Spiritoso come una bevanda …

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Come promesso si parte con i distillati … ooops, pardon, con le “bevande spiritose“. So che è una barba cominciare dalla legge ma noi siamo tutti targati MDC e quindi andiamo avanti così.
Quindici gradi.
Soglia importante rispetto alla presenza di alcool etilico.

Sopra i quindici gradi si abbandona il mondo dei nomi usuali (vino, birra, sidro, kirsch, idromele, ecc. ) e si entra nell’infinito mondo delle “bevande spiritose”.

Non è l’universo dei bicchieri e delle bottiglie che si sganasciano dalle risate raccontandosi barzellette spinte o ingaggiando tenzoni a colpi di battute sagaci. Bevande spiritose è l’insieme delle bevande alcoliche che: “hanno caratteristiche organolettiche particolari e un titolo alcolometrico minimo di 15% vol. Le bevande spiritose sono prodotte sia direttamente mediante distillazione, macerazione o aggiunta di aromi, sia mediante miscelazione di una bevanda spiritosa con un’altra bevanda, con alcool etilico di origine agricola o con taluni distillati.”

Perché, come facemmo con la birra, bisogna sempre principiare dalle condizioni reali e concrete che gli umani del nostro tempo hanno definito. In caso contrario ci ritroveremmo di colpo nell’iperspazio dell’aria fritta. Per noi, che ci appassioniamo all’epicureo raffronto, l’aria, fritta o in salmì, non è piatto gradito e quindi ci rituffiamo a bomba nel faticoso mondo del reale.

Ed allora una prima puntata di noiosa legislazione comunitaria.

Art. 2 – Definizione di bevanda spiritosa

1. Ai fini del presente regolamento (Regolamento (CE) N. 110/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 gennaio 2008), per «bevanda spiritosa» si intende la bevanda alcolica:

a. destinata al consumo umano;

b. avente caratteristiche organolettiche particolari;

c. avente un titolo alcolometrico minimo del 15 %;

d. prodotta:

i)direttamente:

(1)mediante distillazione, in presenza o meno di aromi, di prodotti fermentati naturalmente, e/o mediante macerazione o trattamento simile di materie vegetali in alcole etilico di origine agricola e/o distillati di origine agricola, e/o bevande spiritose ai sensi del presente regolamento, e/o mediante aggiunta di aromi, zuccheri o altri prodotti edulcoranti elencati nell’allegato I, punto 3, e/o di altri prodotti agricoli e/o alimentari all’alcole etilico di origine agricola e/o a distillati di origine agricola e/o a bevande spiritose ai sensi del presente regolamento;

ii)mediante miscelazione di una bevanda spiritosa con una/uno o più:

(1)altre bevande spiritose, e/o alcole etilico di origine agricola o distillati di origine agricola, e/o altre bevande alcoliche, e/o bevande.

2.Non sono tuttavia considerate bevande spiritose le bevande dei codici NC 2203, 2204, 2205, 2206 e 2207.

3.Il titolo alcolometrico minimo di cui al paragrafo 1, lettera c), lascia impregiudicata la definizione per il prodotto nella categoria 41 di cui all’allegato II.

Dunque la birra (NC 2203), il vino (NC 2204), il vermuth (NC 2205), tutte le sostanze alcoliche da fermentazione (sidro, idromele, ecc. NC 2206), Alcole etilico non denaturato con titolo alcolometrico volumico uguale o superiore a 80% vol.; alcole etilico ed acquaviti, denaturati, di qualsiasi titolo (NC 2207), non sono “bevande spiritose” ma sono regolate da altre specifiche normative. Una deroga particolare va ai liquori all’uovo che, pur essendo soggetti a tasso alcolico inferiore a 15% rimangono “bevande spiritose”.

Appuntamento alla prossima settimana con sua Eccellenza il Rum.

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