I vini rosati

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I metodi per produrre i vini rosati sono diversi, il più utilizzato è quello che prevede una breve macerazione del mosto liquidi con le vinacce.

Altre tecniche di produzione vanno dall’utilizzo di uve a bacca rossa poco pigmentate e povere di tannini al mescolamento uvaggi di uve rosse e bianche.

 

La produzione dei vini rosati ottenuti dalla miscelazione di vini bianchi e vini rossi è una pratica vietata per legge in tutti i paesi vinicoli del mondo. Gli unici vini rosati che possono essere prodotti in questo modo sono i vini base utilizzati per la produzione di spumanti, come lo Champagne e il Franciacorta.

I vini rosati sono creati mediante tecniche specifiche e con l’intento dichiarato di produrre un vino dal colore rosa e pertanto non devono essere considerati come vini inferiori o di incerta classificazione. A parte il colore e indipendentemente dal sistema impiegato, i vini rosati hanno caratteristiche organolettiche più simili a quelle dei vini bianchi e quindi sono destinati ad essere apprezzati in gioventù. Le principali caratteristiche sono:

 

  • Tonalità di colore
  • Profumi delicati e fragranti
  • Freschezza di sapori.

La produzione di questo tipo di vini è testimoniata dalle tradizioni di molte zone vinicole del mondo, dove il vino rosato ha sempre avuto una sua dignità e un suo significato, come per esempio la Provenza Francese, la Puglia – celebri sono i rosati del Salento – e l’Abruzzo con il suo Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo. Inoltre va ricordato che gli spumanti metodo classico rosati godono di un’elevata reputazione fra gli intenditori di vino.

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