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Vinoway Wine Selection 2018: un grande successo italiano made in Puglia

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Nel cuore pulsante del Salento, in un'area di stupefacente bellezza, tra prati verdeggianti  ed angoli di vegetazione mediterranea, il cinquecentesco maniero di Castello Monaci, nota cantina e struttura recettiva, tra  Salice Salentino e San Pancrazio Salentino, lo scorso 4 maggio, in un'atmosfera  di straordinaria piacevolezza ed armonia, ha accolto  la seconda edizione della VINOWAY WINE SELECTION 2018, l'imperdibile appuntamento per winelovers, giornalisti ed addetti ai lavori organizzato  dall'Associazione VINOWAY ITALIA ed ideato da Davide Gangi editor di Vinoway.com.
 
L'evento, organizzato con il patrocinio dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Puglia e di Assoenologi,  in collaborazione con AIS PUGLIA, ha visto puntare l'attenzione  su ben 106 etichette tra  vini rossi e bianchi  provenienti da Sardegna, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Trentino Alto Adige, Veneto e Puglia,  insieme ai loro produttori riuniti in una manifestazione  dal carattere nel contempo convegnistico e conviviale.

Le etichette presenti, patrimonio del ricchissimo  panorama enoico della produzione di rossi e bianchi italiani, sono state selezionate dagli autori e degustatori di Vinoway.com, Magazine online di enogastronomia guidato da Davide Gangi,  ideatore del format. Le aziende  presenti sono state  scelte e selezionate poiché  rappresentative di quello che  è  un  percorso di qualità all'interno delle produzioni  italiane locali, che si affacciano ai nuovi mercati, cercando di dare visibilità anche ad aziende assolutamente giovani o a carattere prevalentemente familiare, ma di pregio, che hanno proposto prodotti interessanti.

La manifestazione si è  svolta scandita  in più  tempi. La prima parte, dopo l'accoglienza degli ospiti,  ha dato spazio ad  una conferenza apertasi intorno alle ore 10,30  alla quale hanno preso parte tutti i produttori  presenti, insieme alle istituzioni, ai giornalisti ed addetti ai lavori, mentre la seconda parte, dopo il ricchissimo buffet allestito per il lunch, all'interno dell'antica e suggestiva  cantina museo, è  stata dedicata alla Masterclass, alle premiazioni  ed agli assaggi.



Il dibattito  si è  aperto con i saluti  di Davide Gangi a tutti i presenti, ma soprattutto  ai produttori che  hanno creduto nel progetto di Vinoway, una realtà  presente al momento  in molte delle  regioni italiane e che entro il 2020 ricoprirà l'intero territorio nazionale.



Un ringraziamento  particolare è  andato all'AIS Puglia e al suo presidente Vito Sante Cecere, che ha consentito un ottimale svolgimento  dell'evento  grazie al servizio  dei suoi sommelier professionisti. Di seguito sono state esposte le tematiche in oggetto facendo il punto sul vino italiano rispetto  alle valutazioni del mercato interno ed estero, e alla possibilità di confronto tra vini convenzionali e artigianali, visti per alcune caratteristiche come  garanzia di qualità, ma anche come  elemento di “confusione” per il mercato.

Prima di passare la parola ai presenti, è stato evidenziato  quello che è  il  ruolo e lo spirito di Vinoway, attraverso la voce dell'attrice Gabriella Margiotta, con  la lettura di un documento che rappresenta il suo manifesto, il primo articolo scritto otto anni fa  quando Davide Gangi prese la direzione di Vinoway.



Il portale nasce da un'idea di Alessandro Ren, ingegnere informatico ed appassionato di vino, e si sviluppa con la collaborazione di Davide Gangi, esperto comunicatore e conoscitore del mondo enoico. Attraverso questo primo e prezioso articolo si individua la filosofia sottesa al progetto, che spiega come l'enogastronomia appartenga alla memoria collettiva degli italiani, in quanto le sue produzioni, essenza della dieta mediterranea, appartengono al Patrimonio Immateriale dell'Umanità.

E mentre la lettura  procedeva, attraverso  un avvolgente sottofondo musicale, lo sguardo dei volti cinquecenteschi, immortalati negli arazzi appesi alle  pareti in pietra, erano puntati sulla commozione degli  ascoltatori, catturati dalle coinvolgenti parole, dalle idee esposte nell'articolo. Tra gli applausi e qualche luccichio negli occhi si è conclusa questa prima parte introduttiva.  Sono stati letti messaggi augurali giunti dal Presidente AIS Antonello Maietta, dal Presidente di Assoeneologi Riccardo Cotarella e dalle figure istituzionali, che per altri impegni in corso, non hanno potuto partecipare alla manifestazione.

La parola è  stata data ai produttori e agli addetti ai lavori, evolvendosi attraverso un talk show  in cui di volta in volta gli attanti  del salotto si sono susseguiti,  esponendo la propria posizione, opportunamente guidati dallo stesso Davide Gangi, moderatore del convegno. Presenti molti protagonisti del mondo enoico tra cui Libero Rillo Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini del Sannio, Vittorio Festa Enologo, Fabrizio Miccoli Vicedelegato Ais Lecce e funzionario per la Repressione Frodi, Piernicola Leone De Castris produttore, Gaetano Morella Vicepresidente FIVI, Lino Carparelli enologo, Carlo de Corato produttore, Valentino Sciotti Farnese group, Cristian Scrinzi GIV, Ilaria Donateo Presidente di De Gusto Salento, Maria Teresa Basile Varvaglione Presidente del  Movimento Turismo del Vino, Franco D'Eusanio produttore e diffusore della vinosofia, Loredana Capone Assessore al Turismo, Angelica Anglani dirigente Assessorato Risorse Agroalimentari Puglia, l'avvocato Antonio Pinto per la Confconsumatori, Francesco Cirelli produttore, Oreste Tombolini produttore, Gregory Perrucci produttore e Carmelo Sgandurra esperto mercati esteri.

















È emerso che,  risulta  così  necessario,  percorrere nuove strade per diffondere la cultura e la conoscenza dei territori, così da rendere leggibili e piene di significato le produzioni con valore di tipicità. L'idea di biodiversità è il veicolo che dovrebbe convogliare il consumatore verso scelte di mercato più convincenti e dovrebbe sostituire il concetto di autoctonia.

I continui cambiamenti di gusto da parte dei consumatori,  e per quanto concerne i vini rossi, la tendenza a cercare la piacevolezza  che si accompagna alla morbidezza finale, in controtendenza a quanto avveniva anni fa, porta a cercare risposte nelle richieste del mercato. Lo stesso dicasi per i rosati, per i quali le diverse possibilità di colore cercano di  inseguire le mode in atto, perché  è  la risposta del consumatore che decide le scelte produttive. L'Italia si confronta cosi come un mosaico di territori, ognuno con la sua produzione  vitivinicola, che lo rende unico rispetto agli altri e ne traccia  la sua identità.

Perciò il profilo vitivinicolo italiano e la sua biodiversità, da un punto di vista dell'estensione, si identificano con uno specifico vitigno. Il consumatore  dal canto suo, soprattutto  all'estero, non sceglie il territorio nel momento  in cui deve acquistare  un vino, bensì il vitigno che può  esserne l'espressione, e soprattutto sceglie quello che più si avvicina al suo gusto, alla sua cultura.

Rispetto alle metodiche di produzione, benché oggi ci sia moltissima attenzione nella cura del prodotto, partendo dalla vigna sino alla bottiglia, è tuttavia necessario fare distinzione tra vini biologici, biodinamici, naturali, convenzionali. Il consumatore attuale, punta certamente alla semplicità, ma è pur vero che il vino deve sempre  seguire il criterio della piacevolezza. Pertanto se non si tratta di una scelta specifica del consumatore, qualunque sistema di produzione può ritenersi valido, in quanto i sistemi di controllo delle aziende consentono di avere sempre vini ben fatti. Il focus tematico si è  concluso lasciando la parola ad alcuni produttori che hanno descritto  la propria esperienza ed il loro pensiero  rispetto ai possibili sviluppi.

La seconda parte si è aperta con la Masterclass, in cui, tra bianchi e rossi, le degustazioni sono state in tutto quindici. I vini,  scelti tutti  con un profilo di rilievo, da quelli affinati in anfora a quelli con l'antico sistema  della vasca in cemento, hanno creato un ventaglio di possibilità di approfondimento gusto olfattivo. Davide Gangi ha contestualmente dedicato uno spazio per la premiazione,  con un attestato di Vinoway,  sia per il valore  di alcuni vini che per il percorso delle scelte aziendali.



Sono stati anche premiati quelli che Vinoway ha ritenuto essere gli Chef presenti,  consegnando loro, come espressione della tipicità del territorio, delle  pochettes confezionate a mano e ricamate,  dalla nota sartoria di Ginosa di Angelo Inglese, che ha effettuato consegne per la Casa Bianca e per Buckingham Palace.

A pomeriggio inoltrato, sono stati aperti i banchi di assaggio attraverso le antiche sale della tenuta,  con un sottofondo di musica jazz dal vivo. 





Insieme ai vini è  stato possibile degustare i Salumi Mocavero, i prodotti  caseari della Masseria Cinque Santi, le prelibatezze di  Donna Olearia, i prodotti de Il Fornaio di Bufo e Musardo, la specialità de L’Orecchietta e l’Acqua Orsini oltre alle spettacolari preparazioni degli Chef Alessandra Civilla, Alfredo De Luca, Emanuele Frisenda. Le portate sono state impiattate con variopinti ingredienti,  in  vivaci contrasti di colore.







Diverse centinaia di ospiti hanno affollato  i salotti disposti in giardino e le sale interne degustando vini che già  a partire dai giorni seguenti sarà  possibile visionare attraverso  sul portale Vinoway.com e Vinoway Wine Selection.com













Un arrivederci al 2° incontro annuale di Vinoway con il 3° Simposio Nazionale Vini Spumanti che si terrà a Bari il prossimo 15 Dicembre al Grande Albergo delle Nazioni.

Photo Credits: Nisha
Ultima modifica ilLunedì, 07 Maggio 2018 14:38

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