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L'Uva Mornasca è anche Metodo Classico

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Oggi proseguiamo il discorso sulla Mornasca (o Uva di Mornico) iniziato alcuni giorni fa con un articolo di Vinoway, ma questa volta ovviamente approfondiremo la sua vinificazione come Metodo Classico, sempre secondo l'interpretazione della Cascina Gnocco, l'unica Cantina che ha deciso di puntare in maniera sostanziale su questo Vitigno.
Facciamo un breve riepilogo della storia per chi non avesse letto quell'articolo specifico, ovviamente senza entrare in tutti i dettagli: chi fosse interessato può approfondire l'argomento dedicandosi alla lettura di quanto scritto nei giorni scorsi.

Alcuni anni fa Domenico Cuneo ha deciso di puntare sull'Uva Mornasca di cui possedeva alcuni filari nei Vigneti di famiglia: una prima vinificazione eseguita in purezza da Uve sovramature ha dato entusiasmo e consapevolezza per quanto concerne le potenzialità di questo raro Vitigno.

Successivi studi fatti in collaborazione con l'Università di Milano hanno migliorato la conoscenza e permesso di inserire la Mornasca nell'elenco ufficiale delle Uve coltivabili in Oltrepò Pavese.

Dopo anni soddisfacenti di vinificazione in rosso, Domenico Cuneo ha deciso di provare la spumantizzazione dell'Uva di Mornico, ovviamente con le opportune differenze anche in Vigna, infatti di solito si lascia sovramaturare il grappolo sino alla fine di Ottobre e il relativo Vino viene affinato in tonneaux da 500 litri, invece per la base spumante l'Uva viene vendemmiata in anticipo (inizio Settembre) per lasciare un superiore e adeguato corredo acido.

E' interessante precisare che la Mornasca comunque è già ben dotata dal punto di vista dell'acidità, infatti anche nella vinificazione in rosso Cascina Gnocco ottiene dei prodotti caratterizzati da una bella freschezza che si mantiene nel corso degli anni, offrendo così un ottimo contributo all'equilibrio di Vini prodotti da Uve sovramature.

L'approccio scelto da Domenico Cuneo per il suo nuovo Metodo Classico è stato quello di una vinificazione in “rosa”, con la volontà di ottenere uno Spumante che comunque abbia delle doti aromatiche e di struttura il più “affini” possibili ai suoi Vini rossi ottenuti con la Mornasca, ovviamente con le debite proporzioni dovute alle diversità intrinseche delle due tipologie.

Veniamo quindi alla Degustazione del Metodo Classico Brut Rosè (annata 2009), prodotto con 100% Uva Mornasca, vino base affinato in acciaio, permanenza sui lieviti di circa 30 mesi, titolo alcolometrico 13%.

Nel bicchiere si presenta con un brillante rosa antico reso ancor più elegante da un perlage fine e di ottima persistenza.

All’esame olfattivo questo Metodo Classico presenta profumi molto intensi e di bella complessità: si parte con delicati sentori di lievito su cui emergono decise le componenti floreali e fruttate, iniziando da note di petali di rosa e geranio, passando poi a un gradevole profumo di melograno, quest’ultimo percepito anche nei Vini rossi più giovani prodotti con Mornasca in purezza, una connotazione aromatica evidentemente frutto del binomio Vitigno-Territorio.

In bocca l'ingresso è intenso, piuttosto secco, dotato di buona struttura, con un approccio gustativo abbastanza cremoso e un ottimo equilibrio garantito dal comparto acido/sapido che nel finale si manifesta con una lunga scia minerale, abbinata ad un deciso richiamo delle sensazioni fruttate/floreali percepite al naso, che nell'insieme garantiscono una piacevole persistenza gustativa.

Uno Spumante di personalità che non teme ambiziosi abbinamenti a tavola, per cui potreste metterlo alla prova per esempio con Frittura di Pesce, Lasagne al Radicchio, Carpaccio di Salmone, Tagliere di Salumi.

In Cantina questo Metodo Classico può essere acquistato a una cifra di circa 16 euro per bottiglia.

Dopo il positivo confronto con la Mornasca vinificata in rosso della Cascina Gnocco posso confermare le piacevoli sensazioni avute Degustando questo Metodo Classico, che soprattutto nel comparto olfattivo e nel retrogusto indica chiaramente che ci si trova di fronte a uno Spumante particolare, prodotto con un'Uva in grado di imprimere delle peculiarità organolettiche al Vino, che in questo modo presenta nel bicchiere un suo carattere ben preciso e non omologato.

L'Oltrepò Pavese nelle sue variegate sfumature Enoiche ci regala anche il confronto con questo raro Vitigno Autoctono, intimamente legato a un piccolo Territorio e rilanciato dall'appassionata lungimiranza di Domenico Cuneo, un Vignaiolo che ha creduto e scommesso su quest'Uva offrendo agli Appassionati un Vino rosso e un Metodo Classico originali e di personalità.

A voi ora la curiosità di “conoscere” l'Uva di Mornico.
Ultima modifica ilGiovedì, 17 Gennaio 2013 21:40

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