Monterucco ed il suo Pinot Nero d'Oltrepò

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Monterucco ed il suo Pinot Nero d'Oltrepò Monterucco ed il suo Pinot Nero d'Oltrepò
Sappiamo come Pinot Nero ed Oltrepò Pavese siano un binomio di grande successo ed in grado di regalarci Vini di spessore Qualitativo, oggi vedremo come questo connubio venga interpretato dalla Cantina Monterucco.
Ci troviamo a Cigognola, in provincia di Pavia, più precisamente all'inizio della Valle Scuropasso, sulla prima fascia dell'Oltrepò Pavese orientale, dove l'azienda venne fondata nel 1936 da Luigi Valenti, mentre ora la tradizione è portata avanti dai due fratelli Roberto e Silvano.

La proprietà può contare su circa 20 ettari di Vigneto dove vengono coltivate le principali tipologie di Uva tipiche dell'Oltrepò, fra cui citiamo: Pinot Nero, Riesling, Croatina, Uva Rara, Barbera, Pinot Grigio, Chardonnay, Moscato, Ughetta di Canneto e Cabernet, con una produzione media annua di circa 150.000 bottiglie.

Silvano Valenti si occupa principalmente della parte relativa alla gestione dei Vigneti, coadiuvato dall'agronomo Paolo Ferrari, mentre il fratello Roberto è maggiormente dedito alle attività di Cantina, supportato dall'enologo Carlo Saviotti.

La Cantina Monterucco aderisce al “Piano di sviluppo rurale misura 214” per il perseguimento del basso impatto ambientale.

La loro produzione può contare su circa una ventina di etichette, noi oggi ci dedicheremo alla Degustazione dei loro due Metodo Classico, ottenuti principalmente da Pinot Nero, scopriremo così quale taglio gustativo la Cantina Monterucco vuole conferire a questi Spumanti, con un “filo conduttore” che accomuna entrambi i Vini.

Partiamo con l'Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg Brut Millesimato 2007, ottenuto da un uvaggio composto da 85% Pinot Nero e 15% Chardonnay, permanenza sui lieviti di 36 mesi, titolo alcolometrico 12,5%.

Nel bicchiere si presenta con una veste color giallo paglierino dai riflessi dorati, con un perlage fine e di bella persistenza.

Al naso i profumi sono di buona intensità, ad emergere immediatamente sono sentori di lievito e biscotto, subito seguiti da note minerali, con la presenza dello Chardonnay che placa in parte la natura “maschia” dei profumi derivanti dal Pinot Nero.

In bocca l'ingresso è di buona intensità, non eccessivamente potente, con le componenti principali ben calibrate fra loro all'insegna di una globale gradevolezza di beva.

Buona la morbidezza con un finale che vede emergere un carattere piuttosto sapido.

Il punto di forza di questo Metodo Classico è la sua “semplicità” nel senso positivo del termine, che gli consente di esser molto versatile nell'abbinamento quotidiano, un Vino con il quale si entra facilmente in confidenza, senza eccessive morbidezze o durezze, ma con un garbato equilibrio complessivo che dona un carattere “gentile”.

Dedichiamoci ora al Metodo Classico Brut Rosè “Monrosè” 2006, ottenuto con 100% Pinot Nero, permanenza sui lieviti superiore ai 36 mesi, titolo alcolometrico 12,5%.

Affascinante l'aspetto visivo con il Vino che nel bicchiere si presenta con un brillante rosa cerasuolo dalla bella tonalità, con un perlage fine e di buona persistenza.

Il comparto aromatico appare subito molto gradevole, gli iniziali sentori di lievito vengono subito sovrastati da intriganti profumazioni fruttate e floreali, dove si posso riconoscere note di ciliegia, rosa e geranio.

In bocca si coglie subito il taglio gustativo di questo Metodo Classico, votato decisamente alle morbidezze, con una cremosità che accarezza in modo elegante il palato, acidità e sapidità sono ben bilanciate in un equilibrio che senza dubbio strizza l'occhio alle rotondità, regalando un carattere piuttosto “femminile”.

Nel finale emerge una leggera sapidità, con dei retrogusti molto piacevoli che ricordano le note di ciliegia percepite al naso.

Siamo di fronte ad un Pinot Nero vinificato in purezza che non punta sulla potenza e sulle sue peculiarità “maschie”, spesso riscontrabili in questa tipologia di Metodo Classico dell'Oltrepò, Monterucco invece vuole un Vino più “ruffiano” e seducente, con il quale si entra facilmente in confidenza.

Ovviamente qui ci di trova di fronte a delle correnti di pensiero diverse, gli amanti del Pinot Nero duro e puro forse vorrebbe caratteristiche gusto-olfattive più decise, chi invece ha voglia di concedersi un Metodo Classico fruttato, morbido e rotondo trarrà grande piacere da questo Rosè.

Personalmente amo la “Democrazia” nel Vino, per cui ritengo queste declinazioni gustative complementari fra loro, nessuna è più “giusta” dell'altra, semplicemente è un modo diverso di interpretare un Vitigno ed un Territorio.

Di indubbio interesse è il discorso legato al rapporto Qualità/Prezzo, visto che in Cantina questi due Metodo Classico sono acquistabili a cifre che non superano i 10 euro, rendendoli ancor più appetibili nell'uso quotidiano in abbinamento alla loro piacevole rotondità gustativa.

Buona Degustazione con questi Pinot Nero d'Oltrepò.
Ultima modifica ilVenerdì, 24 Agosto 2012 06:52

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