I disseccanti a base di Glifosate “causa di problemi e avvelenamenti”

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I disseccanti a base di Glifosate (Roundup e simili) rappresentano “la più frequente causa di problemi e avvelenamenti”.

Da numerose pubblicazioni sono riportati disturbi di molte funzioni vitali a seguito dell’esposizione a normali livelli d’uso dei disseccanti agricoli.
E’ quasi raddoppiato il rischio di aborto spontaneo ritardato e i bambini nati dai lavoratori esposti hanno evidenziato un livello elevato di deficit neurologici.
Il Glifosate (Roundup-Monsanto) altera la mitosi cellulare in una maniera che può essere collegata al tumore nell’uomo. Provoca ritardi nello sviluppo scheletrico del feto in ratti di laboratorio. Inibisce la sintesi degli steroidi ed è genotossico nei mammiferi, nei pesci e nelle rane. E’ letale e altamente tossico per i lombrichi.

Inoltre, Glifosate produrrebbe metaboliti cancerogeni. In una ricerca svedese, il Linfoma non Hodgkin è stato correlato all’uso di glifosate (L. Hardell and M. Eriksson: “A case-control study of non-Hodgkin lymphoma and Exposure to Pesticides” – Cancer, 15 Marzo 1999, Vol. 85, n.6.).
Monsanto ha sempre dichiarato che il Roundup è innocuo per l’ambiente e biodegradabile. In realtà tali prodotti si ritrovano nelle falde acquifere, come dimostrano i dati delle ARPA, presentati a un recente convegno all’Università di Perugia, che segnalano aumenti delle presenze di residui e metaboliti pericolosi, in tutte le aree ad acquiferi sensibili. Per questa pubblicità menzognera Monsanto è stata condannata sia a New York che in Francia a multe salatissime. Ed oggi non è più riportata in etichetta la presunta biodegradabilità del prodotto.

Recentemente l’associazione inglese ISIS, nel Press Release del 11/02/09 dal titolo “Death by Multiple Poisoning, Glyphosate and Roundup”, chiarisce che anche le concentrazioni molto basse dell’erbicida sono altamente tossiche per le cellule umane. In rete è disponibile il film “Il mondo secondo Monsanto” (www.youtube.com), con sottotitoli in italiano, di Marie Monique Robin, di cui si consiglia di leggere anche il libro dallo stesso titolo, pubblicato da Arianna Editrice. Se si analizzano tutti i documenti relativi a ricerche condotte sugli effetti del Roundup, è evidente che la vendita dell’erbicida dovrebbe essere assolutamente vietata.

Mentre invece oggi, nonostante l’assoluta inutilità tecnica, in quanto sostituibili con altre pratiche come il taglio o il pirodiserbo, i disseccanti vengono impiegati lungo le strade e addirittura nei giardini pubblici e privati. Soprattutto l’uso agricolo su vaste aree per disseccare l’erba prima della semina delle coltivazioni, o sotto i filari di viti, olivi e frutteri, inquina vaste aree, esponendo i terreni all’erosione, riducendo la fotosintesi, la biodiversità e l’humus, in contrasto al protocollo di Kyoto, quando la preparazione dei terreni per la semina, in ogni caso va fatta con erpici e l’erba nelle coltivazioni arboree e lungo le strade e i fossi dovrebbe essere semplicemente tagliata con semplici attrezzature. Di ciò non si tiene ancora conto nei criteri di Condizionalità ambientale della PAC. Addirittura, l’impiego dei disseccanti è consentito ed incentivato attraverso i disciplinari di cosiddetta Produzione Integrata, attraverso i quali vengono erogati i Pagamenti Agroambientali europei, dei Piani di Sviluppo Rurale regionali, che dovrebbero invece consentire la sostituzione dei mezzi chimici in agricoltura, attraverso l’Agricoltura Biologica o Bio-Integrata. Nonostante le enormi risorse impiegate in tali programmi (25 miliardi di € disponibili per il periodo 2007-2013), l’Italia oggi è il primo paese europeo per consumo di Pesticidi chimici, con oltre il 35% dell’impiego totale in Europa.

Nel gennaio 2009 il Parlamento Europeo ha approvato una direttiva sull’Uso sostenibile dei fitofarmaci, che, una volta recepita dall’Italia, vieta l’uso dei pesticidi in parchi, giardini pubblici, campi sportivi, cortili delle scuole e anche in prossimità di strutture sanitarie. Dovrà essere ridotto anche l’utilizzo di pesticidi lungo strade, linee ferroviarie, in prossimità di acque superficiali o sotterranee e da vietare l’impiego di aerei per il trattamento dei campi.

In base a queste considerazioni è urgente il Divieto di ogni impiego di disseccanti sul territorio da parte dei Sindaci Comunali, in applicazione del Principio di Precauzione europeo, in qualità di garanti dei diritti inviolabili alla salute e all’ambiente salubre (Art. 9 e 32 della Costituzione Italiana).
Affinché le aziende ed i privati rispettino la salute di tutti i cittadini e dell’ambiente.

Dal momento che oggi, attraverso i Pagamenti Agroambientali, obbligatori e prioritari, le Regioni devono compensare tutti i mancati redditi e maggiori costi, più un 20% di costi di transazione, agli agricoltori che si riconvertono alla Produzione Biologica o che sostituiscono i prodotti  chimici, con tecniche agroecologiche, tutta l’agricoltura ne avrebbe anche da guadagnare a livello economico.

Vanno considerati inoltre gli enormi all’apicoltura, per la mortalità diretta delle api e per la distruzione delle fioriture primaverili con avvelenamento del miele e del polline, con danni alla fauna selvatica, oltre che paesaggistici e al turismo rurale, derivanti dalla vista di colline e terreni disseccati da un ”Agente arancio”, che distrugge il senso stesso della Primavera. Un’attentato alla salute globale nostra e dei nostri figli.

Dulcis in fundus: Le erbe infestanti diventano resistenti ai disseccanti in breve tempo e, sotto le coltivazioni arboree, si sviluppa inoltre una flora di sostituzione, durante il periodo estivo più secco, operando una forte competizione idrica, mentre in primavera l’erba sulla fila sotto le piante non da nessun fastidio e può essere sfalciata a maggio coprendo il terreno con una pacciamatura che lo mantiene fresco per tutta l’estate. Basterebbe applicare i corretti criteri di Agroecologia.

Sindaci di tutti i Comuni: Fermate questo scempio alla nostra bella Italia ed alla salute degli Italiani !

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