Il Bianchello si veste di bollicine per conquistare il Metauro

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Oggi con la rubrica Spumantiway torniamo a parlare delle Marche, in particolare approfondiremo un Vitigno a bacca bianca presente nella zona nord di questa regione, il Bianchello, che a livello mediatico è offuscato dal meritato blasone del Verdicchio: avremo modo di conoscere la produzione di una Cantina che lo interpreta in maniera qualitativamente interessante.
Vitigno ricco di acidità e mineralità, il Bianchello (detto anche Biancame) vede la sua maggior diffusione nella zona del fiume Metauro, in diversi comuni nei dintorni di Fano, in provincia di Pesaro Urbino, dove troviamo la relativa denominazione Bianchello del Metauro Doc.

La storia di ques'uva è piuttosto nebulosa, a livello scientifico alcuni studiosi sostengono che si tratti di un biotipo di Trebbiano Toscano, anche se sinonimi come Greco Bianchello fanno supporre una parentela con l’uva Greco: comunque a oggi nessuna di queste ipotesi può ritenersi certa e definitiva.

Una delle migliori interpreti di questo Vitigno è l’azienda agricola Guerrieri, situata a Piagge in provincia di Pesaro Urbino, una realtà a conduzione familiare che affonda le proprie radici sin dai primi dell’800, con un’agricoltura dedicata alla produzione vitivinicola, di olio e cereali, che a oggi può contare su una superficie di circa 207 ettari, di cui 34 sono dedicati alla coltivazione della Vigna.

Un aspetto encomiabile che ritengo doveroso sottolineare è la profonda attenzione dell’azienda Guerrieri nei confronti dell’energia solare, infatti nel 2011 hanno realizzato un impianto fotovoltaico da 300 kwp utilizzando esclusivamente i tetti degli immobili aziendali, poiché sono contrari in maniera decisa all’installazione d’impianti a terra.

L’energia prodotta da tale impianto è sufficiente a soddisfare il fabbisogno delle attività aziendali, quindi la restante energia viene immessa nella rete e usufruita da altre realtà locali.

Una visione lungimirante che deve fungere da esempio per altri Produttori che, avendo le opportune potenzialità economiche, dovrebbero credere maggiormente in questa forma di tecnologia che sfrutta il meraviglioso potenziale italiano in termini d’irraggiamento solare.

In quest’ottica ritengo interessante citare la frase che riassume il pensiero della famiglia Guerrieri: ”La terra non l’abbiamo ricevuta in eredità dai nostri genitori, ma l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli”, a supporto di questa tesi c’è il forte impegno dell’azienda anche come “fattoria didattica”, organizzata con una ricettività in grado di avvicinare le persone al mondo agricolo, nelle sue varie sfumature.

Ho avuto modo di Degustare tutte le etichette della cantina Guerrieri realizzate con il Bianchello, nello specifico si tratta di tre Vini bianchi fermi ottenuti in purezza e di uno Spumante Metodo Martinotti dove è presente in uvaggio con una percentuale di Chardonnay.

Ovviamente nell’ambito della rubrica approfondiremo quest’ultima tipologia, ma l’aver Degustato tutta la produzione di Bianchello mi è stato utile per comprenderne la filosofia, le potenzialità e la tipicità, individuando un filo conduttore che si può ritrovare in ogni singola interpretazione.

Procediamo con la Degustazione dello Spumante Brut “Guerrieri”, ottenuto con 80% Bianchello e 20% Chardonnay, rifermentazione in autoclave con il Metodo Martinotti, titolo alcolometrico 11,5%.

Nel bicchiere si presenta con un brillante color giallo paglierino dalla tonalità piuttosto tenue, con delle bollicine che presentano un buon livello di finezza e persistenza.

Per quanto riguarda il comparto aromatico il riscontro è sicuramente molto positivo, sia in termini d’intensità sia per la complessiva gradevolezza: i profumi che inizialmente si colgono con maggior chiarezza sono quelli di fiori bianchi, freschi e fragranti, accompagnati da un sottofondo sicuramente minerale, poi col passare dei minuti si arricchisce la complessità grazie alla comparsa di gradevoli sentori di erbe aromatiche, con un leggero tocco di agrumi.

A livello gustativo l’ingresso in bocca ha una buona intensità, ma subito si coglie il carattere piuttosto “femminile” di questo Spumante, con un sorso dalla gradevole cremosità, equilibrato, secco, dove emerge con ottima eleganza la connotazione minerale che soprattutto nel finale si esalta lasciando in bocca una lunga e stuzzicante scia sapida.

La Cantina Guerrieri ha scelto di enfatizzare al meglio le doti varietali del loro Bianchello, arricchendolo con una percentuale di Chardonnay in modo da incrementare la complessità gusto-olfattiva, delineando un carattere che strizza l’occhio alla gradevolezza di beva, con profumi fini ed eleganti, accostati a un gusto delicato e non eccessivamente potente.

Uno Spumante che si concede piuttosto facilmente, con cui si entra in sintonia senza troppe difficoltà, però non banale o scontato, ma con un profilo organolettico che possiede molte analogie con gli altri Vini fermi prodotti con il Bianchello dall’azienda Guerrieri.

In Cantina potete acquistare questo Spumante Metodo Martinotti a poco più di 8 euro per bottiglia.

La regione Marche è la patria di uno fra i migliori Vini bianchi italiani, il Verdicchio, declinato secondo le interpretazioni di Jesi e Matelica, ma non dimentichiamoci mai di tutti quei Vitigni autoctoni meno blasonati che arricchiscono il prezioso patrimonio ampelografico, non tutti hanno il privilegio di essere i “fuoriclasse” Enoici di un Territorio, ma ci si può emozionare con essi grazie alle valide interpretazioni di singoli Produttori: Il Bianchello vi aspetta per essere Degustato.
Ultima modifica ilMartedì, 22 Ottobre 2013 18:34

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