Albino Armani Viticoltori, Terre di Plovia: in arrivo due nuove etichette

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L’azienda Albino Armani Viticoltori, con una storia che risale al lontano 1607, si ripresenta con fierezza alla 56ª edizione del Vinitaly, per condividere con gli operatori del settore e la stampa le ultime novità firmate Terre di Plovia. Questo progetto, nato nel 2022 nel Friuli, si arricchisce ora di due nuove eccellenze: lo Sciaglin e l’Ucelut, entrambi IGT Venezia Giulia, entrambi prodotti da vitigni autoctoni che ne portano il nome.

Lo Sciaglin, derivante dalla parola friulana “s’ciale”, che significa terrazzamento (un elemento già presente nelle testimonianze dell’alto medioevo) e l’Ucelut, il cui nome richiama le piccole uve selvatiche amate dagli uccelli e che rischiavano di scomparire dopo il periodo della metà del secolo scorso. Albino Armani, da sempre appassionato delle varietà autoctone, ha deciso di compiere uno sforzo significativo per il recupero e la valorizzazione di queste due varietà. Questo impegno si inserisce nella missione più ampia dell’azienda, che si dedica alla ricerca e al recupero dei vitigni storicamente legati alla tradizione vinicola del Nordest.

Le vigne di Valeriano, nel comune di Pinzano al Tagliamento, nel Friuli nord-orientale, sono state scelte come sede ideale per il reimpianto di queste varietà. Si tratta di una zona collinare caratterizzata da forti escursioni termiche e precipitazioni, con un terreno principalmente composto da limo, sabbia e argilla. È proprio qui che lo Sciaglin e l’Ucelut possono esprimere al meglio il loro carattere autentico e unico, restituendo alla regione un patrimonio viticolo prezioso e in via di estinzione.

La Famiglia Armani ha così commentato:“Dopo l’anteprima a Prowein, siamo davvero entusiasti di presentare per la prima volta in una vetrina italiana di prestigio come Vinitaly le novità di questo progetto innovativo a cui teniamo particolarmente. Le uve autoctone vanno ascoltate e comprese, assecondandone la natura e cercando di entrare nella loro anima più profonda per coglierne la personalità originaria. Occuparsi di questi antichi tesori dell’enologia per noi fa parte di un dovere etico e sociale”.

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