Arunda: Metodo Classico in “vetta” all’Europa

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Oggi siamo in Alto Adige e approfondiremo assieme una realtà che rappresenta un punto di riferimento per quanto riguarda il Metodo Classico italiano, prima di tutto per il livello Qualitativo complessivo della propria produzione, ma anche perché ha il privilegio di essere la Cantina per l’affinamento di Metodo Classico più “alta” d’Europa. Ci troviamo a Meltina in provincia di Bolzano, qui Josef , Marianna e Michael Reiterer gestiscono la Cantina Arunda Vivaldi, fondata nel 1979, che oggi è il principale interprete dell’Alto Adige per quanto concerne i Vini rifermentati in bottiglia, sui quali è basata tutta la produzione di questa Cantina, vissuta come vera e propria filosofia di vita Enoica.

Josef Reiterer, Padre cantiniere, si è reso disponibile per rispondere ad alcune mie domande, quindi con grande gentilezza mi ha offerto spunti interessanti per scrivere questo articolo, raccontandomi alcuni aspetti che qui di seguito vi racconterò per meglio conoscere la realtà Arunda.

Attualmente la produzione complessiva si attesta intorno alle 100.000 bottiglie annue, tutte di Metodo Classico, dimensione ritenuta ideale dai Reiterer per continuare a gestire in maniera “familiare” la loro Cantina, mantenendo costantemente elevato lo standard Qualitativo nell’ambito di un concetto di “artigianalità” a cui sono molto legati.

Arunda Vivaldi non possiede Vigneti di proprietà, ma da anni ormai collabora con un numero ristretto di Vignaioli di fiducia, con i quali vengono condivisi i principi fondamentali delle loro Filosofia Enoica, consentendo così un lavoro in Vigna assolutamente sinergico, concordato e costantemente seguito.

Attualmente sono circa dieci i Vignaioli dell’Alto Adige che collaborano con la Cantina Arunda, per un totale di circa 12 ettari di Vigneti, situati principalmente nelle zone di Salorno, Terlano e Oltre Adige, da cui i Reiterer ricavano Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco necessari a produrre il loro Metodo Classico di “montagna”.

Il dosaggio dei Vini dopo la sboccatura non è mai “invasivo” proprio perché Arunda vuole che i propri Spumanti siano la massima espressione delle Uve coltivate in Alto Adige, conservandone le potenzialità organolettiche, inoltre anche i residui zuccherini sono tenuti piuttosto bassi, sia per quanto riguarda i brut che a maggior ragione gli extra-brut, quasi sempre restando inferiori ai 6 grammi/litro.

A livello di commercializzazione Josef Reiterer mi ha comunicato che circa l’80% della produzione viene distribuita in Italia, nello specifico il 40% è venduto nella provincia di Bolzano e altrettanto nel resto del paese (quasi completamente nel nord Italia), per le esportazioni all’estero resta quindi un 20% delle bottiglie prodotte.

Vanto dell’azienda è proprio la Cantina di affinamento degli Spumanti, situata a circa 1200 metri sopra il livello del mare, altitudine che gli permette di fregiarsi del titolo di più “alta” d’Europa per quanto concerne il Metodo Classico, fatto che non rappresenta solo un elemento di fascino e blasone, ma si ripercuote in maniera positiva sui Vini che affinano con pazienza sui lieviti, soprattutto in termini di inerzia termica visto che la temperatura rimane costantemente intorno ai 10-12 gradi centigradi, fattore sicuramente positivo per la produzione di Vini rifermentati in bottiglia.

Il fiore all’occhiello della produzione Arunda è l’Alto Adige Doc Riserva Millesimato extra-brut, che da anni rappresenta il fuoriclasse per eccellenza fra i loro Metodo Classico, ma oggi voglio parlarvi di altri due Spumanti molto interessanti che meritano di essere Degustati, entrambi con lo Chardonnay come protagonista, sia in purezza che in uvaggio col Pinot Nero.

Partiamo con l’Alto Adige Doc Extra Brut “Blanc de Blancs”, ottenuto con 100% Chardonnay, vino base affinato in barrique e una permanenza sui lieviti di circa 36 mesi, titolo alcolometrico 13%.

Nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino arricchito da alcuni riflessi dorati, perlage fine e persistente, con una complessiva brillantezza di buon pregio.

Al naso questo Blanc de Blancs manifesta una bella delicatezza, piuttosto fine, all’inizio si mettono subito in evidenza dei gradevoli sentori di lievito che rimangono in costante sottofondo, i quali dopo un po’ di ossigenazione vengono arricchiti da note dall’accento floreale, con alcuni spunti minerali e un tenue cenno vanigliato.

In bocca si dimostra garbato, pur avendo comunque buona struttura ed alcolicità, con un ingresso abbastanza intenso, di bella cremosità e con un equilibrio gradevole, oserei definirlo un Metodo Classico “didattico” perché tutto sembra essere al posto giusto, con una morbidezza ben calibrata nei confronti del comparto acido/sapido, con un finale che piacevolmente richiama i sentori di lievito percepiti al naso.

Questo Blanc de Blancs è adatto a chi non ama il Metodo Classico troppo energico e deciso, ma che piuttosto privilegia un Vino gentile e meno difficile da capire, con lo Chardonnay che esprime la sua piacevole aromaticità e un apparato gustativo dalla sicura gradevolezza, da apprezzare nell’abbinamento per la sua versatilità, frutto di una buona struttura che si fonde con una conviviale piacevolezza di beva.

Proseguiamo ora con la Degustazione dell’Alto Adige Doc Extra Brut “Cuvèe Marianna”, ottenuto con un uvaggio composto da 80% Chardonnay e 20% Pinot Nero, per quanto riguarda il vino base lo Chardonnay è stato affinato in barrique, mentre il Pinot Nero in acciaio, permanenza sui lieviti di circa 48 mesi, titolo alcolometrico 13%.

Nel bicchiere si presenta con una veste color giallo paglierino dagli evidenti riflessi dorati, ottima brillantezza con un perlage elegante per quanto riguarda finezza e persistenza.

I profumi sono uno dei punti di forza di questo Metodo Classico, hanno bisogno di qualche minuto per esprimersi al meglio, ma poi esplodono in tutta la loro eleganza: si parte con un delicato sentore di lieviti dalla connotazione piuttosto dolce che ricorda il Pan di Spagna, per poi proseguire con intensi sentori di pesca matura, melone bianco, a cui si aggiungono intriganti note esotiche di mango e ananas, per terminare con un calibrato tocco di vaniglia.

In bocca l’ingresso del Vino mostra da subito una bella eleganza: inizialmente se ne apprezza il buon corpo su cui emerge un complessivo equilibrio, caratterizzato da una piacevole rotondità gustativa, in un secondo momento giunge una nitida vena di freschezza acido-sapida che dimostra l’animo di questo extra-brut, con un finale piuttosto minerale accompagnato dai variegati richiami olfattivi percepiti al naso.

Un Metodo Classico aristocratico che esprime un intrigante gioco basato sul contrasto fra le dolci accattivanti note aromatiche e il carattere più deciso percepito al palato, mantenendo comunque una caratteristica gustativa votata all’equilibrio, abbastanza “maschia”, ma non eccessivamente “muscolosa”, offrendo così una gradevolezza di beva che lo rende eccellente sia in abbinamento che come Spumante da “conversazione”.

Le potenzialità di Uve cresciute nell’affascinante Territorio dell’Alto Adige, maestria e Passione di una Famiglia che ha nel cuore la vocazione per il Metodo Classico, il valore aggiunto dell’affinamento sui lieviti nella Cantina più “alta” d’Europa: questi sono gli ingredienti principali in grado di conferire grande fascino alla Qualità degli Spumanti rifermentati in bottiglia di Arunda Vivaldi, uno degli orgogli italiani per questa tipologia.

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