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Vite Matta: l'azienda che mira all'emancipazione lavorativa in Campania

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La fine dell’anno, si sa, è tempo di bollicine e in Campania è l’Asprinio a ritornare prepotentemente sulla tavola dei campani e non solo. Accanto ad aziende ormai affermate e protagoniste del mercato mondiale, troviamo anche piccole realtà, alcune delle quali sviluppatesi grazie al riutilizzo dei beni confiscati alle mafie.
 
E’ il caso di Vite Matta, nata a Casal di Principe nel 2005 con l’obiettivo di contribuire all’emancipazione sociale e lavorativa del territorio attraverso la cura e l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati nel settore dell’agricoltura e della vinificazione. Nel 2009 la cooperativa ha ricevuto in affidamento dallo Stato anche due terreni confiscati alla camorra e da quel momento si è affacciata nel mondo della viticoltura campana, con un crescendo di qualità e quantità che ne fanno oggi una delle realtà più vivaci del mondo Asprinio e dell’agroalimentare di qualità.

Casal di Principe ha visto in questi anni anche la nascita e l’affermazione di cooperative come Nuova Cucina Organizzata protagoniste dell’ideazione del Pacco alla Camorra, un cesto natalizio che l’Associazione Libera ed il Comitato Don Diana propongono ogni anno durante le festivita’ natalizie.

Non poteva, nel Pacco, ovviamente mancare il vino, proprio partendo da quello straordinario bianco che e’ l’Asprinio di Aversa, fornito da Vite Matta.



Visitiamo  l’antico cortile dove vengono vinificate uve provenienti proprio da quei circa 11 ettari di terreni confiscati alla camorra tra Casal di Principe e Santa Maria la Fossa. Per ora si è giunti a produrre 20.000 bottiglie, soprattutto di Asprinio, conservate nel suggestivo ipogeo di una grotta tufacea: molteplici sono le presenze nel territorio aversano di queste cavità sotterranee  da sempre vocate alla conservazione vinicola. Nell’interno del cortile è presente anche uno spazio per degustazioni enogastronomiche, in modo da poter  valutare abbinamenti e scoprire i prodotti di qualità della piana campana in Terra di Lavoro, dalla mozzarella di bufala dop agli straordinari tortani e casatielli, sui quali l’acidita’ dell’Asprinio si esalta notevolmente.

Curiosando tra le etichette di Vite Matta, in primis ci e’ piaciuto Terra Matuta, vino fermo dal colore giallo paglierino intenso, dal profumo forte e persistente con netti sentori minerali, spezie ed agrumi; impatto tipicamente acido, ma con retrogusto balsamico e di vaniglia donato dall’affinamento in legno di rovere, dal corpo robusto ma equilibrato.



Poi abbiamo degustato  un Asprinio Spumante metodo Charmat, davvero una bella sorpresa, ottenuto da una raccolta anticipata delle uve, in cassette da circa 20 kg, seguita da pigiodiraspatura e pressatura soffice, affinato in contenitori di acciaio per circa 1 mese per la preparazione della base spumante. La presa di spuma avviene in autoclave termocondizionata, con una sosta sui lieviti di circa 3 o 4 mesi.



Sempre in tema bollicine troviamo anche un metodo classico per l’Asprinio, “Il Principe”, nel quale  notiamo forti sentori di lievito e scorza di pane con note minerali ed agrumate: il gusto ha un impatto acido e pastoso accompagnato da una bollicina importante con perlage fine e persistente, chiude un retrogusto fresco e minerale, di corpo intenso ed equilibrato.

A Vite Matta vi è anche spazio per il  grande rosso campano, con l’Aglianico Fossa Greca la cui macerazione delle uve avviene in acciaio per circa 10 giorni, dopo la svinatura il vino termina la fermentazione in botti di rovere per circa 6 mesi, l’affinamento in bottiglia è di almeno 2 mesi e rende al meglio certamente nella versione Magnum. Piccole quantita’ saranno destinate anche alla produzione di una Grappa di Asprinio.



Vite Matta è una cantina ormai pronta anche per accogliere visitatori ed enonauti curiosi per approfondire la storia di questo grande vitigno.

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