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Franco Ricci:"La visita del Presidente della Repubblica è stata la più grande soddisfazione in questi primi 5 anni"

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La Fondazione Italiana Sommelier, fondata da Franco Maria Ricci, è giunta al quinto anno di attività.
 
Con oltre 10.000 iscritti e con sedi in 19 Regioni d'Italia è tra le più importanti Associazioni del settore del nostro Paese. Nel corso di questi anni sono state create numerose attività e manifestazioni con lo scopo di migliorare l'Italia enogastronomica, come ad esempio il "Progetto del Vino a Scuola", "Il Vino regalo di Stato" "Giornata Nazionale della Cultura dell'Olio" e l'importante collaborazione con l'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma.

Non sono mancate le visite del Presidente della Repubblica per parlare di Cultura del Vino e  di Papa Francesco. La Guida Vini dell'Associazione, Bibenda, da 5 anni in versione elettronica è tra le più accreditate del settore.

Ho intervistato il Presidente della Fondazione Italiana Sommelier Franco Maria Ricci.

Franco, qual è la soddisfazione maggiore che hai avuto in questi primi 5 anni di Fondazione Italiana Sommelier?
Senza dubbio il fatto che a Ottobre 2017 chiesi al Presidente della Repubblica di essere presente all'11° Forum della Cultura del Vino di Luglio 2018, e che il 17 Aprile 2018 mi disse: Verrò! La presenza del Presidente della Repubblica in una giornata dedicata alla Cultura del Vino ci ha colorato il sogno della cultura e ci ha resi liberi. Poi c'è stato il Colloquio con Papa Francesco ed oggi, è cosa fatta. Presenteremo il 24 Novembre p.v. alla festa di BIBENDA 2019, una strada a Roma dedicata ad un grande Produttore di Vino Italiano. Ma la grande cosa resta sempre il quotidiano: 190.000 presenze a Roma per 5 eventi al giorno tra attività, degustazioni e Corsi per 10 mesi l'Anno. Siamo 10.000 e siamo su 19 Regioni d'Italia e con WSA (Worldwide Sommelier Association) siamo su 32 Paesi del Mondo.





Quali sono gli obiettivi di Fondazione Italiana Sommelier?
Quelli che ci siamo prefissati il 29 Ottobre 2013 per uscire dagli "orticelli" associativi, poco produttivi di cultura vera, dopo i suggerimenti di due Ministri della Repubblica i quali mi consigliarono di lavorare per una Fondazione per essere più vicino alle Istituzioni. Quindi cambiare il Paese. Cambiarlo radicalmente. Il Paese primo Produttore al Mondo non può essere il Paese più ignorante del mondo nella Cultura del Vino: sottolineo sempre che la Scuola Alberghiera Italiana in 5 anni di programma non prevede neppure un'ora sulla materia Vino! Oggi, a parte altre grandi e consuete soddisfazioni annuali, il nostro primo obiettivo è insistere e riuscire nel portare il Vino a Scuola, un lavoro iniziato un paio di anni fa e che sicuramente riprenderemo a giorni. Con un accordo firmato ufficialmente, abbiamo reso il vino Regalo di Stato: abbiamo così affidato negli anni 24 cassette di vino italiano al Presidente Renzi destinate ad altrettanti Capi di Stato, altre 12 le abbiamo affidate al Presidente Gentiloni, e al momento l'abbiamo già fatto due volte con l’attuale Presidente Conte. Oltre al Vino, a volte introduciamo anche delle bottiglie di extravergine, altro prodotto italiano di eccellenza del quale ci occupiamo da molti anni come Associazione Italiana Sommelier dell'Olio, eredità del grande Gino Veronelli.

Un tuo parere su come vedi oggi la comunicazione del Vino.
C'è di molto buono. Molte persone di buona volontà che puntano e centrano il problema di migliorare l'Italia sulla conoscenza del Vino con atti e lavoro. Ma c'è pure di pessimo. Di "bottegai" di eventi insipidi e markettari che fanno molto male al Vino e all'Italia.

Cosa consigli ai piccoli Produttori di Vino?
Di continuare a fare i piccoli Produttori, di elevare le tradizioni e le diversità del nostro Paese che sono le nostre vere ricchezze al pari della Letteratura, dell'Arte, dell'Architettura e della Poesia. Non c'è differenza di valore tra Vino, Olio, Basilico, Pomodoro e Colosseo.

Cosa auguri al mondo del Vino?
Ai Produttori di non essere gelosi dei colleghi, che il sogno "Squadra Italia" del Vino possa fra cento anni avverarsi, basta con "il vino mio è meglio del tuo!" Ai cosiddetti comunicatori di non essere gelosi. Ho vissuto in prima persona invidie e gelosie da parte di molti quadri dell'associazione: Roma, Roma, Roma anziché esultare era il grido di gelosia perché Roma era diventata il più grande Centro di Comunicazione del Vino del Mondo. La goccia che fece traboccare il vaso fu quella della moglie di un poveruomo che rimproverava al marito: "Ma il Presidente sei tu o Franco Ricci?" Così mi raccontava un certo Renato Paglia.

Franco M. Ricci





Ultima modifica ilMartedì, 30 Ottobre 2018 13:32

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