Panino sul Gargano e birra del Salento

Scritto da | Pubblicato in birra Panino sul Gargano e birra del Salento

Sui generis la storia odierna.
Composta da sensazioni, storia e affetto.
Stavolta si pecca dal lato opposto.
Quella inclinazione all’Accademia che tanto si prova a sfuggire ma che sempre tende ad avvilupparci proprio la si scansa.
Ed eccoci in Puglia, in tutta la Puglia anche se la birra che racconto è del Nord Salento.

Solo cultori di letteratura minore ignorano l’eccelso valore culturale di Kuaska (Lorenzo Dabove, lo specifico per i negletti) e quando Kuaska arriva ogni birrificio si trasforma in una scuola di alta specializzazione.

Ecco, grazie alla capacità organizzativa di Manila, un pullman di birrofili si è materializzato in un Puglia Tours.


Non c’eravamo ma la notizia che si faceva tappa a Lecce, al B94 di Raffaele Longo, s’è diffusa rapidamente.


E come potevamo noi mancare quando attendeva tanta birra da spillare?


Ogni birra una analisi sopraffina, una sequenza di aneddoti e di piccoli tesori di letteratura e una pletora di giovani a seguire le spiegazioni di Kuaska.


E birre fresche, freschissime, a volte troppo fresche ha spillato Raffaele. Ed in mezzo nuovi pionieri della cultura brassicola salentina: Antonio De Giorgi, benzinaio convertito all’arte della birra e Stefano Chironi, nuova stella del panorama birraio leccese con un paio di bitter (per la verità una APA e una IPA in stile americano) delle quali un giorno vi racconterò. Anzi della Victoria vi ho già accennato. Ma la Capricci attende nota.


Ad accompagnare il tutto una collezione di rustici, panzerotti e dei meravigliosi finger food fatti da Luca Capilungo che è sempre una sicurezza e un fuoco d’artificio quando arrivano i pasticciotti …

Birra dunque, tanta e con tanta cultura.

Su mia richiesta insistente, la chiusura ci ha visti stappare qualche bottiglia di Warning Hop, birra in stile APA ma di una armonia che solo la luce del Salento sa dare. Si tratta di una birra ad alta fermentazione con un IBU assai consistente ma che la mano di Raffaele ha saputo domare con malti e lieviti e sapienza birraia.

Sicché un colore importante, tendente al bruno con riflessi aranciati;
una schiuma importante ampia e persistente dal colore bianco;
un naso importante di luppoli che virano alla resina, in bocca diventano tutti importantissimi.

Niente amaro sdegnoso e astringente ma una sinfonia di caramello e biscotto, con le giuste note di amaro e finale secco e schietto.


Carbonazione di grande classe che rende una birra da oltre 7% di alcool di una freschezza e bevibilità semplicemente meravigliose. (Si vede che mi piace no?)


E mentre la bevevo mi tornava in mente la storia di un altro personaggio pugliese, che abita e opera esattamente dal lato opposto al Salento: Gegé Mangano da Monte Sant’Angelo sul Gargano.


Gegé fa il ristoratore in una di quelle chicche di cui la Puglia è disseminata: Li Jalantuummene, nome di grande prestigio nel panorama enogastronomico pugliese.


Gegé però non ha perso le radici e mi ha raccontato di un panino … il panino dei muratori di Monte Sant’Angelo, me lo ha descritto … grosso modo così:

due fette di pane di Monte San’Angelo (quello impastato con le patate) ripassate nell’uovo e fritte e, in mezzo, delle cicorielle di campagna forse stufate o forse ripassate e dei pomodori secchi … chi poteva accompagnava il panino con qualche pezzetto di caprino e un bicchiere di Neridd.

U’ Neridd adesso non c’è più ma io quel panino con un Warning Hop lo vedrei molto molto in accordo. Non è difficile immaginarli insieme e magari, da qui a venticinque anni, il prossimo salone internazionale dell’alimentazione lo sponsorizzano il panino di Gegé e la birra di Raffaele.


Un bel sogno … destinato a rimanere tale, intanto io non vedo l’ora di assaggiarli insieme e vi invito a fare la stessa cosa fino a quando è possibile, fino a quando terreno, prati, boschi e sorgenti saranno sufficientemente liberi da potercelo permettere.


P.S. La Warning Hop (un tempo “Alice nel paese delle Hopland”) ha un generoso dry hopping ed è dedicata a Simone Pagliaro del Prophet di Lecce.


Tag

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *