Irish Whiskey, il rilancio.

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Il tempo passa e con esso salgono e scendono i cicli del whisky ed anche del whiskey.

Dai tempi nei quali le distillerie irlandesi si contavano a centinaia si è giunti a quattro distillerie operanti delle quali 3 in EIRE (New Midleton, Cooley, Kilbeggan) ed una in Irlanda del Nord (Old Bushmills).

Da qualche anno riaprono altre distillerie con nomi storici (Tullamore e Teeling ad esempio) nelle quali, spesso, il cuore è italiano. E dunque per molti anni il whiskey si è uniformato anche nel gusto trascurando le caratteristiche di zona e anche le gustolfattive di invecchiamento e di blending.

Da qualche anno sono anche ritornati sul mercato prodotti con una certa variabilità ed anche, ovviamente, con fasce di prezzo differenti: dagli intoccabili Green Spon di Mtchell & Sons (Ten Years Old, rarissimo, oltre 3000€) al più abbordabile Power di Midleton tra i Single Pot.

Scendendo verso gli stili ne possiamo classificare cinque: Single Pot Still, Single Malt, Blended Irish Whiskeys, Single Grain Irish Whiskeys, Rare and Collectible.

Ciascuno di loro è caratterizzato da note che possono essere abbinate soprattutto ai piatti irlandesi a base di carne e patate. I single grain sono più orientati verso i piatti di pesce anche se sono un po’ diversi da quelli della cucina italiana.

Ad esempio la Fish Pie con Kilbeggan Single Grain 8 Years Old. Si tratta di un piatto costituito da pesce al forno ricoperto da patate in crosta il tutto molto speziato e gustoso che si sposa ottimamente con le note delicate e morbide del Kilbeggan. Irish Stew per un blending (ad es. un Bushmills).

Siamo comunque in presenza di prodotti sempre molto delicati, dalle note burrate e di nocciola quindi tendenti al dolce.

Per avere la potenza speziata occorre cercare whiskey di lungo invecchiamento magari in botti di rovere americano.

Per chi ama il guanto di velluto e conversare amabilmente con un amabilissimo distillato invece , la botte di bourbon ci restituisce un whiskey dal naso fruttato di uva sultanina, albicocca, e prugna fresca per salire poi verso l’olio di lino, le prugne in confettura e la cannella. In bocca tutta la frutta del mondo ma anche pepe bianco e sapor di biscotto. Abbinato con dei pasticcini di crema al burro e dei piccoli sandwich al salmone è una sensazione paradisiaca e, senza dubbio alcuno, può sostituire tranquillamente il miglior the. Anche nel colore dorato luminoso.

Si chiama Teeling 26 Year Old Single Malt, costa una cifra ma la vale tutta. Certo che il pugno è di ferro, siamo di fronte ad una bottiglia a 46° e l’alcool sembra non esista se non nel dolce tepore che pervade le guance.
Dov’è il trucco? Venticinque anni in rovere usato per il bourbon e uno, l’ultimo, ad affinare in una botte di Borgogna …
“Sláinte!”

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