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Falanghina Spumante e le sue interpretazioni

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Falanghina Spumante e le sue interpretazioni Falanghina Spumante e le sue interpretazioni
Oggi parliamo di un Vitigno a bacca bianca molto popolare e diffuso in Campania, la Falanghina, che nella maggior parte dei caso viene vinificato fermo, ma per le sue peculiarità alcuni Produttori amano valorizzarlo in versione spumantizzata.
Quest'Uva da anni incarna il simbolo dell'animo campano per quanto riguarda i Vini bianchi, condividendo la tradizione Vitivinicola locale con Greco e Fiano.

La coltivazione della Falanghina risale ai secoli scorsi e se ne trova traccia anche in autorevoli testi Enoici di quei tempi, di fatto la tradizione è consolidata da così tanto tempo che la Campania considera questo Vitigno autoctono, ritenendolo uno dei “gioielli” vitivinicoli di cui andare orgogliosi.

Proprio per questo la Falanghina è presente negli uvaggi di molte Doc della regione, ma l'enorme fiducia in tale Uva ha portato ad ottenere splendidi risultati vinificandola in purezza, enfatizzando al meglio le sue peculiarità organolettiche, con grossi risultati per esempio nelle Denominazioni Sannio, Campi Flegrei e Falerno del Massico, ma vette di interesse non mancano anche in altre zone della regione.

E' abbastanza complicato trovare la versione spumantizzata di questo Vitigno al di fuori della Campania, per cui se all'interno di quest'ultima viene vista in maniera più “amichevole”, al di fuori dei confini regionali invece molti non sanno nemmeno dell'esistenza di tale tipologia di Falanghina.

Quando si parla di Bollicine prodotte non con le “canoniche” Uve, gli animi degli Appassionati spesso si dividono, con una parte di “scettici” che storce il naso manifestando a priori perplessità.

Personalmente nel campo Enoico appartengo alla categoria dei “curiosi”, per cui quando mi trovo di fronte a qualcosa di nuovo, fuori dagli schemi o meno tradizionale, mi butto a capofitto nella scoperta e nell'analisi di questa novità, solo dopo aver Degustato posso provare a fare delle considerazioni.

Intendiamoci, è giusto aver uno spirito critico che si interroga sulle potenzialità di un Vitigno in campo di Spumanti, giusto interrogarsi sul microclima in cui cresce, giusto interrogarsi sul Territorio dove si coltiva, ma l'importante è che queste analisi a priori non servano ad ingenerare preconcetti che possono indurre ad una successiva Degustazione ricca di pregiudizi preventivi.

Per cui mi sono accostato in modo assai propositivo alla mia prima esperienza di fronte a degli Spumanti ottenuti con la Falanghina, che sino a quel momento avevo Degustato solo vinificata ferma, come accade per la maggior parte degli Appassionati.

Le due Cantine prese in considerazione appartengono alla zona di Napoli, per cui abbiamo una certa omogeneità territoriale di massima in questo confronto, inoltre entrambi i Vini analizzati vengono prodotti con il metodo della rifermentazione in autoclave.

Approfondiremo queste interpretazioni evidenziandone affinità e differenze, frutto del Territorio e delle personali filosofie di chi le ha prodotte.

Partiamo con lo Spumante “Flaegreo” Brut delle CANTINE FEDERICIANE MONTELEONE, (Marano di Napoli), ottenuto con 100% Falanghina utilizzando il Metodo Charmat/Martinotti con una permanenza sui lieviti di 12 mesi, titolo alcolometrico 11.5%.

Nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino dai riflessi dorati, bella brillantezza, perlage fine e di buona persistenza.

I profumi sono sicuramente intesi e si declinano su evidenti sentori di frutta bianca matura, con note che ricordano il melone e l'albicocca, molto particolari, accompagnati da un leggero sottofondo minerale.

In bocca a rendere molto gradevole il Vino contribuisce la morbidezza abbinata ad un globale equilibrio, senza spigolature, con una rotondità gustativa che domina, all'insegna della piacevolezza di beva.

Tono frizzante delicato, acidità calibrata con una leggera nota sapida finale.

Veniamo ora al secondo Vino, lo Spumante “Astro” Extra-dry delle CANTINE ASTRONI (Napoli), ottenuto anch'esso con Falanghina in purezza e Metodo Charmat/Martinotti, titolo alcolometrico 12%.

Dal punto di vista visivo si presenta giallo paglierino con riflessi dorati, manifestando peculiarità analoghe allo Spumante precedente.

Al naso invece è percepibile una certa differenza, pur cogliendo anche qui dei gradevoli sentori di frutta bianca matura, presentano una maggior incisività delle note piacevolmente minerali che prevalgono sui sentori fruttati, il tutto con tonalità intense.

In bocca invece abbiamo una predominanza della componente acido/sapida che identifica il taglio enologico voluto dall'azienda, con un complessivo equilibrio che però predilige il nerbo delle durezze piuttosto che la morbidezza, con un finale che riporta alla mineralità percepita al naso.

Nonostante il primo Spumante sia un Brut ed il secondo un Extra-Dry, a livello gustativo non ci sono grosse differenze per quanto riguarda la percezione del residuo zuccherino, che evidentemente ha valori non troppo lontani.

Ottimo il rapporto Qualità/Prezzo per entrambi questi Vini, dato che in Cantina sono acquistabili a cifre inferiori a 10 euro.

Nel complesso va messa in evidenza la bella gradevolezza di beva posseduta da questi Spumanti, non troppo impegnativi, ma dotati di una tipicità che li rende originali sia a livello olfattivo che gustativo, sicuramente piacevoli da Degustare.

Il primo è più adatto a chi ama lo Spumante dotato di morbidezza e rotondità, ideale anche per un fuori pasto come Vino da “conversazione”.

Il secondo invece per chi preferisce Bollicine più incisive, in grado di dare il meglio in fase di abbinamento, dove sfruttare la componente acido/sapida più evidente.

Vi lascio quindi alla Degustazione di questi Spumanti, prima di tutto per conoscere le sfumature derivanti dalla Falanghina in purezza, poi per individuare quale taglio enologico preferite secondo il vostro gusto, magari decidendo di dedicare ognuna di esse al contesto più adatto di volta in volta.

Soprattutto, non abbiate mai preconcetti prima di assaggiare uno Spumante prodotto non con le classiche Uve da Bollicine, luoghi comuni e pregiudizi sono sempre deleteri per la scoperta del nuovo.
Ultima modifica ilVenerdì, 07 Settembre 2012 20:18

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