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Il Salento oltre l'estate: mare e vendemmia da Conti Zecca

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Da San Foca a Porto Cesareo tra vendemmia, feste patronali e luminarie.
 
C’è un Salento oltre il cliché. Va più in là dello  stereotipo: mare, sole e vento. La Puglia meridionale, per gli antichi greci la Messapia, è certamente  prodiga di scorci suggestivi e di spiagge cristalline affollate (troppo) nei mesi di luglio e agosto, ma è anche ricca di tradizioni, pullula di feste patronali celebrate nei piccoli borghi, sa stupire con superbe masserie magnificamente restaurate e conta numerose cantine impegnate nella valorizzazione del vitigno principe: il Negroamaro. È un Salento da apprezzare con parsimonia e ragionando in un’ottica di destagionalizzazione. “Settembre nel Salento” – educational appena conclusosi, rivolto a giornalisti nazionali ed esteri, ha dimostrato che è possibile proporre un modello di fruizione diverso, in cui le feste popolari e la vendemmia impreziosiscono  i noti itinerari balneari alla scoperta dell’alba sull’Adriatico e il tramonto sullo Ionio. L’iniziativa è stata organizzata da Carmen Mancarella direttrice della rivista di turismo e cultura “Spiagge”, con il finanziamento  dell’assessorato all’Industria turistica e culturale, attraverso PugliaPromozione;  nell’ambito del Por Fesr-Fse 2014-2020 “Attrattori culturali, naturali e turismo”.



Proponiamo di seguito un Salento placido, allegro, coinvolgente  e per nulla caotico. Segnaliamo alcune tappe da cui trarre spunto con la massima libertà e con la consapevolezza dell’esistenza di tanti altri luoghi da noi non visitati per oggettivi motivi di tempo. In evidenza le feste patronali, dove risplendono i santi e le sfavillanti luminarie. Ci soffermeremo particolarmente sugli aspetti enogastronomici, seguendo l’orientamento tematico del nostro portale, dedicando un focus alla cantina visitata: Conti Zecca.

I borghi in festa

Le “feste di paese” in alcuni luoghi assumono una connotazione poco edificante. Non nel Salento, dove dalla notte dei tempi le feste rappresentano un momento in cui aggregarsi per ringraziare il santo patrono per aver vegliato sul raccolto, sulla casa e sulla famiglia. I paesani partecipano agli allestimenti e  attendono con trepidazione  la processione e fuochi d’artificio. Accade in tanti borghi del leccese. Copertino sfoggia luminarie di sbalorditiva bellezza per rendere omaggio a San Giuseppe da Copertino, patrono dell’aeronautica. La remota e californiana città di Cupertino – ubicata nell’ormai  iconica Silicon Valley, sede del colosso dell’Ict “Apple” – costituisce un evidente toponimo che si ricollega alle storie di emigrazione e insediamenti dei salentini in territorio americano. A testimonianza di ciò, entrambe le città sono gemellate. Non passano in secondo ordine i festeggiamenti di Melendugno, che venera San Niceta. Di lui si legge: «Sulle rive del Danubio, San Niceta il Goto,  martire,  fu messo al rogo per la sua fede cattolica per ordine del re ariano Atanarico».
 
Da cronisti, parlando di Melendugno non possiamo fare a meno di evidenziare l’attualissima vicenda Tap (Trans Adriatic Pipeline: gasdotto transnazionale adriatico). Questa cittadina è legata all’attivismo del comitato  “No Tap”, che si oppone alla realizzazione dell’opera  per via del suo impatto su di un’area con particolari caratteristiche di biodiversità e vocazione al turismo, tra tante altre motivazioni. Il punto di approdo del Tap (che parte dall’Azerbaijan e coinvolge 7 Paesi) sarà la spiaggia di San Foca, tra le più belle del Salento.
Torniamo letteralmente a note più liete. Se parliamo di feste dobbiamo citare il ritmo caratteristico da queste parti: la trascinante pizzica. Interpretata dall’eccellente gruppo Kuntéo regala tutte le sfumature del Salento; non a caso i Kuntéo vengono chiamati ad esibirsi in importanti contesti nazionali ed internazionali.



Vino e vendemmia da Conti Zecca

A Leverano, una storia di generazioni dal 1580, anno in cui Francesco Antonio Zecca, imprenditore agricolo di origini napoletane, si trasferì nel Salento. I discendenti Alcibiade, Francesco, Luciano e Mario Zecca sono gli attuali proprietari degli 800 ettari (320 vitati) che  compongono le  quattro tenute caratterizzate ciascuna dalla presenza di una masseria. Gli appezzamenti sono ubicati tra Leverano e Salice Salentino; si chiamano Cantalupi, Donna Marzia, Saraceno e Santo Stefano. I vitigni coltivati sono in prevalenza gli autoctoni, in primis il  Negroamaro, poi Primitivo, Malvasia Nera e Bianca, oltre ad alcune varietà internazionali, come il Merlot, Chardonnay e Cabernet Sauvignon. La produzione spazia dalle linee dedicate alla ristorazione, Gdo, banqueting e le Selezioni.

Luna Salento Bianco IGT 2017
Malvasia bianca e Chardonnay. Fermentazione  del mosto in barrique per circa 6 mesi. Vino giallo vivace; al naso è  agrumato, con note floreali di glicine e un tocco speziato. In bocca è piacevolmente vellutato (per via della fermentazione malolattica),  sapido e persistente. A questo vino è stato dedicato un manga giapponese (leggi qui).

Venus Igp Salento Rosato
Un bel rosato corallo, uvaggio di Negroamaro  70% e 30% di altri vitigni consentiti dal disciplinare. Macerazione per circa 12 ore, sgrondatura e fermentazione del mosto fiore in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata. La maturazione avviene in vasche di cemento. Naso fragrante di ciliegia e rose rosa. Bella sapidità e struttura piacevole. Versatile negli abbinamenti culinari.

Nero Salento Rosso IGT 2013
È un pluripremiato blend di Negroamaro 70% e la restante parte Cabernet. Matura 18 mesi in barrique di legno francese, 1 anno in botti grandi di rovere e 6 mesi in bottiglia.  Rosso rubino intenso con riflessi granati. Bouquet  di frutti neri e rossi, note terziarie speziate, balsamiche e di torrefazione. Gusto intenso, armonioso, dal  finale persistente e con i tannini ben amalgamati.



L’ampia gamma di vini Conti Zecca può essere degustata nell’enoteca della cantina insieme a prodotti gastronomici autoctoni, tra cui l’olio Evo di “Villa Buontempo”.
 
Le bontà nel piatto

Si sa che è difficile mangiare male nel Salento. Si spazia dal classico e dolce pasticciotto alle pittule (o pettole) – pallotte di pasta lievitata  fritte nell'olio bollente –, passando per le tantissime proposte di orecchiette e gli svariati menù di carne o pesce, senza trascurare i prodotti caseari.
 
Lilith - Masseria Copertini (Vernole)
Ambiente  curato e accattivante. Ristorante membro dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi, ecco spiegata  la scelta di proporre piatti che aderiscono allo slogan: “Buono, pulito e giusto”. Rispetto della materia prima e creatività sono il filo conduttore del menù. Da sottolineare il servizio molto attento.

Masseria Stellato (Nardò)
L’aria di famiglia è ovunque in questo accogliente luogo genuino e confortevole. I piatti della tradizione privilegiano la filosofia del “km 0” e sprigionano i profumi tipici dell’orto mediterraneo. A condire il tutto, l’olio di produzione propria, cultivar Cellina di Nardò.   Grazie al  suo gusto fruttato leggero è conosciuto anche come il  “frutto di bosco” degli extra vergini.



Da Romano (San Foca)
Proprio di fronte al lungomare e in posizione sopraelevata per ammirare estasiati l’Adriatico mentre si assaggiano piatti gustosissimi. Vietato farsi sfuggire le pittule, qui sono veramente sfiziose e la cottura è perfetta, per nulla unte. La tradizione della cucina marinara accoglie incursioni della mondo asiatico creando accostamenti molto piacevoli. Anche l’arredamento è un mix di stili in cui trovano spazio decorazioni realizzate con pezzi di legno recuperati dal mare. Da Romano è anche una struttura ricettiva.

Cosimino (Porto Cesareo)
È un’istituzione come l’Hotel Falli, con cui condivide le mura. Posizionato di fronte al mare, con vista incantevole sul porticciolo e l“Isola Grande” (più conosciuta come “Isola dei Conigli”), rappresenta una tappa immancabile per i buongustai ghiotti di  pesce fresco. I tagliolini con filetto di triglia sono assolutamente da provare. La bontà delle  grigliate e dei frutti di mare non vi faranno dimenticare questo posto.  Variegata e ottima la scelta dei vini, locali e non.



Grecale (Porto Cesareo)
Vista assicurata sull’Isola dei Conigli, questa volta dall’alto. Un’ampia vetrata affacciata sul mare consente ai commensali di spaziare con lo sguardo godendosi l’impareggiabile luce salentina. Locale accogliente e ravvivato da lampadari rossi circolari. Offre un menù stuzzicante con gustosi piatti di pesce. Oltre alla ristorazione c’è spazio per la ricettività.  

Il Salento offre sistemazioni e soluzioni per tutte le tasche. Le strutture di supporto allo svolgimento di “Settembre nel Salento” sono state la confortevole Villa Hermosa di Porto Cesareo, poco distante dall’area balneare, e il magnifico Relais Masseria Le Cesine – CDSHotels, adiacente all’oasi protetta del WWF “Le Cesine”.
Ultima modifica ilGiovedì, 11 Ottobre 2018 09:17

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