Mare: le particelle di plastica sono sempre più presenti sulle nostre tavole

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Nei pesci e nei molluschi, ma anche nel sale marino e nell’acqua potabile. Le particelle di plastica sono sempre più presenti sulle nostre tavole, sia nei piatti che nei bicchieri.
A dimostrarlo sono numerosi studi condotti negli ultimi anni che evidenziano come la presenza di questa sostanza negli oceani abbia dei riflessi sulla nostra alimentazione. Dall’Europa agli Stati Uniti, ecco alcune tre le ricerche recenti più significative condotte in questo ambito.

A portare la plastica nei piatti non sono solo i pesci e i molluschi che la ingeriscono, ma è anche il sale. Nello specifico, i tipi di sali analizzati sono stati 12, tra cui dieci tipi di derivazione marina. Dalle rilevazioni si è arrivato a stabilire che ogni americano ingerisce in media 660 particelle di plastica ogni anno.

Non si hanno ancora prove certe che una spigola contaminata da plastica che finisce nei nostri piatti possa avere conseguenze sulla salute umana. Si stima infatti che siano circa 260mila le tonnellate di rifiuti plastici nei mari del mondo. Di queste, molte vengono in contatto con i pesci che poi a loro volta sono pescati e mangiati dall’uomo. I dati mostrano come le nanoparticelle di plastica riescano a superare la barriera sangue-cervello nei pesci e ad accumularsi quindi nel loro tessuto cerebrale.

E sui molluschi non arrivano notizie migliori dal Belgio, dove uno studio ha rivelato che le persone che mangiano regolarmente cozze, ostriche e altri esemplari ingeriscono ogni anno più di 11mila frammenti di plastica che si accumulano nell’organismo col rischio di danni a lungo termine.

Secondo gli esperti, il 99 per cento delle particelle attraversa il nostro corpo senza conseguenze ma, il restante 1% per cento viene assorbito dai nostri tessuti. Entro la fine del secolo, dicono gli studiosi, chi mangia abitualmente pesce e molluschi potrebbe aver ingerito fino a 780mila particelle di plastica all’anno, di cui 4mila saranno assorbite dall’apparato digerente.

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