Il fascino della Vernaccia di Serrapetrona

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Oggi parliamo di un Vino molto originale e suggestivo, caratterizzato da grande tipicità territoriale e da una metodologia di produzione particolare, la Vernaccia di Serrapetrona, realizzata in una zona molto ristretta della provincia di Macerata con un Vitigno Autoctono marchigiano decisamente legato a questo Territorio. L’Uva in questione è la Vernaccia Nera, oggi essenzialmente coltivata nei comuni di Serrapetrona, Belforte del Chienti e San Severino Marche, nel nome stesso s’identifica il fortissimo legame con la ristretta zona di coltivazione, infatti deriva da “vernaculum”, termine latino per indicare “del luogo”, parola con cui vengono designati alcuni Vitigni la cui produzione è storicamente legata a una zona molto ristretta, esempi sono la Vernaccia di Oristano e quella di San Gimignano.

La Vernaccia di Serrapetrona ha ottenuto la Docg nel 2004, è sostanzialmente uno Spumante rosso che deve essere prodotto con almeno l’85% di Vernaccia Nera e un massimo del 15% di altre uve rosse ammesse dal disciplinare, comunque le Cantine che puntano su tale tipologia di Vino amano produrlo utilizzando Vernaccia Nera in purezza, per enfatizzare al massimo le peculiarità organolettiche di questo Vitigno.

Fondamentale è raccontare la metodologia con cui viene prodotta la Vernaccia di Serrapetrona, caratterizzata dalle tre fermentazioni, che in linea di massima possiamo riassumere nel seguente modo: una parte delle Uve viene pigiata e fatta fermentare al momento della vendemmia, mentre la restante si sottopone a un processo di appassimento in opportuni locali. Dopo qualche mese l’Uva passita viene pigiata e fatta fermentare, infine viene aggiunta al vino-base ottenuto al momento della vendemmia e assieme vengono fatte rifermentare in autoclave, dove avviene la presa di spuma.

Questa metodologia di produzione ha origini lontanissime e si tramanda in questa zona delle Marche da diverse generazioni, da quando il Vino era un fondamentale alimento di sussistenza per i contadini e dalla loro lungimirante saggezza abbiamo oggi l’opportunità di avere un prodotto dalla spiccata e originale personalità.

I Produttori variando la percentuale di Uva appassita utilizzata possono ottenere dei Vini dalle connotazioni organolettiche differenti, inoltre la Vernaccia di Serrapetrona può essere prodotta in versione secca, amabile e dolce, con un residuo zuccherino diverso a seconda della tipologia di Vino che si vuole ottenere, anche in funzione dei diversi tipi di abbinamento possibili a tavola.

Per conoscere meglio assieme a voi questo Vino, oggi Degusteremo la Vernaccia prodotta dalla Cantina Colleluce, una piccola realtà a conduzione familiare che possiede circa 4 ettari di Vigneto, situata a Serrapetrona e gestita da Franca Malavolta, donna dalla grande capacità comunicativa e dialettica che ho avuto il piacere di conoscere al Vinitaly 2013.

Tutta la produzione è essenzialmente fondata su questo Vitigno marchigiano con il quale vengono realizzate tre tipologie di Vernaccia di Serrapetrona Docg e un Vino rosso fermo affinato in barrique dove l’Autoctono è in uvaggio con una piccola percentuale di Merlot, con una produzione complessiva annua intorno alle 30.000 bottiglie.

Al Vinitaly 2013 hanno presentato anche un nuovo Vino fermo ottenuto completamente da Vernaccia Nera passita, affinato in legno, con circa 70 g/l di residuo zuccherino, morbido e avvolgente, calibrata dolcezza, da dedicare alla meditazione o con formaggi molto stagionati.

Oggi Degustiamo la versione di punta della Cantina Colleluce, ovvero la Vernaccia di Serrapetrona Docg “XXIV Canto”, prodotta con 100% Vernaccia Nera (passita), titolo alcolometrico 13%.

In questo caso, utilizzando tutta Uva proveniente da appassimento, le fermentazioni sono due e non tre, tuttavia il disciplinare prevede questa possibilità di vinificazione perché comunque enfatizza anch’essa le peculiarità della Vernaccia Nera e la sua tipicità produttiva.

Nel bicchiere si presenta con un colore rosso rubino cupo e piuttosto impenetrabile, con una leggera spuma color rubino che appare durante la mescita e rapidamente svanisce.

I profumi sono uno degli aspetti più tipici e originali di questo Vino, sicuramente intensi, dotati di buona complessità e con una generale tonalità “austera”: emergono da subito profumi di humus, foglie bagnate, viola appassita, con un sottofondo dalle sfumature vegetali, a cui si aggiungono particolari note speziate.

In bocca si manifesta la stessa tipicità percepita al naso, l’ingresso è deciso e piacevolmente cremoso, con una bella rotondità gustativa che accarezza il palato, garbata la dolcezza che rende il sorso amabile (circa 54 g/l di residuo zuccherino) e ben equilibrato dalla piacevole freschezza. Un Vino di bella struttura e con un tenore alcolico ben definito, ottima la persistenza con un finale gustativo che richiama in maniera decisa e netta le sensazioni aromatiche percepite all’olfatto.

Questa Vernaccia di Serrapetrona è sicuramente originale e suggestiva nel suo profilo organolettico, con una connotazione aromatica intrigante nella sua austerità e un gusto molto piacevole e rotondo, un Vino eclettico e dalle variegate potenzialità di abbinamento: grazie alla sua buona struttura lo vedrei bene con delle carni in umido e con dei saporiti formaggi stagionati, chi invece adora pasteggiare solo con i Vini secchi potrà destinarlo ad alcuni tipi di dolci, oppure da meditazione.

Quelli come me che apprezzano i Vini “amabili” potranno trarre grosse soddisfazioni a tavola da questa Vernaccia, sfruttando le sue eclettiche doti di struttura, freschezza, rotondità, effervescenza, aromaticità, godendosi a tutto pasto un Vino con una personalità ben definita, intrigante e di sicura originalità Enoica, che racchiude ampelografia e tradizione storica di una piccola zona delle Marche.

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