Il Comune di Guagnano nega la “Negroamaro Masterclass”: un atto grave contro cultura e territorio
Scritto da Davide Gangi | Pubblicato in cronaca, eventi, news, vino
Con grande sconcerto e profonda indignazione apprendiamo che il Sindaco del Comune di Guagnano ha negato l’autorizzazione alla Negroamaro Masterclass, che si sarebbe dovuta tenere il prossimo 18 Agosto, una manifestazione enoculturale di rilievo nazionale dedicata alla promozione del Negroamaro, promossa dall’associazione Terre del Negroamaro APS, da due anni impegnata nella valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze vitivinicole.
Una decisione che lascia esterrefatti, soprattutto perché due anni fa lo stesso Sindaco era presente alla presentazione ufficiale dell’associazione, esprimendo sostegno e augurando pubblicamente il successo dell’iniziativa.
Perché oggi questo dietrofront? Perché non è intervenuto per tempo, ma ha scelto la via della diffida?
La motivazione addotta – l’utilizzo della dicitura “Terre del Negroamaro”, registrata dal Comune – è, a nostro avviso, pretestuosa. Come chiarito dal presidente Danilo Verdoscia: “La registrazione quando stava per diventare formalmente decaduta, è stata rinnovata dal Comune solo con quattro mesi di ritardo, probabilmente pagando una penale a carico dei cittadini. Se si fosse atteso ancora, si sarebbe perso il diritto alla titolarità”.
Ed è proprio questo il punto più grave: il Comune di Guagnano, che come ente pubblico non ha fini di lucro, dovrebbe essere fiero e riconoscente verso chi, come l’associazione Terre del Negroamaro, con spirito volontario e senza scopi economici, lavora per valorizzare il territorio. Invece, cosa fa? Emette una diffida. È come se un appassionato d’arte dovesse chiedere autorizzazione per parlare di un quadro che lo ha emozionato. Come se un amante del vino dovesse avere un permesso per raccontare ciò che rappresenta una delle espressioni più autentiche della sua terra. Un paradosso che offende il buon senso e l’intelligenza collettiva.
Ma la questione va ben oltre l’aspetto burocratico, che poco interessa. L’associazione Terre del Negroamaro APS non ha mai utilizzato loghi o marchi registrati, ma si è limitata a impiegare una dicitura geografica e culturale, espressione dell’identità di un intero territorio, che non può e non deve essere privatizzata, “Terre del Negroamaro”.
A questo punto, una domanda sorge spontanea: il Sindaco di Guagnano considera la cosa pubblica o le espressioni in lingua italiana come cosa propria?
È il Sindaco solo di chi lo ha votato o è, come dovrebbe essere, il Sindaco di tutti i cittadini, anche di quelli che pensano in modo diverso, che agiscono con spirito libero, che operano per il bene del territorio senza interessi personali?
Un paradosso che offende il buon senso e l’intelligenza collettiva.
La cultura, la promozione territoriale, l’identità collettiva non appartengono a una parte politica, né a un’amministrazione di passaggio, appartengono alla comunità!
Ci poniamo allora alcune domande legittime:
- Per quale motivo lo scorso anno il Sindaco concesse l’autorizzazione all’ultimo momento, solo pochi giorni prima dell’evento e tutta la sua amministrazione non si presentò alla manifestazione lasciando le postazioni vuote e non dando il benvenuto agli ospiti, pur essendo stata invitata?
- Forse perché si sapeva già che la Negroamaro Masterclass 2024 avrebbe avuto un buon successo ospitando gratuitamente personalità di rilievo nazionale?
- Forse perché l’intero evento si è realizzato senza alcun contributo pubblico, grazie esclusivamente al lavoro volontario dell’associazione e al sostegno di sponsor privati?
- Forse perché per eventi organizzati dal Comune vengono impiegate ingenti risorse pubbliche per ospitare artisti e intrattenimento, mentre qui si è dimostrato che la cultura può essere realizzata con spirito di servizio, trasparenza e amore per il territorio? Si temeva un confronto?
Siamo di fronte a un caso emblematico di chiusura istituzionale verso chi fa cultura senza scopo di lucro.
Una scelta ingiustificabile, da parte del Comune di Guagnano, che lascia una pesante ombra sull’attuale amministrazione comunale, guidata da una giunta che dovrebbe, invece, farsi promotrice di crescita, dialogo, coesione e soprattutto che si dichiara democratica.
Vinoway e chi scrive stanno, senza esitazione, dalla parte di chi costruisce, promuove, unisce.
Il vino è cultura, identità, opportunità. Negare la possibilità di raccontarlo è un atto che offende la democrazia, il buon senso e il settore di cui ne siamo promotori.



