A San Valentino il Vino rosato cerca alleati in paradiso!

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Nell’ultimo decennio il consumo del vino rosato ha subito un forte sviluppo con vendite stimate, in tutto il mondo, intorno ai 24 milioni di ettolitri nel 2016. Un trend in forte crescita che vede nelle nuove generazioni (millennials) il dato di maggior interesse. La cantina Feudi di Guagnano ha strizzato l’occhio a questi “nuovi” consumatori abbinando il suo rosato di punta alla festa degli innamorati che si festeggia il 14 febbraio, giorno di San Valentino.

Potremmo definirla un’idea originale oppure semplicemente audace. Un modo inusuale di far conoscere un prodotto o indirettamente di banalizzarlo. Sta di fatto che l’associare il vino simbolo del Salento, il rosato da negroamaro, ad una ricorrenza come la festa degli innamorati, è stata apprezzata in maniera entusiastica sia dagli operatori (ristoranti ed enoteche) che dai consumatori.

“A San Valentino non regalare una rosa, regala un Rosarò” è uno slogan che potrà non piacere ai fiorai ma ha colpito nel segno, o meglio al cuore degli innamorati, se è vero che le vendite di questo rosato sono schizzate in alto in un periodo come la fine di gennaio e gli inizi di febbraio in cui il suo consumo è quasi fermo.

Lo abbiamo immaginato come simbolo di passione e di calore il Rosarò e, proprio per queste sue caratteristiche, lo abbiamo eletto a  ‘vino dell’amore’,  perfetto da degustare in coppia per San Valentino, giorno in cui gli innamorati celebrano l’amore che li unisce.

Ma cosa ci svela la sua carta di identità? E’ figlio del Salento, di quella parte di territorio a nord   che esprime il meglio della vitivinicoltura incentrata sulla coltivazione del negroamaro. E’ prodotto a Guagnano e ottenuto esclusivamente da uve Negroamaro 100%, provenienti da vigneti coltivati a spalliera di oltre 30 anni d’età. La vendemmia viene effettuata manualmente nella seconda decade di settembre. Il mosto ottenuto dalla pigiatura delle uve rimane a contatto con le bucce per circa 20/24 ore: ciò consente di estrarne il tradizionale colore e di preservarne i caratteristici profumi. Tre mesi di affinamento in serbatoi di acciaio ne completano la maturazione.

Al naso spiccano sensazioni floreali e marine. Al gusto è pieno ed equilibrato, con buona persistenza di piccoli frutti rossi che sfociano in delicate note floreali e piacevoli ritorni agrumati e di erbe aromatiche. Nonostante la gradazione alcolica di 13 gradi è un vino dalla eccezionale bevibilità.

Per i suoi profumi rimanda alle sfumature salmastre del mare del Salento, è un vino dal colore rosa corallo e dall’eccezionale brillantezza.

Il valore e la qualità del Rosarò  è riconosciuta dalle più importanti guide di settore. A novembre dello scorso anno  è stato premiato come miglior rosato d'Italia al Festival Autochtona di Bolzano.

Comunicato Stampa Feudi di Guagnano

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