Il vino nato per i bimbi a sostegno della scuola materna di Soave

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E’ un vino nato per i bambini e non per gli adulti. Si chiama «Recioto Casalin»: è l’unico vino in Italia che fa bene ai bambini, perchè da quattro anni aiuta i minori in difficoltà. 

Dopo la raccolta dell’uva garganega in settembre, i volontari del gruppo “Noi e il Soave”, promotori dell’iniziativa, nei giorni scorsi l’hanno pigiata e ora il mosto è stato posto nelle botti della Cantina di Soave, nella sede Rocca Sveva in Borgo Covergnino. Cantina che collabora attivamente col gruppo di viticoltori. Con la luna nuova di Pasqua, in aprile, il mosto verrà imbottigliato e poi lasciato invecchiare per diventare Recioto secondo la tradizione enologica locale. 
Anche quest’anno saranno riempite almeno 800 bottiglie. Il prossimo 19 maggio, in occasione della Festa medioevale del vino bianco Soave, le 800 bottiglie verranno presentate per essere messe all’asta. Anche quest’anno, il Recioto Casalin avrà un nome, che quest’anno sarà tratto da una canzone della tradizione. 
Così com’è accaduto nelle tre edizioni precedenti, le etichette delle bottiglie di questo vino speciale, verranno disegnate e realizzate dai bambini della scuola elementare “Ippolito Nievo” di Soave, che si ispireranno appunto a questo brano musicale scelto dall’associazione per l’annata 2012. 
«Il ricavato dell’iniziativa di quest’anno legata al Recioto Casalin», svela il presidente de Noi e il Soave, Angelo Tebaldi, «andrà a favore della scuola materna di Soave, Principe di Napoli». Anche nelle prime tre edizioni del Recioto Casalin, la beneficenza, fine per cui è sorta l’iniziativa, è andata a favore dei bambini svantaggiati. «Il primo anno abbiamo sostenuto l’Abeo, associazione bambino emopatico ed oncologico di Verona», ricorda il presidente Tebaldi, «il secondo anno abbiamo aiutato il reparto pediatrico dell’ospedale Fracastoro di San Bonifacio, mentre lo scorso anno abbiamo scelto l’Agbd, associazione sindrome di down di Verona». Da quattro anni, poi, «Noi e il Soave» finanzia un’adozione a distanza in Brasile. Z.M.
Fonte: larena.it

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