Ricossa Antica Casa: i due nuovi gioielli nati nel cuore di un territorio patrimonio Unesco

Letto 463 Email
Ricossa Antica Casa è una giovane cantina nata nel 2004 nel cuore della Tenuta Ca’ dei Mandorli, in Langa Astigiana, precisamente a Castel Boglione nel mezzo della aree più vocate di Langhe, Roero e Monferrato.
 
Appartenente alla galassia del Mondodelvino Spa, 80 ettari di cui 74 vitati, disposti in un corpo unico ad anfiteatro naturale che fa da panorama ad una suggestiva barricaia con botti di rovere e barrique, dove affinano i loro classici vini piemontesi.



L’azienda trae le origini del suo nome da una piccola distilleria fondata dalla famiglia Ricossa, alla periferia di Asti, alla fine del 1800. Nel solco di una tradizione che parte da così lontano, l’azienda ha messo al centro del suo progetto la Barbera, simbolo di questo territorio, diventando in pochi anni un punto di riferimento per la rinascita qualitativa di questo straordinario vitigno.

A dimostrazione di ciò ha puntato sulla denominazione che, seppur giovane, rappresenta la massima espressione della Barbera, il Nizza, di cui il suo Cà dei Mandorli Nizza DOCG 2015 ne vuole diventare il portabandiera.



Barbera in purezza coltivata su un terreno calcareo argilloso, nei vigneti di “Noceto di sopra”, tra lemigliori aree per la produzione di questo vitigno, su colline situate oltre i 450 metri d’altitudine. 18 sono imesi di affinamento, tra acciaio e legno (almeno 6) oltre ad un risposo di circa 2 anni in bottiglia. Il richiamo, nelle forme, delle vecchie bottiglie bordolesi, anche di 100 anni, un po’ riviste, dà al contenuto anche la giusta importanza estetica. Un vino che si caratterizza per il suo profilo organolettico elegante, complesso e preciso. Un naso che apre con le classiche nuance di frutti rossi, per poi virare su sentori balsamici e chiudere con note speziate ed un tocco di cacao. Una leggera volatile non lo disturba, anzi lo rende più emozionante. Il sorso è ricco, suadente esorprendentemente agile, ma questa è la forza della barbera, che con la sua aciditàrende la beva facile. L’altra novità è un insolito rosé, un 100% brachetto, proveniente dalla sua più antica zona di produzione, Sessame, da cui deriva il nome, l’Acqui DOCG Rosé “Sei Anime” 2018.



Un vino che si basa su semplici, ma non banali, concetti: viti di oltre 30 anni, resesui 65 quintali per ettaro, altitudine tra i 250 e 450 metri sul livello del mare, e madre natura che dà una mano grazie anche alle correnti benefiche del “Marino”, il vento che soffia dalla Liguria eche gli dona una certa complessità. Nel colore ricorda i rosati provenzali, un naso floreale (glicine) e balsamico, a tratti attraversato da una vena di pietra focaia. Sensazioni di fragoline di bosco e lamponi lo rendono molto vivo e vivace. Un vino salino ma certo non “da spiaggia”per la sua struttura ricca e densa. Una bocca energica ed un carattere che non dimentica le sue origini ampelografiche. Un rosato che ci ha letteralmente sorpreso. In fondo Costa Azzura e Bandol non sono così lontane.

[Photo Credit: Mondodelvino Spa]
Ultima modifica ilLunedì, 29 Giugno 2020 09:30

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.