Martina Casagrande

Martina Casagrande

Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Biologiche nella mia città, Alessandria, mi sono chiesta quale potesse essere la strada giusta per me.

Nata e cresciuta in Piemonte da un padre veneto, non ho potuto fare a meno di innamorarmi del mondo del vino, della sua eleganza, dei suoi profumi, ma soprattutto delle meravigliose e sempre diverse sensazioni che ogni calice esprime.

E’ stato questo forte sentimento, e la voglia di conoscere sempre più a fondo il mondo dell’enologia, a farmi tentare di utilizzare la mia passione per delineare il mio futuro.

Dopo aver completato il master in “viticoltura e marketing del vino” a Milano, ho avuto la grande fortuna di poter seguire nel suo lavoro l’enologo Nicola Biasi. E’ stato il mio professore di enologia durante il corso di studi, e mi ha dato l’opportunità di imparare ancora di  più durante il mio periodo di stage.

Nicola mi ha mostrato e insegnato quanto lavoro ci sia dietro, o meglio dentro, un semplice bicchiere di vino, quanto siano importanti i tempi, la precisione e che nulla va lasciato al caso dal vigneto alla bottiglia.

Appena rientrata a casa ho iniziato il corso di primo livello AIS intenzionata a saperne sempre di più e concludere i tre livelli il prima possibile!

Questo mondo mi appassiona e affascina tantissimo e ogni giorno che passa sono sempre più convinta di aver fatto la scelta giusta. So che questa meravigliosa strada intrapresa non sarà facile ma mi stimola a fare sempre meglio, anche perché, come diceva un famoso gastronomo francese “un pasto senza vino è come un giorno senza sole” e io non ho intenzione di vivere senza.

La viticoltura moderna: Vin de la Neu ne è un esempio

Sembra quasi semplice guardare un bicchiere di vino, ammirarne il colore, sentirne i profumi e gustarne gli aromi. Chiunque, anche inesperto, può trarne le sue conclusioni ed elencare una serie di sensazioni, giuste o sbagliate, che percepisce durante la degustazione.

Preferisci un vino autoctono o internazionale?

Ad ognuno di noi è capitato almeno una voltadi trovarsi al ristorante e chiedere al cameriere, o meglio ancora al sommelier, di poter bere un “vino della zona”. Ma cosa intendiamo esattamente con questa frase? La risposta è semplice direi, ogni territorio ha il proprio vino.
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