Log in

Aiace Salice Salentino Riserva Castello Monaci: la cura nei dettagli per una grande qualità

Letto 1414 Email
Nel cuore di Salice Salentino (LE), nel mezzo di una natura estremamente accogliente, tra distese di ulivi e vigneti, ed un sole che splende tutto l'anno, troviamo Castello Monaci del Gruppo Italiano Vini, un'elegante tenuta, in cui l'antico Castello Angioino, luogo di accoglienza turistica, accosta la Cantina dell'azienda costruita negli anni '70, il bianco della struttura e le sue fattezze moderne la distinguono dal vecchio maniero e la rendono l'elemento distintivo in primo piano,  su uno sfondo in cui la natura troneggia con i suoi toni  accesi tra infinite sfumature di verde, ciuffi di fiori colorati che spuntano dai cespugli e si alternano ai toni chiari della pietra, presente ovunque, e al rosso della terra.
 
In questo luogo, dove chi arriva si sente stretto nell'abbraccio rassicurante della natura, il Mar Ionio da un lato e l'Adriatico dall'altro, soffiano la loro brezza leggera e refrigerante. Qui sorge l'azienda i cui vigneti si estendono per ben 210 ettari in un territorio  che si espande tra le province di Brindisi, Lecce e Taranto. Un territorio in cui il sole è protagonista assoluto e i riverberi delle strutture seicentesche e dell'architettura barocca riecheggiano tutto intorno.



È degli anni '30  l'antica cantina,  struttura adibita ora a Museo del Vino, un tempo luogo di primo stoccaggio. Opera del noto architetto salentino Francesco Provenzano, che nella prima metà del secolo scorso mise a segno importanti progetti per la ricostruzione del paese Italia. Attraverso una personale ricerca  di sintesi, volta a realizzare un' architettura, secondo le tipicità dello stile italiano, seguì la razionalità del progetto e la monumentalità delle forme. La Cantina Museo del Vino segue questo stile ed accoglie al suo interno oltre ad imponenti  serbatoi di cemento, tutti quegli strumenti ed utensili usati un tempo per la produzione del vino. Sulle pareti una importante galleria fotografica fa da racconto, illustrando la vita agricola nel Salento intorno alla metà del Novecento.



La cantina vera e propria, modernissima da un punto di vista dei sistemi di vinificazione, è scavata nella roccia tufacea, la stessa in cui i vitigni affondano le radici, ed ha un barricaia di oltre 1000 barriques. Possiede un sistema di pigiatura refrigerato e serbatoi in acciaio termocondizionati a doppia cella, la cui peculiarità sta nell'avere  piccola capacità, così da poter dedicare spazio ai diversi filtrati in base alle microcaratteristiche e singolarità di ciascuna uva.

La vendemmia avviene durante la notte per evitare che le alte temperature mettano in atto processi di fermentazione. L'enologo Leonardo Sergio sa cogliere, selezionare ed interpretare con grande perizia quello che questa terra, dalle caratteristiche uniche, riesce a dare, grazie alle particolarissime condizioni pedoclimatiche.



I vigneti si dipanano lungo la campagna, verso la via Flaminia sino a giungere al mare, dove il terreno diventa sabbioso e i vitigni a bacca bianca, chardonnay, fiano, verdeca trovano il loro terroir ideale. In assenza di irrigazione le piante pentrano con le  loro radici in pofondità, sino a raggiungere la sabbia  che il mare arricchisce di cloruri. Le uve si arricchiscono dei doni del mare così vicino, dando origine a vini di grande mineralità e persistente sapidità. La brezza marina soffia tra i vigneti e rende asciutti i grappoli che poi garantiranno vini di grande freschezza ed acidità. Raccolta tra questi filari si trova l'antica Masseria Flaminio di proprietà della famiglia.



Andando un pò oltre, scendendo verso Lecce, nel cuore del Salento, dove la terra si colora di rosso, ed è ricca di ferro, si erge la Masseria Vittorio, dimora cinquecentesca circondata da un uliveto secolare con alberi maestosi come gigantesche sculture. Questa è la zona vocata al primitivo, ottenuto da vigneti a bassa resa, che garantiscono un filtrato caratterizzato da una struttura elegante e di singolare unicità.

Di natura argilloso calcareo è il terreno su cui sono impiantati i vigneti che si stendono in quella fascia di terra che da Lecce va verso Taranto, alle porte di Salice Salentino, con i sui 140 ettari, in quella che potrebbe essere definita la terra di mezzo tra i due mari, dove i vitigni autoctoni Primitivo, Malvasia Nera di Lecce e Negroamaro, insieme agli internazionali Syrah e Chardonnay, affondando le radici oltre la porosità della roccia, raggiungendo gli strati più profondi, arricchendosi cosi di una straordinaria mineralità.

I vigneti sono allevati a cordone speronato e l'impatto della lavorazione sull'ambiente tiene conto del concetto di sostenibilità, cosi si utilizzano esclusivamente fonti di energia pulita o comunque fonti rinnovabili, i consumi di acqua tengono conto dell'efficienza idrica, lo smaltimento dei rifiuti segue il processo del riciclo. L'azienda già nel 2004 ha aderito alla certificazione ISO 14001 per sviluppare il suo progetto di sostenibilità.

Tanta cura nei dettagli, conduce a produzioni di grande qualità e personalità, come il rosso di punta dell'azienda, Aiace Salice Salentino Riserva DOC 16,5% vol ottenuto da Negroamaro e Malvasia Nera di Lecce. Uve che trovano in questa zona le loro espressioni migliori e il loro habitat naturale. Il Negroamaro, così come si ipotizza per altre uve, potrebbe essere stato introdotto nel territorio dai greci e poi essersi ben adattato. Il nome certamente riporta al suono dialettale "niuri maru" che si riferisce alle caratteristiche principali dell'acino  di colore nero e al gusto tipicamente amarognolo del vino. Il grappolo è compatto, medio e di forma conica. In passato  quest'uva veniva usata per fare vini da taglio, ma negli ultimi anni, le produzioni sia nella versione rossa che rosato, si sono rivelate di grande piacevolezza. La Malvasia Nera invece, appartiene a quella categoria di vitigni considerati aromatici e che nel corso dei secoli hanno avuto fortuna partendo dal Peloponneso e poi diffondendosi anche in Puglia.

Questo blend è il frutto di una raccolta delle uve che avviene nella terza decade di settembre. Il vino matura poi per circa un anno in barrique di 1° e 2° passaggio per essere poi spostato in botte grande per 12 mesi a cui segue l'affinamento in bottiglia per una durata di almeno altri  12 mesi. Quello che giunge al calice è un vino di straordinaria eleganza. La trama è fitta con una tessitura cromatica ricca, in cui l'intensità del rubino vira delicatamente verso i toni granati. La sua consistenza cattura lo sguardo e intanto un bouquet importante invade l'olfatto con sentori di frutti rossi, scuri, maturi che cedono il passo ad un pout pourri di petali secchi ed erbe officinali. La speziatura si affaccia con grande personalità  e pepe nero e chiodi di garofano compongono un intreccio che sfuma in note tostate e tabacco.  Il sorso è ricco, caldo e sontuoso con un tannino avvolgente e carezzevole in armonia con i ritorni  di frutta scura e matura, note balsamiche lasciano il posto a sensazioni finemente speziate su cui fa capolino un ricordo di liquirizia. Il sorso è lungo e il finale conduce verso una piacevolissima  ed importante persistenza.

Il dettaglio non è secondario e tutto è finemente curato, dalla scelta del nome Aiace, che ricorda uno degli eroi della guerra di Troia, all'etichetta che ne raffigura il personaggio, alla retroetichetta, in cui sono riportate non solo le fasi di lavorazione e affinamento insieme ad alcune note di degustazione, ma anche il racconto del personaggio omerico, delle sue gesta, del suo valore e della sua bellezza. Un personaggio che incarna le qualità piu nobili della figura eroica, vittima di un destino tragico, dotato di tale forza ed energia da affrontare la cattiva sorte senza cedimenti e compromessi sino a giungere all'estremo sacrificio, suicidandosi con la propria spada. Sofocle riprende quest' ultimo gesto estremo e ne fa un atto di eroismo incontaminato.



La scelta del nome non è casuale, ma il parallelismo tra le gesta eroiche di Aiace e la personalità del vino sono un evidente suggerimento per il degustatore. Un vino che si presta ad accompagnare piatti sontuosi, a base di carne, riccamente conditi, oppure con arrosti accompagnati da importanti contorni ed erbe aromatiche.

Questo prezioso vino ha partecipato  alla VINOWAY  WINE SELECTION 2017 e 2018, il format  ideato da  VINOWAY.COM e che ha selezionato i migliori bianchi e rossi creando uno degli eventi più "cool" e allo stesso tempo di notevole spessore per la cultura enoica, presso la stessa struttura recettiva nell'Antico Maniero di Castello Monaci.

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.