Moscato di Volpara: dolce nettare dell’Oltrepò

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Dolcezza, aromaticità, gradevolezza, questi sono gli ingredienti principali della nuova puntata di Spumantiway: vi parlerò di una tipologia di Vino che personalmente apprezzo davvero molto, protagonista è l’uva Moscato e il Territorio di produzione è rappresentato da una piccolissima zona dell’Oltrepò Pavese. Sto parlando del Moscato di Volpara, assai meno conosciuto del più blasonato e celebre Moscato d’Asti, ma per questo non meno dotato in termini di fascino, piacevolezza di beva e aromaticità.

Il Moscato Bianco è ritenuto una delle uve più antiche del mondo, il suo nome attuale pare derivi da “muscum”, ovvero muschio, per il tipico aroma che i francesi chiamano “musqué”. Secondo alcuni studiosi il Moscato fu importato in Italia dal Medio Oriente tramite cavalieri europei che andarono in quei territori dove si producevano Vini aromatici e liquorosi.

Per i “non addetti ai lavori” ricordo che Moscato, Malvasia, Brachetto e Gewurztraminer formano il gruppo dei Vitigni “aromatici”, ovvero quelli che dopo la fermentazione mantengono in maniera decisa i profumi primari/varietali tipici dell’uva stessa. I Vini ottenuti con questi Vitigni possiedono dei profumi piuttosto riconoscibili e intensi, che ne costituiscono un vero punto di forza.

Come molti sanno l’interpretazione più conosciuta del Moscato è nella versione dolce e frizzante, ma in molte regioni italiane si ottengono anche eccezionali Passiti e in alcune zone si vinificano con buoni risultati anche versioni ferme secche.

Sulle colline di Volpara, in provincia di Pavia, esiste una zona particolarmente vocata per la produzione di Moscato, si è addirittura realizzato un Tempio partendo da un antico oratorio costruito presumibilmente nel XVII secolo, oggi ormai sconsacrato, che nel 1999 è stato restaurato dal Comune di Volpara e adibito ad attività di promozione turistica, denominandolo appunto “Tempio del Moscato”.

Oggi conosceremo assieme l’interpretazione di questo dolce Vino fatta da un’azienda che solitamente è molto conosciuta per i suoi Metodo Classico a base di Pinot Nero, ma avremo modo in futuro di approfondire questo suo aspetto distintivo.

Sto parlando della Cantina Anteo, situata a Rocca dè Giorgi in provincia di Pavia, fondata nel 1983 e gestita da Piero e Antonella Cribellati, una realtà che può contare su circa 26 ettari di vigne attraverso cui producono mediamente 200.000 bottiglie all’anno.

Procediamo quindi con la Degustazione dell’Igt Provincia di Pavia “La Volpe e l’Uva” 2013, ottenuto con 100% Moscato coltivato nel comune di Volpara, vinificazione in autoclave, titolo alcolometrico 4,5%.

Nel bicchiere si presenta con un color giallo paglierino di bella brillantezza, con bollicine dotate di buona finezza e discreta persistenza.

Il comparto aromatico è uno dei punti di forza per questo Vino, i profumi si presentano sin da subito intensi e intriganti: i primi a giungere al naso sono potenti sentori fruttati di pesca e albicocca, poi arricchiti da note che ricordano la salvia e le erbe aromatiche. In seguito con l’ossigenazione appare un suggestivo profumo che porta alla mente una speziatura dolce.

A livello gustativo si completa la piacevolezza di questo Moscato, ingresso delicato e garbato, medio corpo, buona morbidezza, suadente la dolcezza che avvolge il palato (residuo zuccherino dichiarato di circa 125 g/l), ottimo l’equilibrio grazie soprattutto al comparto acido che ben bilancia la sensazione dolce. Molto piacevole la persistenza dove si manifesta un potente retrogusto fruttato di albicocca.

Questo Moscato di Volpara è un emblema di gradevolezza e bevibilità, un connubio di stuzzicanti profumi e suadenza gustativa, il classico Vino che proporrei a un astemio per convincerlo ad avvicinarsi all’Enoico mondo.

Durante le feste natalizie c’è sempre un picco nel consumo di questa tipologia di Vini, ma insisto con voi perché li consumiate durante tutto l’anno, le occasioni sono davvero molteplici per poterli abbinare, non solo coi classici panettone e pandoro. Torte di mele, crostate alla frutta, biscotti di pasticceria, sono solo alcuni esempi di accostamento, ma la sua gradevolezza è talmente invitante che ve lo potete concedere tranquillamente dopo il pasto, mentre vi rilassate coi suoi intriganti profumi.

Potete acquistare in Cantina questo Moscato di Volpara per poco più di 6 euro a bottiglia.

Il Moscato d’Asti e quello di Volpara sono Vini assolutamente intriganti nella loro innata semplicità, che concedono con schiettezza una garbata aromaticità e con un carattere che mette d’accordo un po’ tutti i gusti: in Italia dobbiamo essere orgogliosi di questi dolci nettari, diffidate da chi denigra tale tipologia, spesso si tratta semplicemente di Eno-snob che amano riempirsi la bocca di “griffe”.

Buon Moscato a tutti Voi.

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- Una risposta:

  1. CHIARLA BRUNO ha detto:

    Moscato VOLPARA ho avuto modo di assaggiarlo in zona. Sono stato assai deliziato dal profumo e dai suoi aromi. Nulla da invidiare al moscato d’Asti. Il buon vino mi scorre nelle vene da quando sono nato nei d’intorni di ALBA (CN).
    Detto questo indicatemi dove posso rifornirm i( sfuso o inbottigliato) con invio al mio indirizzo in quel di Torre Pellice (Torino).

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