Apollonio presenta la nuova linea vini: Mamaà

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Mamaà è la nuova linea di vini Apollonio che celebra nel nome l’unione tra Madre Terra e uomo e al tempo stesso il legame e la collaborazione tra i due fratelli Apollonio, Massimiliano e Marcello
         
Nasce coma una scommessa tesa a percorrere una strada parallela rispetto a quella maggiormente identificativa dello stile aziendale, puntando sulla produzione di vini di grande qualità, da uve pregiate e attentamente selezionate, ma interamente vinificate e affinate in acciaio, senza lunghi periodi di affinamento in legno che hanno da sempre contraddistinto la produzione tradizionale.

Innovativa è anche la veste grafica scelta per la promozione, indirizzata a stimolare la fantasia del consumatore, esattamente come avviene per la degustazione di un vino.

Anche per questa linea, composta da tre vini, sono stati scelti solo vitigni autoctoni, verdeca per il bianco, susumaniello per il rosato e negroamaro per il rosso assecondando una filosofia da sempre portata avanti dall’Azienda, volta alla valorizzazione e alla protezione del territorio anche in termini di sostenibilità dei processi produttivi e dei materiali usati per il confezionamento (bottiglie, carta e capsule), tutti riciclabili. Grande attenzione anche ai tappi in sughero naturale ai quali non è stato praticato alcun lavaggio chimico su espressa richiesta dell’Azienda e la cui elevata qualità garantisce la perfetta integrità del vino.

Sfavillanti nei colori, freschi nei bouquet, agili ed eleganti nel sorso, questi vini rispondono ad un requisito di immediatezza richiesto dal mercato in modo sempre crescente, supportata dalla consueta qualità delle produzioni Apollonio.

La verdeca, vinificata per la prima volta dall’azienda, dà prova della sua autenticità e tipicità già dal colore, luminoso e intriso di riflessi verdolini assolutamente identitari del vitigno, nonostante la vendemmia delle uve a fine settembre in stato di piena maturazione. Tipicità che ritroviamo al naso nei sentori di erba fresca e agrumi, e nel sorso pieno, ampio e deciso percorso da sapidità e vibrante acidità senza però risultare esasperatamente verticale e impreziosito da una buona persistenza gustativa legata alla mineralità.



Il rosato è prodotto invece da uve susumaniello, vitigno diventato tra i più rappresentativi della nostra regione insieme a Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia. Deve il suo nome alla grande produttività delle piante giovani tanto da rendere necessario l’uso del somarello per il trasporto dei grappoli. A differenza del negroamaro, più ricco in tannini, il susumaniello è maggiormente carico di antociani che trasferiscono al vino il colore violaceo, analogamente a quanto accade, per esempio, nel montepulciano. Dopo una brevissima macerazione di circa dieci ore il mosto viene vinificato come un bianco, a una temperatura di 15°C, evitando la fermentazione cosiddetta “tumultuosa” (dato comune a tutti i vini della linea Mamaà), ma preferendo fermentazioni lunghe che conferiscono ai vini maggiore finezza. L’eleganza di questo rosato, che percepiamo già dal luminoso color corallo, meno carico rispetto ai rosati tipici del Salento, si rivela al naso attraverso un delicato e freschissimo bouquet di ciliegia, fiori di campo e pompelmo rosa, e si conferma nel sorso equilibrato e piacevolmente sapido.

Infine il rosso da negroamaro rappresenta la sfida più importante perché stravolge la filosofia produttiva aziendale che prevede lunghissime macerazioni finalizzate alla massima estrazione dei tannini.

Mamaà Negroamaro Rosso viene invece prodotto con la macerazione di circa dieci giorni di uve attentamente selezionate e dal quale è stato eliminato il vinacciolo, al fine del solo utilizzo dei tannini nobili. Grazie alla microssigenazione, ovvero all’apporto di piccole quantità di ossigeno nei contenitori di acciaio (processo che nel legno avviene naturalmente grazie alla sua porosità), il colore risulta di una vivace tonalità rubino e i tannini decisi ma equilibrati. Un prodotto fresco, giovane, dinamico nel quale Massimiliano Apollonio è riuscito nel difficile esercizio stilistico di domare un vitigno di per sé ribelle, rendendolo adatto a un vino di pronta beva.

Essendo l’anno zero, la produzione dei tre vini della linea Mamaà si attesta sulle 10.000 bottiglie per tipologia, confermando, anche in questo caso, la forte propensione dell’azienda al mantenimento di elevati standard qualitativi.

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