Vinoway Wine Selection 2021: un messaggio di speranza e vigore ai produttori italiani

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In un clima di grande attesa, il 10 ottobre 2020,  presso il The Nicolaus Hotel di Bari, si dà  inizio alla quarta edizione della Vinoway Wine Selection 2021.

Un evento da tempo programmato e poi rimandato più volte per l’emergenza in atto. Lo spettacolo inizia alle 20.30, in un’atmosfera elegante, dai toni mai troppo formali. La sala è arredata con tavoli circolari, candele e fiori, come il gran galà richiede. Un grande  schermo e il palco fanno da fulcro alla scansione dei diversi momenti.

L’orchestra diretta da Nando Mancarella, suona the Chicken, con i suoi ritmi moderni riempie la sala tra una premiazione e l’altra. Barbara Politi, in un elegantissimo abito con colori a contrasto celeste e nero, conduce la serata supportata da due ragazzi in smoking, collaboratori del grande team di Vinoway, Antonio Scatigna e Marco Carapacchi.

Davide Gangi, Presidente di Vinoway ed ideatore e organizzatore dell’evento fa il racconto di quella che è la Vinoway Wine Selection 2021 e del percorso che ha condotto all’attribuzione dei punteggi e all’assegnazione dei premi.  Sono stati conferiti  48 Bronzo (88/97) 196 Argento (89/90), 204 Oro (91/94) e 75 Stelle, rispondenti al punteggio di 95/97 punti.

Sono poi di seguito state consegnate le opere uniche preparate dalla nota pittrice di arte enoica Arianna Greco, i cui lavori sono noti nel mondo e particolarmente apprezzati in Russia, a personaggi che si sono distinti nel mondo del vino e della comunicazione.

Il Premio al Miglior giornalista Enogastronomico è andato a Fabrizio Salce, consegnato dal prof. Vincenzo Russo, il Premio alla Comunicazione ad Alessandro Rossi, consegnato da Daniele Galler, il Premio Miglior Wine Promoter ad Anna Gennari consegnato da Pino de Luca, il Premio al Miglior Agronomo ad Antonio Capone, consegnato dal giornalista Pasquale Porcelli.



Sono stati anche premiati quelli che Vinoway ha considerato i migliori imprenditori del mondo del vino, Fiorenzo Dogliani per il Nord, Valentino Sciotti per il Centro e Paolo Leo per il Sud.  



Nicola Biasi ha ricevuto il Premio come Miglior Giovane Enologo, consegnato da Marco Mascellani, Walter Massa come Miglior Vignaiolo, consegnato da Davide Gangi, Mariano Murru  come Miglior Enologo, consegnato da Umberto Trombelli.



I premi a sorpresa, sono andati a Bruno Vespa per il Vino novità dell’anno Terregiunte, alla Cantina sociale di Bolzano come Migliore Cantina Sociale Italiana e a Chiara Soldati come Migliore Comunicazione Social.



Ma le sorprese non sono state solo queste, c’è stata un a diretta via Skype col grande  Charlie Artuarola, uno dei più noti talenti del mondo vino  e dopo la mezzanotte, torta a sorpresa per il compleanno della produttrice Milena Pepe.



Si è così conclusa la Dinner With the Stars, mentre domenica 11 la  start up della giornata, dedicata al convegno, è stata data da Vincenzo Russo, Professore Associato di Psicologia delle Organizzazioni e del Lavoro presso la IULM di Milano, dove si occupa di processi cognitivi, percettivi e di apprendimento in relazione ai comportamenti di consumo.

Nel sua lectio ha illustrato le motivazioni che hanno permesso la premiazione delle etichette migliori della Vinoway Wine Selection 2021, parlando di Neuromarketing. Le ricerche effettuate nel settore dimostrano come possano esserci dei parametri di misurazione che consentono di capire cosa potrà orientare  l'acquirente verso alcune  scelte piuttosto che altre. Lo studio dimostra che sono soprattutto le emozioni a guidare l’acquisto di un vino, e comunque solo un esperto conoscitore del settore, fa  poi subentrare la razionalità nella scelta.

Con un’analisi approfondita, si riescono anche ad identificare quali sono gli elementi che suscitano la motivazione durante un acquisto, come il design dell’etichetta, la forma della  bottiglia, il ricordo di sensazioni piacevoli che possono associarsi al prodotto. Sostanziale anche la differenza tra quello che sceglie un uomo  rispetto alla donna, che sa cogliere più dettagli. Nelle scelte infatti, il 50% passa attraverso la vista, in quanto i colori anticipano gli altri elementi, tra cui il sapore. È perciò fondamentale la coerenza cromatica, non ci devono essere incongruenze, poiché la maggiore capacità di acquisto del prodotto passa attraverso la visibilità.

L’intelligenza emotiva arriva prima di quella razionale, ed è il motivo per cui anche gli assaggi alla cieca rimangono influenzati da quello che si suppone di bere, come hanno dimostrato  esperimenti sulla degustazione. Uno stesso vino ha riscosso maggiore approvazione quando il consumatore pensava costasse di più. Alla luce di quello che il prof. Russo ha spiegato, sono stati illustrati i passaggi preselettivi attraverso i quali sono state  aggiudicate le etichette vincitrici del Premio Miglior Etichetta Vinoway. La giuria è passata attraverso tre diverse commissioni, quella di Vinoway, poi quella di un gruppo di ricerca formato da studenti del Master in Food and Wine  Communication e infine il Gruppo di Ricerca di Neuromarketing. Tante le etichette da cui è partita la selezione, centinaia, per arrivare in finale ad numero  di venticinque e di queste ultime, le vincitrici sono risultate tre.

Il primo premio è stato assegnato a Castel del Monte Aglianico Animae Agri 2015 di Tor de’Falchi, al secondo posto l’ etichetta di Lu Patri Nero d'Avola 2016 Baglio Del Cristo di Capobello, terza classificata Impari IGT Nero D’Avola Vigneti Zabù e in aggiunta, è stata premiata per la Classifica Innovatività, l’etichetta del Chakra Rosso Primitivo 2018 Giovanni Aiello, a cui il produttore ha prestato grande attenzione facendone un’opera d’arte preparata a mano e il Negroamaro Filo IGT Salento 2016 dell’Azienda Agricola Anna – Menhir Salento.



Di seguito è giunto uno dei momenti più forti del convegno, la presentazione della App di Vinoway, descritta dalla sua genesi sino alla pubblicazione, dal Vice Presidente  e ingegnere informatico Alessandro Ren, realizzatore dell‘intero lavoro insieme ad un gruppo di tecnici. L’idea era già in embrione, ma l’emergenza Covid-19 ha creato la spinta per accelerare i tempi, in quanto l’associazione e lo stesso mondo enoico si sono trovati costretti a fare i conti con una vendemmia incerta e molte erano  perplessità sulla possibilità di futuri eventi sul vino. La scaletta 2020 dell‘ associazione, già programmata, ha dovuto fare una rapida virata verso nuove prospettive, così è stata  sospesa la Vinoway Wine Selection a Castello Monaci, ed è stata inaugurata una nuova comunicazione, una sorta di rubrica live quasi quotidiana, in cui, durante le dirette, argomenti riguardanti il vino in relazione al  momento storico in corso, e non solo, venivano dipanati, sviluppati, con ospiti in collegamento da tutta Italia e anche dal resto del mondo. Di qui la nascita di Vinoplay.com e la creazione della APP. Scopo di questo strumento è rendere disponibile una selezione sempre aggiornata della Vinoway Wine Selection,  il risultato di un lavoro compiuto da una commissione di esperti dell’associazione Vinoway Italia, su campioni inviati dalle aziende vitivinicole e analizzati attraverso sessioni di degustazione annuali. Con questa App, l’associazione punta ad una consultazione veloce che va a diversificarsi dalle proposte delle guide. La grafica è semplice, va per categorie di colore e di vino ed un elenco delle cantine selezionate in ordine alfabetico in cui compaiono nel dettaglio il logo dell’azienda, la descrizione, i contatti ed i vini selezionati. Il logo di Vinoway, la strada in colore bordeaux, fa da riferimento ai punteggi, che vanno dagli 88 punti fino ad un massimo di 97, perché come afferma Davide Gangi, il 100 rappresenterebbe l’assolutezza della perfezione, obiettivo difficile da definire. L’ accesso all’ App risulta molto semplice, attraverso registrazione e login, e appena la si apre compare subito la geolocalizzazione delle  Cantine e via via nel dettaglio la descrizione dei vini con il punteggio attribuito. Ma siamo solo all’inizio di una nuova strada, con molti percorsi futuri che lasciano aperta l’idea ad un eventuale shop, oppure la possibilità di una finestra sul turismo enogastronomico con l’opportunità di iscrizione anche per enoteche, hotel e ristoranti.



La parte dei lavori con ospiti ed interventi  nel  Salotto Vinoway, ricorda per un momento  il format delle live su Vinoplay.com, con  Davide Gangi e Alessandro Rossi moderatori,  che  attraverso domande e suggerimenti  fanno  scaturire idee sul tema “Prospettive di successo del Vino Italiano nel mondo“.

Presenti sul palco Chiara Soldati, Walter Massa, Dario Stefàno e Fiorenzo Dogliani. Il primo intervento è del senatore Stefàno, appassionato di vino e produttore di rosati, che offre una visione d’insieme della situazione attuale della Puglia, vedendola non solo come terra di grandi produzioni, ma anche come destinazione turistica. La regione ha fatto un salto di qualità da un punto di vista enologico, è riuscita ad aprirsi al mondo, ma il vino, pur essendo fortemente legato al territorio e alla storia stessa del paese, non è ancora inteso come eccellenza della nostra identità nazionale. Molto è stato fatto da un punto di vista del quadro normativo per l’enoturismo, ma molto c’è da fare sul fronte della cultura del vino, che deve essere intesa come percorso formativo scolastico, capace di costruire quello che lui stesso  ha definito “orgoglio identitario che ci rende forti nel mondo“. Alessandro Rossi ribadisce che quello che manca è una determinante presenza di persone capaci di rappresentare il vino italiano nel mondo. L’esterofilia rimane una caratteristica tutta italiana, a cui va ad aggiungersi la mancanza di un progetto comune tra produttori. Chiara Soldati rafforza il concetto richiamando alla necessità di una maggiore coesione, al bisogno di una rivoluzione culturale che tagli i tempi della burocrazia e rivolga maggiore attenzione ai valori legati alla qualità. Walter Massa sviluppa questo concetto esprimendo perplessità sull’eccesiva regolamentazione di ogni atto volto ad accogliere gli enoappassionati, e che crea un freno alla possibilità di veicolare più facilmente la cultura del vino, dando più respiro anche a piccoli produttori costretti a tirarsi indietro di fronte alle difficoltà imposte dalla legge. A tal proposito parla di “cuore” inteso come valore legato alla spontaneità ed immediatezza del gesto, dell’iniziativa del singolo, che forse andrebbe prima apprezzata e poi regolamentata e conclude parlando della differenza esistente tra viticoltore e vignaiolo, perché non si può applicare lo stesso sistema di leggi a due categorie così differenti. Non c’è sostegno politico per una promozione del vino italiano nel mondo, come dice Fiorenzo Dogliani, che nato in una famiglia che da sempre si è occupata di vino, ha visto quanto apprezzamento ci sia nel mondo verso il prodotto italiano, ma anche quanta fatica costa mantenere alto il profilo del nostro vino  all’estero senza l’aiuto della politica. L’intervento dell’avvocato Antonio Pinto ha raccolto tutti i concetti espressi, veicolandoli sulla figura del consumatore, che va reso più consapevole rispetto a quello che è il mondo del lavoro agricolo e dell’economia reale.



Chi ha per primo dato un’impronta decisiva per il cambiamento  del  profilo dell’enologia italiana è stato il grande Giacomo Tachis e di lui si è parlato nel bellissimo documentario di  Deep Red Stories preparato da Alessandro Rossi e presentato attraverso la sua voce, con immagini e testimonianze. Gli enologi Umberto Trombelli e Mariano Murru, attraverso i  loro ricordi hanno aggiunto dettagli inediti della sua personalità, come la grande generosità, la passione per lo studio e la ricerca, le note di umanità legate ad un carattere incurante dei ruoli prestabiliti, ma attento solo al valore vero delle cose. Al termine, vi è stato un gradevole momento conviviale, con aperitivo in giardino e pranzo in sala, per salutare gli ospiti e riflettere su quanto ascoltato e creare un ulteriore momento di scambio per le idee.

Una due giorni intensa, che ha saputo dare nuovo vigore e speranza ai produttori, come risposta coraggiosa in un momento in cui il mondo rimane  sospeso.

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