Da Pollenzo riparte il Wine Research Team: ricerca, sostenibilità e intelligenza artificiale per il futuro del vino italiano
Scritto da Redazione di vinoway | Pubblicato in cronaca, news
Una nuova fase di sviluppo per il Wine Research Team prende avvio da Pollenzo, nel cuore delle Langhe e nella terra che ha dato i natali a Carlo Petrini. Ricerca, innovazione, sostenibilità e intelligenza artificiale sono stati i temi al centro dell’incontro promosso dal WRT per presentare i nuovi progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, destinati a rafforzare la competitività e la capacità innovativa della filiera vitivinicola italiana.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Wine Research Team, Vincenzo Tassinari, che ha ripercorso la storia del network nato nel 2014 grazie all’iniziativa di una trentina di aziende vitivinicole distribuite in otto regioni italiane, sotto l’impulso di Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi e figura di riferimento dell’enologia italiana.
«Il Wine Research Team è nato per fare ricerca e innovazione insieme», ha ricordato Tassinari. «Oggi, grazie alle opportunità offerte dal PNRR, possiamo sviluppare nove progetti dedicati alle imprese associate e due ulteriori iniziative in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach e con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo».
Per il presidente del WRT il vero punto di forza del progetto è la capacità di creare sinergie tra realtà diverse. «Attraverso il principio del working together siamo riusciti a costruire una collaborazione che guarda al futuro. Il vino italiano rappresenta una delle eccellenze dell’economia nazionale e un ambasciatore della qualità italiana nel mondo, ma oggi il settore deve affrontare sfide complesse, dai cambiamenti climatici alle trasformazioni economiche globali».
Da qui la necessità di continuare a investire nella conoscenza. «Chi investe in ricerca e innovazione investe nel futuro. I nostri progetti puntano a rendere le produzioni sempre più sostenibili ed efficienti, senza dimenticare il dialogo con le nuove generazioni, che rappresentano il futuro del comparto».
Un percorso sostenuto da un investimento complessivo di circa 27 milioni di euro, destinato a sviluppare soluzioni innovative per una vitivinicoltura più competitiva, sostenibile e vicina alle esigenze del mercato contemporaneo.
Tra i temi più discussi durante la giornata, l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla filiera vitivinicola. Un argomento approfondito da Annabella Pascale, CEO della Tenuta di Artimino, sede del progetto pilota WRT Futura.
«Conviviamo già quotidianamente con l’intelligenza artificiale attraverso droni, satelliti e sistemi di monitoraggio avanzati», ha spiegato Pascale. «La vera sfida è integrare e valorizzare l’enorme quantità di dati che le aziende già possiedono. L’intelligenza artificiale non deve essere percepita come una minaccia, ma come uno strumento capace di supportare decisioni più consapevoli e più efficaci».
Secondo Pascale, i vantaggi saranno particolarmente evidenti sul fronte della sostenibilità, grazie a una gestione più efficiente delle risorse idriche, energetiche e dei processi produttivi. «Formazione e innovazione saranno fondamentali per costruire un rapporto virtuoso tra tecnologia e competenze umane».
Sulla stessa linea il professor Attilio Scienza, tra i massimi esperti di viticoltura a livello internazionale, che ha sottolineato il ruolo strategico dell’intelligenza artificiale predittiva in agricoltura. «In viticoltura prevedere è essenziale. Intervenire quando il danno si è già manifestato significa arrivare troppo tardi. Per questo è indispensabile costruire una grande infrastruttura nazionale dei dati».
Scienza ha evidenziato come il settore disponga già di enormi quantità di informazioni, spesso però frammentate e poco organizzate. «Oggi siamo costretti a utilizzare dati raccolti in altri Paesi, che non sempre riflettono le specificità italiane. Dobbiamo creare una base di conoscenza nazionale e addestrare i sistemi di intelligenza artificiale sulle caratteristiche del nostro territorio e delle nostre produzioni».
Il ruolo della ricerca è stato ribadito anche da Michele Antonio Fino, coordinatore del Master in Food Culture, Communication & Management dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. «Il Wine Research Team rappresenta un modello virtuoso perché mette in relazione vigneto, cantina e ricerca scientifica. Le aziende sono spesso assorbite dalle esigenze quotidiane e hanno poche occasioni per ragionare in termini strategici. Il WRT offre proprio questo spazio di confronto e progettazione».
Per Fino, le risorse del PNRR costituiscono un’occasione unica per produrre conoscenza e costruire una visione di lungo periodo. «Non si tratta semplicemente di investimenti tecnologici, ma della possibilità di ripensare il futuro dell’intera filiera con una prospettiva generazionale».
Tra i partner del progetto figura anche la Fondazione Edmund Mach, rappresentata a Pollenzo da Lisa Rizzetto, responsabile Research Network Development, a testimonianza della crescente integrazione tra il mondo della ricerca e quello della produzione.
Uno dei momenti più significativi della giornata è stato il tributo dedicato a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Alla presenza della sorella Chiara Petrini è stata consegnata una targa commemorativa in memoria di “Carlin”. Visibilmente commossa, Chiara Petrini ha ringraziato il Wine Research Team per aver voluto ricordare il pensiero e l’eredità culturale del fratello.
In collegamento video è intervenuto anche Riccardo Cotarella, presidente del Comitato scientifico del WRT, che ha rivolto un saluto ai produttori, ai ricercatori e ai partner coinvolti nei progetti di innovazione. Nel suo intervento ha voluto ricordare anche Carlo Petrini: «Abbiamo bisogno di persone sagge, oneste e capaci di lavorare per il bene dell’intero settore, proprio come ha fatto lui».
L’incontro di Pollenzo segna dunque l’inizio di una nuova stagione per il Wine Research Team. Un percorso che culminerà in autunno con la presentazione della nuova identità del network, del nuovo logo e dei progetti destinati ad accompagnare il vino italiano nelle sfide del futuro.
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