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Francesco Zompì

Francesco Zompì

Di professione sono avvocato e giro per ristoranti più o meno da 40 anni.
Sono nato a Taviano (Le) dove vivo da sempre,salvo il periodo universitario trascorso a Bologna.

Ho collaborato alla Guida delle Osterie di SF, ho fatto parte di giurie di concorsi gastronomici (ricordo una volta a
Napoli nella manifestazione destinata a promuovere i giovani chef emergenti ideata da Luigi Cremona un'altra a
Roma al Bernini Hotel dove cucinavano la Bowerman e Sadler).

Ho fatto parte,per almeno 6/7 edizioni, della giuria nazionale di Radici, sono stato autore delle schede dell'Espresso per una quindicina di anni fin quando mi sono dimesso perché durante l’ultima edizione, per la prima volta, mi era stato chiesto di annullare una scheda.

Continuo, quando la professione me lo consente, a girare Italia e dintorni  (Slovenia in particolare) per cantine e ristoranti.

Da Kresios una cucina magistrale da Mr.Pink a Mr.White

E’, da tempo, invalso, presso diversi ristoranti di medio-alto livello, il vezzo di introdurre, unitamente alla tradizionale “carta” che, probabilmente per ragioni di sostenibilità economica, in alcuni posti sta iniziando a scomparire e a uno, o più, percorsi degustativi tematici, una sorta di menu a sorpresa a totale discrezione della cucina.

Ristorante Al Metrò: una scommessa vinta

Tutto ha inizio nel 1999, quando i due fratelli Fossaceca (Antonio, 27anni, e Nicola, di appena 16) decidono di rilevare la pasticceria paterna e di trasformarla in uno dei tantissimi ristorantini, difficilmente distinguibili l’uno dall’altro, che affollano le località costiere di tutta Italia: spaghetti ai frutti di mare, frittura mista, grigliata di pesce e via andare.

Ristorante “Agli Amici” - Udine: nulla da invidiare ai più celebrati tristellati

Il 2009 è stato l’anno della svolta. Un radicale intervento di restyling (dal quale è nata, per gemmazione, l’attigua osteria, ideale per gustare i piatti della tradizione friulana, oppure solo per un aperitivo “comecristocomanda”) ha trasformato quello che era un ottimo ristorante di provincia in uno dei luoghi più accoglienti e più raccomandabili dell’intero Stivale, che nulla ha da invidiare ai più celebrati tristellati.
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