alla fine della degustazione, a proposito, lo si sarà capito, non esiste la scaletta classica antipasti/primi/secondi; i carboidrati, qui, arrivano prima del dessert, vi verrà servito un gomitolo di spaghetti color rosso cardinale; trattasi di un condimento derivato da 50 pesci o molluschi, o crostacei diversi, che danno, alla pasta, un gusto assolutamente unico. E nessuno pensi che siano 49 o meno ancora !



Ma non si può concludere il discorso su Kresios senza parlare di sala e cantina, giusto coronamento di una cucina magistrale, che, dopo appena 2 anni dall’apertura, nel 2013, ha fruttato la prima, strameritata e, a mio avviso, ormai decisamente strettina, stella da parte della “rossa”.

Il servizio, dicevo, è affidato a personale giovanissimo e spigliato, coordinato da Alfredo Buonanno, che, a dispetto della sua giovanissima età, ha appena compiuto i 23, padroneggia la cantina di 1.800 etichette, quasi 8.000 bottiglie, con una competenza e una professionalità che si riflette in abbinamenti originali, che possono prevedere, accanto a “tradizionali” calici di vini quasi introvabili, anche un bicchiere di the nero oppure un succo di tamarindo.

Due, i possibili percorsi in abbinamento, offerti a 40 e 80 euro, per ciascuno dei due menu.

Io ci vado e ci torno per scoprire se è vero che ogni volta mangerò piatti diversi.
Io ci vado per farmi sorprendere da Alfredo con le sue scoperte enologiche della Campania sconosciuta.
Io ci vado per cercare di capire la lucida follia di Iannotti.
Ultima modifica ilGiovedì, 10 Maggio 2018 11:24

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