Vertenza sui PSR 2007-2013

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Premessa
E’ necessario innanzitutto sollecitare i Sindaci, responsabili in primis della salute e della sanità dell’ambiente, diritti Costituzionali inviolabili, verso i propri cittadini (Art 9 e 32 Costituzione ed Art. 41 sulla libertà di iniziativa economica che non deve danneggiare la salute umana ed ambientale). Sono necessarie Ordinanze di Divieto d’impiego di Pesticidi chimici di sintesi nel territorio, che va dichiarato BIOLOGICO, dal momento che l’inquinamento da pesticidi  è arrivato a livelli di bio-accumulo pericolosissimi per la salute pubblica, con oltre 118 Pesticidi ritrovati nelle acque superficiali e di falda (Fonte Arpa ISPRA – Agricole).

L’Istituzione delle Bioregioni godrebbero di notevoli sostegni per il moltiplicarsi dei benefici agroambientali, in particolare attraverso le azioni d’area e in  zone di particolare rilievo Naturalistico (Natura 2000) e sanitario (Aree suburbane) e nel caso di aree fortemente soggette ad incidenza di patologie croniche.

Ciò soprattutto in quanto l’UE finanzia la riconversione biologica dei territori agricoli attraverso i pagamenti agroambientali e di Benessere Animale, che devono coprire tutti i mancati redditi e maggiori costi più un 20% agli agricoltori che si riconvertono al Biologico.
In sostanza, il Biologico deve convenire a tutti gli agricoltori, per gli immensi benefici sociali che ne derivano, compensato dai Pagamenti del servizio sociale agroambientale.

I fondi sono obbligatori e prioritari, dal 2000, sui PSR Regionali, con oltre 200 miliardi di € disponibili in UE per il Periodo 2007-2013 !!! (in Italia 25 miliardi di cui  sono stati spesi, ad oggi meno del 50%)

Ma le regioni non applicano correttamente le politiche comunitarie agroambientali, erogando delle elemosine al Biologico. I fondi agroambientali vengono erogati tardi e molto  inferiori a quanto previsto dalle norme UE.

Ciò è illegittimo.

Soprattutto in quanto Pagamenti Agroambientali vengono erogati per una falsa agricoltura Integrata, secondo disciplinari di produzione che prevedono  un numero di trattamenti chimici superiore a quanto normalmente attuato dagli agricoltori, con distrazione di risorse, censurata dalla Corte dei Conti UE (nota 3/2005).

Il Consumo di Pesticidi in Italia, infatti, invece di diminuire, come prevedeva la programmazione agroambientale, è aumentato

Oggi non c’è più nessuna necessità di usare Pesticidi Chimici, se non in casi eccezionali e sotto autorizzazione tecnica (è questa la vera Agricoltura Integrata, secondo quanto previsto dalle linee guida nella Decisione CE del 30 -12 – 1996, intesa come Deroga all’Agricoltura Biologica) ed, anzi, si impone il loro divieto, per l’abbondanza di mezzi tecnici alternativi disponibili registrati al commercio (ovvero efficaci e testati contro le avversità delle piante) e per il rispetto dei diritti inviolabili alla salute e all’Ambiente, oltre che per il rispetto del principio di precauzione del trattato europeo.

Non ci sono problemi a produrre biologico e spesso si valorizza anche il prodotto alla fine della conversione, dobbiamo solo organizzare l’informazione e l’assistenza con una rete di tecnici di  fiducia e una adeguata promozione commerciale

Se non ci si muove adesso che ci sono i soldi, quando?

Rischiamo addirittura che i soldi tornino indietro alla UE, nel caso le Regioni non li utilizzino a dovere…

Sono anni che scrivo ai rappresentanti attuali del biologico e degli enti di certificazione, senza adeguate risposte.
E’ necessario pertanto che si costituisca una grande Associazione Nazionale degli agricoltori Biologici che nomini un comitato tecnico scientifico e giuridico-legale i cui rappresentati partecipino ai Comitati di sorveglianza e ai tavoli di Parternariato, obbligatori per la concertazione sui PSR Regionali (trattandosi di implicazioni in materia di salute ed ambiente), in base ai regolamenti comunitari

vi allego la nota informativa del sottoscritto Prof. Giuseppe Altieri , Agroecologo, che sta seguendo come consulente i ricorsi ai tribunali amministrativi e le Concertazioni in Umbria, Toscana, Marche e Campania, dal 2008

E’ necessario sensibilizzare gli agricoltori sulla necessità di adesione ai ricorsi ai TAR in tutte le Regioni.

Dr. Giuseppe Altieri
tel 075-8947433347-4259872
Studio AGERNOVA – Servizi Avanzati per l’Agroecologia e la RicercaLoc.
Email: [email protected]
Web: www.agernova.it

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