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Vino: vendute 11mila bottiglie di falso Tignanello, tre arresti

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E' dei carabinieri del Nas di Firenze e Cremona l'indagine che ha portato a tre ordinanze di custodia cautelare (una in carcere e due agli arresti domiciliari).

Secondo le accuse, un'organizzazione falsificava alcuni vini pregiati toscani e poi li immetteva sul mercato. Con un danno notevole per le aziende vinicole. L'inchiesta viene coordinata dalla procura di Parma. L'operazione è stata denominata "Surface".

In particolare avevano scelto il vino Tignanello, prodotto icona della casa fiorentina Marchesi Antinori. Di questo avevano riprodotto il marchio, le bottiglie, il packaging ed erano arrivati a piazzarne almeno 11mila bottiglie sia in Italia che all'estero, soprattutto in Germania e Belgio. All'interno ovviamente c'era vino di bassa qualità e di altra provenienza geografica.

In manette sono finite tre persone: madre e figlio di origine mantovana e un uomo residente nella provincia di Cremona. Dei primi due il 31 enne, è finito in carcere mentre le altre due persone coinvolte sono agli arresti domiciliari. Altre sei le persone che risultano indagate.

L'indagine è partita nel febbraio del 2017 quando al Nas di Firenze è arrivata la segnalazione di una tipografia di Pistoia che aveva ricevuto l'ordine di stampare 4.500 etichette di vino Tignanello. L'etichetta, riprodotta in primis nella Repubblica Popolare Cinese, era in tutto e per tutto identica all'originale anche se si era scelto di 'firmare' il prodotto contraffatto con un piccolo refuso: «alditudine» invece di «altitudine».

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