Drusiano Cipriani

Drusiano Cipriani

Sono nato ad Isola del Liri, ridente cittadina nella provincia di Frosinone il 4 luglio 1944, dove         ho frequentato le scuole fino al diploma di perito industriale conseguito nel luglio del 1964.

Nel Gennaio del 1965 sono entrato in Aeronautica Militare per la durata di cinque anni ottenendo prima il brevetto di pilota militare e poi quello di istruttore di volo fino a diventare comandante

Iniziando a volare con AZ       venni a contatto con usi e costumi di altri popoli e fui folgorato dalle loro cucine: mi piacevano tutte.

Cominciai quindi a interessarmi di enogastronomia, sia a livello teorico che pratico.

La mia biblioteca è molto vasta e comprende soprattutto testi e riviste francesi, inglesi e americani.

Dal 1970 al 2004 ho prodotto vino di garage: bianco, rosso e spumante.

A Milano che era la seconda base AZ conobbi il gota dell'enogastronomia dell'epoca: Angelo Solci, Tommaso Maria Marchi, Beppe Bicciga, Luigi Veronelli, Marco Guarnaschelli Gotti, Il Picci come soprannominato Piccinardi e altri.

Frequentai corsi di cucina e di sommellerie sia in Italia che all'estero.

In Italia diventai Sommelier AIS nel 1989 e poi Sommelier professionista AIS nel 2004.

Intorno al 1994 feci il corso e diventai anche docente ONAV fino al 2015.

Per soddisfare la mia sete di conoscenza mi informai e mi formai sui libri di: enologia, fisiologia degli organi di senso, analisi sensoriale nelle sue diverse accezioni, reologia , microbiologia, chimica alimentare e quant'altro si riferisse al mondo della degustazione degli alimenti.

Lasciando alle riviste di enogastronomia solo il compito di mettermi al corrente   su quello che succedeva nel variegato e affascinante modo enogastronomico.

Il mio amico Davide Gangi mi ha offerto uno spazio su Vinoway che ho accettato con molto piacere.

L'equilibrio del vino: scopriamo il vero significato

Per definire l’equilibrio di un vino il vocabolario non ci aiuta e come per tanti altri termini gustativi si è dovuti ricorrere ad un glossario particolare che ne stabilisca il significato. Nel 1967 questo vocabolo era sconosciuto anche a quelli allora erano chiamati esperti: Raimond Dumay nel suo libro la “Guide du vin” non lo riporta e le descrizioni dei vini erano scarne e limitate ai soli aspetti visivi, olfattivi e gustativi. Poi con il progredire degli studi sul funzionamento dei sensi, il progresso dell’enologia anche i degustatori si sono trovati nella necessità di ampliare il linguaggio della comunicazione del vino con nuovi descrittori.

Mineralità Vo' cercando, esiste?

Mineralità: realtà sensoriale, astuzia di marketing o comodo neologismo? Comincia così il suo articolo su RVF Florence Bal. E questa affermazione conferma la mia perplessità su questo termine tanto amato dai sommelier. 

Anatomia del senso del gusto

Il gusto è il senso del nutrimento perciò il più importante, visto che senza nutrimento si mette a rischio la nostra sopravvivenza. E’ tramite il gusto che impariamo a differenziare i cibi buoni da quelli nocivi. Si nasce con la preferenza o l’avversione per alcuni gusti ma nel corso della vita si cambia atteggiamento e si impara ad apprezzare anche quei gusti che da bambini si rifiutavano.
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