Università del Sannio:“Comunicazione e valorizzazione del vino e del terroir” con Riccardo Cotarella

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Il Master in “Comunicazione e valorizzazione del vino e del terroir” nasce nell’ambito del dibattito sviluppatosi in occasione della “Città Europea del Vino 2019” e dalla consultazione degli stakeholder del territorio, al fine di offrire un programma di alta formazione per figure professionali capaci di comunicare il “prodotto vino”, e i suoi attributi immateriali, valore aggiunto identitario e culturale del “Made in Italy”, e definire strategie di promozione e valorizzazione sui mercati mondiali emergenti, in espansione e in quelli già consolidati.

In tale contesto, l’Università degli Studi del Sannio ha deciso di istituire e attivare, a partire dall’a.a. 2020-2021, un Master di II livello che mira a formare professionisti specializzati nelle strategie di comunicazione e valorizzazione del vino e del terroir. Più in particolare, l’obiettivo è quello di sviluppare competenze specifiche della filiera enogastronomica e fornire strumenti utili per crea- re strategie di storytelling, che raccontino lo stretto legame dei prodotti con la loro storia e con il terroir di origine, passando per le caratteristiche tecniche e organolettiche che li caratterizzano, fino alla definizione delle tecniche comunicative più avanzate.

Il comitato scientifico del Master, sarà presieduto da Riccardo Cotarella, enologo di fama mondiale nonché presidente dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani (Assoenologi), e vedrà tra i partner alcune tra le più importanti e prestigiose aziende del settore che, nella fase di stage, consentiranno agli studenti di applicare le competenze acquisite in aula e nei laboratori.

Mission del Master è offrire una formazione manageriale per preparare figure professionali che sappiano gestire in modo integrato la comunicazione e la commercializzazione del vino e del terroir di riferimento, in un’ottica di creazione di valore globale, valorizzando il prodotto enogastronomico come risultato di un processo radicato nella storia dei territori, capace di coniugare la propria origine con l’innovazione e la creatività. Gli esperti che saranno formati dovranno essere in grado di progettare e governare strategie di comunicazione e valorizzazione utili allo sviluppo commerciale di imprese, competitive e innovative, locali o globali, siano esse aziende agricole, cooperative o società, e di affrontare le sfide del settore in un contesto internazionale e liberalizzato.

Le attività formative del Master saranno, pertanto, caratterizzate da una forte integrazione delle competenze, a partire da quelle di base, negli ambiti viticolo-enologico, per completarsi con quelle più orientate ad aspetti economici e socio-culturali, di comunicazione (dai canali tradizionali ai social media), di marketing e di mercato (nuovi modelli e stili di consumo). Storia e identità del paesaggio e del terroir, nonché antropologia e cultura aiuteranno a studiare il vino in relazione alla sua origine e al territorio di produzione. Gli studenti approfondiranno, inoltre, la produzione e la filiera del vino nonché le tecniche di degustazione sensoriale per riconoscere la qualità e le caratteristiche organolettiche dei prodotti con cui, di volta in volta, saranno chiamati a misurarsi.
L’attività didattica, a carattere interdisciplinare e interattivo, sarà prevalentemente di tipo frontale, con lezioni in aula, laboratori ed esercitazioni, accompagnata da testimonianze e visite aziendali, partecipazione a workshop di settore di spiccata rilevanza.
A) DENOMINAZIONE DEL CORSO, OBIETTIVI FORMATIVI E SVILUPPO PROFESSIONALE DENOMINAZIONE: “COMUNICAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL VINO E DEL TERROIR”

OBIETTIVI FORMATIVI

Il comparto vitivinicolo italiano è da sempre uno dei settori strategici del Made in Italy agroalimentare, vantando produzioni di pregio tra le più rinomante al mondo. Con circa 50 milioni di ettolitri prodotti nel 2018 l’Italia è oggi al primo posto per produzione vitivinicola (Istat, 2019), seguita da Francia e Spagna. Oltre il 30% della produzione vitivinicola nazionale si concentra nel Mezzogiorno d’Italia. Gran parte di questa produzione proviene dalle regioni di Sicilia e Puglia, che sono le prime in Italia per superfici vitate con, rispettivamente, 100 mila e 86 mila ettari. Mentre, se si restringe l’analisi a livello provinciale, Benevento, con i suoi 12 mila ettari di vigneto, rappresenta da decenni la prima provincia per produzione di uva da vino, il cui prodotto di punta è la Falanghina.

L’analisi di mercato per l’anno 2018 mostra che le vendite di vino italiano presso la GDO hanno fatto registrare un valore complessivo di circa 1,9 miliardi di euro (+2,9% rispetto all’anno precedente). Invece, con riferimento ai mercati internazionali, sempre nello stesso anno, le etichette italiane hanno superato quota 6,2 miliardi di euro (+3,3% rispetto all’anno precedente). Nonostante ciò, dall’analisi di mercato è emerso che, in termini di valore prodotto, le imprese vitivinicole del Mezzogiorno hanno contribuito in minima parte alla crescita del mercato interno e solo per l’8,9% a quello delle esportazioni nazionali. Si tratta di una criticità strutturale dovuta alla polverizzazione produttiva del settore ma anche, e soprattutto, alla debole valorizzazione commerciale dei vini a marchio di origine.

A partire da tali considerazioni, in occasione di “Città Europea del Vino 2019” è stato lanciato un dibattito che ha coinvolto le imprese locali operanti nel settore del vino, e altri stakeholder del territorio, allo scopo di far emergere i fabbisogni formativi utili a colmare tali problematiche. Dalla consultazione è emerso che la crescente concorrenza sia sui mercati interni che su quelli internazionali richiede non solo eccellenze produttive, ma anche figure professionali capaci di comunicare il vino e il terroir di cui ne è espressione. Si tratta di figure nuove per il settore, ma già presenti in altri comparti, la cui funzione è quella di valorizzare commercialmente il vino attraverso strategie di storytelling utili a trasmettere l’identità, la cultura, le tradizioni e la storia che legano il vino ad un determinato territorio di origine. Si tratta di valori immateriali legati al prodotto vino che non riescono ad essere veicolati attraverso le strategie di marketing convenzionale ma che, al tempo stesso, riescono a colpire emotivamente il consumatore ancor prima di indurlo razionalmente all’acquisto.

L’analisi dell’offerta formativa regionale ha evidenziato come tale profilo professionale non sia ancora contemplato. Il sistema formativo regionale punta, infatti, a formare figure tradizionali operanti come esperti e consulenti nella gestione amministrativa di imprese vitivinicole.
Il Master in “Comunicazione e valorizzazione del vino e del terroir” sarà quindi il primo, a livello regionale, a formare manager della comunicazione del vino, che sappiano raccontarlo e interpretarlo assieme al terroir, esaltandone gli attributi immateriali. Professionisti in grado di supportare le imprese, le cooperative e le organizzazioni operanti nella filiera enogastronomica e vitivinicola, nelle attività di commercializzazione e valorizzazione nei mercati nazionali ed esteri e nelle strategie di comunicazione. L’obiettivo è duplice: fornire sia competenze manageriali in tema di strategie comunicative dei prodotti enologici che strumenti per pianificare un efficace storytelling che consenta di diffondere il valore identitario e culturale del vino e del suo terroir. Il Master mira a trasferire, quindi, le competenze necessarie per un approccio integrato al terroir e al vino con la conoscenza dei processi e delle strategie di comunicazione in un mercato globale.

Conoscere e raccontare il legame dei prodotti con la loro storia e la loro identità, sociale e culturale, passando per le caratteristiche tecniche e organolettiche che li caratterizzano, fino alle forme più efficaci con cui promuoverli, è il grande impegno che attenderà i manager della comunicazione del vino di domani.

Il “Made in Italy” enogastronomico connota sempre più la peculiarità italiana dal punto di vista culturale ed economico sul mercato internazionale, in quanto sinonimo di prodotto non replicabile ed espressione di un territorio univoco. Diventa, perciò, necessario affrontare i nuovi mercati con una formazione nuova e multidisciplinare in grado di progettare e comunicare una “cultura del vino italiano” specificamente orientata verso i consumatori delle diverse aree mondiali.

A questo scopo servono esperti capaci di coniugare professionalità e conoscenza dei prodotti, senza prescindere dagli aspetti antropologici, storici, culturali ed economici. Manager della comunicazione e del marketing che diffondano l’idea del prodotto enogastronomico come risultato di un processo complesso, radicato nella storia e nella cultura dei terroir, capace di coniugare la propria origine con l’innovazione, la creatività e la sostenibilità.

Il futuro manager della comunicazione del vino dovrà essere capace di valorizzare gli attributi immateriali del prodotto, che ne esaltano la distintività e inimitabilità, al fine di poterlo pro- muovere sui mercati emergenti e in espansione.

Attraverso un piano didattico integrato, che prevede il coinvolgimento di una faculty altamente qualificata, composta da accademici e professionisti del settore, il Master formerà un manager della comunicazione con conoscenze viticolo-enologiche, in termini sia di produzione, sia di commercializzazione, di marketing e comunicazione, che di filiera e terroir.

DESTINATARI

Il Master è rivolto a laureati di 2° livello, o con ordinamento a ciclo unico, in qualsiasi disciplina.

SVILUPPO PROFESSIONALE E PROSPETTIVE DI INSERIMENTO

Il Master crea competenze professionali capaci di progettare e governare strategie di comunicazione e valorizzazione del vino e del terroir, non solo a supporto delle imprese di produzione (imprese e cooperative vitivinicole) ma anche di reti di imprese operanti nel settore della ristorazione e della ricettività.

Più in particolare, il Master, attraverso un programma di formazione integrato e multidisciplinare, forma i seguenti profili professionali:

• Manager of wine communication - Si occupa della promozione sui mercati nazionali e internazionali del vino e del terroir, anche attraverso l’organizzazione di eventi sia a carattere professionale che divulgativo. Tale attività viene svolta per aziende, cooperative, consorzi o network di imprese, all’interno delle quali ha la funzione di agire sui processi di comunicazione a vari livelli e con diversi gradi di autonomia e responsabilità.

• Wine Manager in Hotels Chains - Nell’ambito dell’impresa alberghiera il wine manager sovrintende a tutte le attività legate al vino, che vanno dalla scelta e, quindi, dall’approvvigionamento al controllo quali-quantitativo della distribuzione.

• Wine Export Manager - Supporta le aziende operanti nella filiera vitivinicola nei processi di
internazionalizzazione.

• Social Media Manager - Definisce e gestisce strategie di comunicazione social.

• Wine Storyteller - Definisce il più efficace storytelling, per l’azienda, per il brand, per il terroir, attraverso la gestione dell’audience di riferimento.

Tali profili professionali sono coerenti con le figure richieste dal mercato del lavoro e, in particolare, rispecchiano i fabbisogni formativi emersi dalla consultazione con gli stakeholders locali.

B) ORDINAMENTO DIDATTICO DEL CORSO

Il titolo di Master universitario di II livello in “COMUNICAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL VINO E DEL TERROIR” si consegue acquisendo 60 crediti formativi con un monte ore complessivo pari a
1.500, così suddivise:
- 470 ore di aula (di cui 30 ore di project work)
- 300 ore di stage
- 705 ore di studio individuale
- 25 ore per la prova finale

Le ore di lezione, esercitazione, seminari, per ciascun credito sono 10, mentre ogni CFU è pari a 25 ore.
I 60 crediti formativi sono così suddivisi:
- 47 crediti formativi per gli insegnamenti (470 ore d’aula e 705 ore di studio individuale)
- 12 crediti formativi per gli stage (300 ore)
- 1 crediti per la prova finale (25 ore).

Il percorso formativo si articola in:
- Formazione d’aula: lezioni frontali, didattica interdisciplinare e interattiva, esercitazioni, case studies, laboratori sensoriali, laboratori di contaminazione e creatività, Project work.
- Seminari: testimonianze, anche distance learning;
- Visite in azienda;
- Stage;
- Prove di verifica a conclusione di ciascuna area didattica.

Il programma di Master prevede un percorso formativo che alle lezioni frontali affianca analisi e discussioni di casi studio, testimonianze di professionisti ed expertise del settore, laboratori e stage, in un'ottica fortemente integrata con il mondo del lavoro. In tale prospettiva, è organizzato il laboratorio di contaminazione e creatività (contamination & creativity labs), che vuole favorire lo sviluppo di abilità trasversali e soft skill, attraverso la costituzione di team project per la realizzazione di project work di tipo pratico. Mediante l’esperienza del project work gli allievi miglioreranno la capacità di problem solving e l’approccio interculturale.

I laboratori sensoriali consentono, invece, di individuare specifici attributi del vino e il loro legame con le caratteristiche del territorio di produzione. Attraverso i laboratori gli allievi saranno capaci di interpretare i segnali provenienti dai sensi per poi poterli tradurre e raccontare.
Infine, lo stage conclude il percorso formativo e consente di mettere in pratica le conoscenze e competenze acquisite, entrando in contatto diretto con le più prestigiose aziende nazionali del settore, oltre che con organizzazioni ed enti che operano in tale ambito. Il periodo di stage rappresenta per gli allievi un primo importante approccio al mondo del lavoro che consente di mettere in pratica, on field, le abilità acquisite in aula e costruire il proprio business network.
Per conseguire il titolo di Master occorre realizzare una percentuale di presenze alle attività formative pari almeno al 75% del totale delle ore certificate di formazione d’aula.

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