Vinoway Sparkle Selection 2019: un convegno costruttivo e indimenticabile nel mondo della spumantistica

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Vivace, frizzante ed innovativo il clima della quarta edizione della Vinoway Sparkle Selection 2019, il noto 'format' di Vinoway.com che si è tenuto lo scorso 25 novembre a Bari presso il The Nicolaus Hotel, col Patrocinio dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia. Il mondo delle effervescenze ha aperto i suoi spazi ad un pubblico curioso ed interessato, alla ricerca di nuove proposte e spunti di riflessione su una tematica sempre nuova ed in evoluzione, oggetto di discussione nel Convegno “La Spumantistica Italiana tra produzioni tradizionali e nuove realtà: mercato e territori”.
 
Intorno alle ore 10,00 si sono aperti i lavori con un talk sul tema, condotto da Barbara Politi, nota giornalista e curatrice di rubriche nel settore enogastronomico. Ha introdotto l’argomento Pino De Luca, esperto gastronomo, scrittore e veterano del vino e di Vinoway, facendo una panoramica di quelle che sono le peculirità del Vigneto Italia e delle caratteristiche necessarie per fare spumantizzazione attraverso un delicato accostamento tra le note del Bolero di Ravel e l’uso delle uve nella produzione di bollicine.

La Puglia, terra nota per i suoi rossi, per vini di grande corpo, a sorpresa si fa ambasciatrice di spumanti provenienti da tutto il territorio nazionale, frutto di produzioni a volte sperimentali.

Davide Gangi ed Alessandro Ren, rispettivamente Presidente e Vice Presidente dell’Associazione Vinoway Italia, attraverso le domande di Barbara Politi, hanno fatto un racconto del percorso che li ha condotti a fondare e a creare il sito Vinoway.com. Alessandro, veneto, ingnerere informatico, ha cercato e trovato in Davide l’inventiva e la genialità che gli hanno permesso di dare vita ad un progetto per il quale possedeva la struttura tecnologica, ma non la fantasia comunicativa.



Il mondo online ha permesso di ridurre le distanze e di creare un connubio tra la pacata razionalità dell’uno e la vivace inventiva dell’altro. Attraverso un video è stato presentato il percorso di questa loro creazione. Tra i progetti prossimi l’idea di un programma televisivo che introduca al mondo del vino, delle grandi etichette, dei territori e della sommelierie, quasi a compendio di una crescita esponenziale dell’attività di Vinoway, passata attraverso l’organizzazione di eventi di grande rilevanza, come il 51°Congresso Nazionale AIS tenutosi due anni fa a Taormina, il Premio Terre del Negroamaro nelle sue 10^ e 11^ edizione, le attività di tutoraggio per il Credito Formativo degli studenti dell’Istituto Alberghiero di Brindisi,  e la creazione di una Agenzia di Comuncazione Acinus, che si occupa di organizzazione e management di eventi e della wine communication. Un percorso fatto di idee vincenti, frutto della “visionarietà”e del coraggio di chi le ha prodotte, così come ha affermato lo stesso Gangi. Per il 2020 in Vinoway è attesa una App che renderà la comunicazione e la consultazione per i winelovers ancora più efficace e veloce.

Tra gli ospiti l’attore e regista argentino Lino Puja che ha illustrato il suo progetto cinematografico che prevede di girare alcune scene del suo prossimo e terzo film sul vino, presso la struttura salentina Castello Monaci durante l’edizione 2020 della Vinoway Wine Selection. Affascinato e sedotto dalla Puglia, il film sarà il contenitore nel quale la gente che assaggia il vino, sarà portatrice delle autoctonie, delle peculiarità del luogo.

Un bel successo per la fucina di idee di Gangi, che ha rivelato di trovare la giusta concentrazione per produrre progetti ascoltando musica, elemento fondante del suo percorso di vita, poichè in età giovanile si è distinto come eccellente pianista di pianobar. Grazie a questa esperienza è entrato in contatto con personaggi come Giorgio Lanciani, della Berlucchi che hanno veicolato la sua curiosità, in età giovanile, verso il mondo del vino.

Il Vice Sindaco di Guagnano Danilo Verdoscia è intervenuto per ringraziare Vinoway per la sua attività di valorizzazione del Salento attraverso il Premio Terre del Negroamaro avendo saputo dare uno stile ed un rigore capace di trasformare, quelle che erano nate come sagre del vino, in eventi di ampio respiro.

Tra Davide Gangi ed il Salento c’è un legame affettivo, emozionale, che nasce dagli albori della sua attività, perchè i produttori salentini sono stati tra i primi ad esprimere fiducia e a farsi guidare da lui attraverso il mondo della comunicazione. Il format è stato poi esportato in Veneto a Borgo Valbelluna - Mel, in provincia di Belluno dove ha sviluppato le attività aprendo una Living Room, e diffondendo insieme alla manifestazione All’Ombra del Borgo, l’idea del vino inteso come eleganza.

Il Senatore Dario Stefàno, assente, poichè preso da attività parlamentari, attraverso un video, ha mandato i suoi saluti, assicurando il proprio impegno nella legge di bilancio a favore della filiera del vino.  

Di seguito sono stati consegnati i premi ai produttori, i cui vini, attraverso una selezione di 800  assaggi, effettuati dagli esperti di Vinoway e sotto la supervisione del suo Presidente, sono risultati vincitori nelle categorie del bronzo, argento, oro, con  un punteggio  massimo di 95/100.

Subito dopo si è sviluppato il dibattito, un incontro stimolante in cui giornalisti, blogger, fotografi, enologi, esperti e winelovers hanno affollato e seguito l'evento lasciandosi coinvolgere dall'atmosfera informale ed elegante e dallo stile sempre innovativo del Simposio. Un momento di scambio di opinioni non solo per addetti ai lavori ma per tutti coloro che amano la spumantistica, il tutto in un contesto rilassante e piacevolmente salottiero.

Lo scopo è quello di dare risalto alla spumantistica italiana attraverso un confronto tra le migliori produzioni nazionali, portando il dibattito in una terra che non ha una tradizione di bollicine, la Puglia, ma che sta cercando  percorsi attraverso sperimentazioni spesso di successo.

Gli interventi, guidati e moderati da Davide Gangi, hanno avuto inizio con quello di Silvano Brescianini, produttore dell’azienda Barone Pizzini e Presidente del Consorzio di Tutela della Franciacorta, secondo cui l’attenzione va puntata sull’idea di territorio, che deve essere legato alle produzioni, poichè il rischio che si corre è che venga imbottigliato vino proveniente da aree differenti da quella di imbottigliamento, con uno snaturamento del prodotto stesso. Alcuni dati infatti, hanno fatto emergere un fenomeno in aumento, la spumantizzazione ad etichetta italiana, di vini provenienti da altre nazioni. Una frode le cui evidenze non sono facili da tracciare.

Secondo l’autorevole voce di Marinela Ardelean, Giudice nei Concorsi internazionali di vino, scrittrice, consulente nel settore Horeca, esperta in Business Development nel settore vitivicolo, puntare sul territorio potrebbe essere la scelta vincente in quanto, se si parla di Brand, il riferimento può essere fatto solo a grandi nomi, già consolidati nella storia della spumantistica. E’ necessario veicolare insieme al vino, anche quello che è la cultura delle zone di produzione,  insieme ad altri prodotti per catturare il consumatore, per consentire la diffusione della qualità, che in ogni modo deve risultare legata al prezzo. Questo è un momento in cui la spumantistica italiana all’estero non è più conosciuta solo per il Prosecco, ma anche per tutte le altre varietà autoctone che creano qualcosa di distintivo.



Andrea Zanfi, che fa comunicazione da trent’anni, editore e conoscitore degli spumanti italiani, ha lamentato il cattivo funzionamento del Sistema Italia rispetto alle scelte politiche in agricoltura, un settore poco tutelato, e che consente agli imbottigliatori, attraverso un sistema di leggi poco restrittive, di immettere sui mercati prodotti a prezzi troppo bassi, non giustificati da una filiera controllata. Tutto ciò è il risulato della mancanza del concetto di aggregazione tra gli agricoltori, incapaci di creare realtà consortili a difesa del loro prodotto.

Alessandro Rossi, Wine Manager e comunicatore del vino, racconta  come la commercializzazione del prodotto passi attraverso la comunicazione ma soprattutto attraverso il gusto del consumatore. Il palato degli italiani risulta ben preparato e la ricerca della qualità va verso spumanti che non sono più solo da aperitivo, ma piuttosto vanno consumati a tuttopasto. Le aree veramente vocate alla spumantizzazione, intesa come prodotto gustativamente più vicino allo champagne, sono limitatissime, perchè le condizioni pedoclimatiche ideali, sono estremamente ristrette. Tuttavia non è solo l’acidità che va cercata nei vitigni vocati, ma un insieme di caratteristiche capaci di dare eleganza, di creare uno stile, così come hanno sempre fatto i francesi con i loro vini, decidendo quale dovesse essere il gusto da seguire.



Di condizioni pedoclimatiche che determinano ed influenzano le produzioni, ne ha parlato Sandro Chavicchioli, facendo riferimento al Lambrusco, che nella sua semplicità ha una fascia di mercato stabile. E’ un vino che nasce da uve che si esprimono con un basso grado alcolometrico, per via del clima, e la modalità frizzante è l’unica consentita dal prodotto. Infatti la scelta di spumantizzare o non spumantizzare è spesso legata alla tipologia di territorio da cui provengono le uve.

Mauro di Maggio, Presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria  DOC e DOCG parlando delle specificità del Primitivo, vino prodotto da uve che consentono importanti volumi alcolometrici intorno ai 14-15 gradi, lo reputa poco idoneo per la spumantizzazione, perchè troppo lontano dalle caratteristiche che si cercano in una bollicina. Considera che sia meglio utilizzare vitigni più vocati a tali produzioni, anche se è possibile trovare esempi di spumante da primitivo con un profilo apprezzabile.



Per il Consorzio di Tutela dei Vini del Sannio ha parlato il Presidente Libero Rillo, evidenziando come, l’attività dei consorzi, abbia la finalità di tutelare produttori e anche consumatori attraverso i controlli. Tuttavia ciò non impedisce che sui mercati ci siano prodotti a basso costo e che riescano comunque a superare test chimici conformi alla normative vigente.

Umberto Trombelli, Enologo premiato alla Vinoway Wine Selection 2019 come Miglior Enologo Italiano, ha tracciato un quadro delle zone in cui è possibile produrre spumanti con successo. Fatta eccezione per quelle tradizionalmente vocate, ha parlato di microare in cui, le caratteristiche del suolo e del clima sono in grado di conferire all’uva l’acidità perfetta per ottenere ottimi spumanti, cosi come avviene nel Sud Italia nella zona del Vulture e sull’Etna.



Mariano Murru, Enologo premiato da Bibenda come Miglior Enologo Italiano, ha parlato della sua Sardegna, terra che da moltissimo tempo produce spumanti, con risultati sempre in crescita esponenziale, soprattutto sul Vermentino. Il panorama è vario, con diverse microaree capaci di dare risalto alla regione grazie al legame tra autoctoni e territorio.

Il giovane enologo Nicola Biasi, esperto conoscitore di vitigni Piwi, ha sostenuto che le varietà resistenti sono ben vocate alla spumantizzazione con risultati qualitativi di rilievo. Gli agricoltori credono in queste varietà, e sarebbe opportuno che non venissero considerate come la moda del momento, ma come reali opportunità.



Di mode legate al consumo degli spumanti, si è anche parlato in platea tra i giornalisti ai quali è stata data voce affichè esprimessero il loro pensiero.  

Al termine del Convegno gli ospiti sono stati accolti nella panoramica sala al quattordicesimo piano, dove era stato allestito un ricco buffèt in cui tra i fingerfood imperavano latticini e fritturine, insieme ad appetizers, inondati da calici di bollicine color oro. Gustosissime verdurine grigliate completavano il menu, in cui a farla da padroni erano primi piatti a base di cereali, risotto con salmone e zucca e l’immancabile piatto autunnale a base di capunti ai funghi cardoncelli. Per concludere, un ricco assortimento di frutta colorata, profitteroles e torte al cioccolato o alla ricotta che hanno deliziato il palato.

Gli ospiti, disposti intorno a tavoli circolari hanno creato angoli di conversazione e convivialità, mentre la pioggia screziava le immense vetrate del roof.

I banchi di assaggio sono stati aperti dopo le 17,30 ed il servizio è stato prestato, cosi come è ormai consuetudine, dagli amici dell’AIS Puglia, delegazione di Bari. In sala, il pianoforte a coda ed una chitarra classica diffondevano musica jazz. In assaggio 70 bollicine, molte appartenenti a regioni tradizionalmente vocate alla spumantistica mentre altre, come la Puglia stessa, ancora in una fase di ricerca di un proprio stile e di un mercato interessante. Ciascuna regione si è presentata con il suo profilo produttivo, tracciato dall'utilizzo di un vitigno con peculiarità più o meno adatte alla spumantizzazione o ancora con un carattere fortemente territoriale, sia attraverso Metodo Italiano che Metodo Classico.

In abbinamento sono stati proposti i prodotti di Beppino Occelli con un ventaglio di scelte tra formaggi freschi ed altri stagionati, le burratine del Consorzio Burrata di Andria, il gustosissimo salmone Upstream, gli affettati del Salumificio Pedrazzoli, accompagnati da specilità da forno di Ammore Lievitati Artigianali e Acqua Orsini.

La Masterclass, iniziata subito dopo il brunch, ha consetito di ampliare il dibattito mettendo in primo piano le caratteristiche territoriali di ciascuna bollicina, al di là di ogni confronto con le tradizionali produzioni che hanno sempre fatto scuola nel settore, come quelle della Franciacorta, del Trento DOC e dell’Oltrepò Pavese.

Alla guida delle degustazioni insieme a Davide Gangi, due grandi esperti della comunicazione e del vino: Alessandro Rossi e Andrea Zanfi, che hanno commentato gli assaggi con piglio dinamico e coinvolgente.

La manifestazione si è conclusa a tarda sera, tra le  note musicali che Davide Gangi al pianoforte ha voluto regalare agli ospiti, al termine di una giornata costruttiva e ricca di spunti di studio e riflessione.

Un viaggio indimenticabile e ricco nel mondo della spumantistica proposto da Vinoway.com.

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