Il Metodo Classico di San Paolo

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Oggi parliamo di Alto Adige ed in particolare di una realtà Cooperativa che di recente ha saputo regalarmi ottime soddisfazioni Degustando i suoi Vini, sto parlando della Cantina dei Produttori di San Paolo, situata appunto a San Paolo/Appiano in provincia di Bolzano.
Come sapete solitamente amo parlare di Piccoli Produttori, ma quando la Qualità è presente ritengo doveroso Comunicare il lavoro anche di una Cantina Cooperativa che dimostra sul campo i suoi positivi risultati Enoici.

Nata nel 1907 in assemblea costitutiva dalla collaborazione di 36 Viticoltori della zona, all’anniversario del suo centesimo anno, nel 2007, contava già 215 soci, fu anche l’occasione per la presentazione al pubblico della sua linea di punta, denominata “Passion”, emblema della produzione di alta Qualità della Cantina.

E’ proprio Degustando tutti i Vini appartenenti a questa linea che ho scoperto la splendida realtà Enoica dei Produttori di San Paolo, il cui definitivo salto qualitativo è da attribuire alla attuale brillante gestione, formata da giovani fortemente motivati e con un preciso progetto condiviso.

L’Enologo Wolfang Tratter, il Direttore Alessandro Righi ed il Presidente Leopold Kager hanno il giusto mix di passione, competenza ed ambizione in grado di portare risultati concreti e di indubbio spessore Qualitativo.

Come dicevo in precedenza, proprio Degustando la linea “Passion” ho toccato con mano l’eleganza di questi Vini, tutti caratterizzati da grande intensità aromatica, con profumazioni accattivanti ed una rotondità gustativa in grado di regalare ottima bevibilità.

Cito in particolare l’Alto Adige Doc Lagrein Riserva “Passion” 2009 e l’Alto Adige Doc Pinot Bianco Riserva “Passion” 2009 che di tutta la convincente gamma sono quelli che più mi hanno colpito in positivo.

Non potevo quindi esimermi dal Degustare anche la loro produzione di Metodo Classico, in particolare un Bianco ed un Rosè accomunati dal nome:

Alto Adige Doc Brut “ Praeclarus”
Alto Adige Doc Rosè Brut “ Praeclarus”

entrambi realizzati con una presa di spuma della durata di almeno 36 mesi sui lieviti.

Procediamo per ordine parlando prima dell’Alto Adige Doc Brut “ Praeclarus”, prodotto con un uvaggio 60% Chardonnay – 30% Pinot Bianco – 10% Pinot Nero, sboccatura 2011, titolo alcolometrico 12,5%.

Nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino abbinato ad un perlage fine e persistente.

Al naso gli intensi profumi possiedono una caratteristica ben definita e precisa, la mineralità, che domina in maniera molto gradevole le sensazioni olfattive, con un sottofondo di lieviti ed una nota vegetale che lentamente compare col passare del tempo.

In bocca presenta una buona intensità, gradevole morbidezza, giustamente secco, incisiva freschezza e con una componente sapida/minerale che richiama le sensazioni percepite al naso.

Un Metodo Classico che non gioca la carta della potenza, ma piuttosto di un garbato equilibrio, strizzando l’occhio verso la gradevolezza di beva, facendo leva su una componente di mineralità che diventa componente distintiva del suo carattere.

Veniamo ora all’Alto Adige Doc Rosè Brut “Praeclarus”, prodotto con 100% Pinot Nero, permanenza anch’esso di 36 mesi sui lieviti, sboccatura 2011, titolo alcolometrico 12,5%.

Nel bicchiere si presenta con un colore rosa antico, quasi aranciato, con perlage fine e persistente.

Al naso i profumi sono intensi e segnati fortemente dalla tipicità del Pinot Nero, il sottofondo di lieviti è costantemente presente e duetta con dei sentori di rosa appassita, humus, con note vegetali che compaiono col passare del tempo.

In bocca la struttura è di buon corpo, equilibrato nelle sue componenti principali, con il taglio gustativo  “maschio” e deciso tipico del Metodo Classico prodotto da Pinot Nero in purezza.

Il retrogusto richiama in modo abbastanza deciso la peculiarità olfattiva, buona la persistenza con una lunga scia minerale nel finale.

In conclusione possiamo dire che il Metodo Classico Bianco di San Paolo è adatto ad una platea più ampia di Appassionati, grazie al suo carattere garbato e morbido, mentre il Rosè strizza l’occhio agli amanti del Pinot Nero, dotato di maggior struttura e con un’impronta più “maschia”, indicato anche per abbinamenti con portate di maggior carattere.

Diciamo che nell’ambito di una cena possono completarsi a vicenda, susseguendosi ed accompagnando in maniera adeguata le rispettive pietanze, forti della loro complessiva gradevolezza di beva.

Assolutamente interessante il rapporto Qualità/Prezzo per entrambi questi Vini visto che in Cantina sono acquistabili per una cifra intorno ai 13 euro, un ulteriore stimolo per confrontarsi con questi Metodo Classico targati Alto Adige.


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