Nebbiolo delle Colline Novaresi targato Enrico Crola

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In uno dei primi articoli scritti per la rubrica Spumantiway ho parlato di un Nebbiolo Metodo Classico prodotto nelle Langhe: l’esperienza positiva ha indotto la mia curiosità Enoica alla Degustazione di uno Spumante realizzato con lo stesso Vitigno, però coltivato questa volta sulle Colline Novaresi. Gli Appassionati sanno bene che in Piemonte il Nebbiolo, oltre che sulle meravigliose colline delle Langhe, si esprime con ottimi risultati anche nel Nord del Piemonte, ovviamente con sfumature enologiche differenti in funzione delle diverse peculiarità di terreno e microclima.

In particolare parleremo di una Cantina fondata in anni recenti e gestita da un giovane che definisce “smisurata” la propria passione per i Vigneti e il Vino, il quale ha realizzato un sogno nato nella sua mente dopo la collaborazione stagionale in una Cantina.

La realtà in questione è l’Azienda Vitivinicola Enrico Crola (Oleggio – Novara), fondata da quest’ultimo nel 2006 e che attualmente può contare su poco più di due ettari di Vigneti coltivati a Nebbiolo, gestiti assieme alla moglie e con la collaborazione dell’agronomo Michele Colombo e degli enologi Maurizio Forgia (per il rosso) ed Erik Dogliotti (per lo spumante).

Attualmente vengono prodotte circa 10.000 bottiglie l’anno, delle quali 7.500 di Colline Novaresi Doc Nebbiolo e le restanti 2.500 di Metodo Classico, ma l’azienda è in fase di ampliamento e sono in corso lavori che hanno lo scopo di portare in futuro i Vigneti a una superficie di almeno 3 ettari.

La Cantina ha la tipica gestione familiare, con i compiti suddivisi fra marito e moglie, ma poi come accade sempre in queste piccole realtà bisogna essere assolutamente versatili e flessibili per far fronte a tutte le necessità: in generale Enrico Crola si occupa della gestione dei Vigneti, della Cantina e delle vendite, mentre la moglie Claudia si impegna nella parte amministrativa e del magazzino, con padre e cognato di Enrico che offrono il loro aiuto nella gestione del Vigneto.

L’idea dello Spumante è nata per la passione verso questa tipologia, unita a un pizzico di coraggio e un po’ di buona sorte: nel 2010 si è pensato di sfruttare le Uve destinate al diradamento per preparare una base spumante, dopo aver verificato che l’annata e la maturazione abbiano conferito all’Uva un opportuno patrimonio organolettico utile alla spumantizzazione.

In quel momento iniziò la collaborazione con l’enologo Erik Dogliotti che, grazie alla sua esperienza in tale settore, decise assieme a Enrico Crola se vinificare un Metodo Charmat oppure un Metodo Classico: la scelta fu per la rifermentazione in bottiglia.

Attualmente il Nebbiolo per lo Spumante deriva dagli stessi Vigneti da cui nasce anche il Rosso, ovviamente cambia il momento della raccolta che mediamente viene anticipata di circa un mese per avere il corredo acido necessario alla base da rifermentare, comunque sono in corso studi e prove per valutare quali zone del Vigneto siano ottimali per essere dedicate esclusivamente alla spumantizzazione.

Enrico Crola crede fortemente in questo progetto per cui lavora in funzione del livello qualitativo, non tutti gli anni il Metodo Classico verrà prodotto proprio perché in relazione all’annata verranno fatte le opportune considerazioni sul frutto: infatti nel 2012 non si è riusciti ad avere le Uve “perfette” per creare la base spumante, per cui non si è fatta la raccolta anticipata e tutti i grappoli sono stati destinati alla produzione del rosso.

Per comprendere sempre meglio l’evoluzione del suo Metodo Classico, attualmente Enrico Crola esegue delle sboccature di piccoli lotti da 120 o 240 bottiglie, circa ogni 4/6 mesi, in questo modo si ha una costante maturazione sui lieviti del prodotto e se ne possono comprendere al meglio le potenzialità in termini di sviluppo organolettico.

Veniamo ora alla Degustazione del Metodo Classico Brut Rosè “Hallè” (annata 2010), prodotto con 100% Nebbiolo, permanenza sui lieviti per circa 18 mesi, titolo alcolometrico 11,5%.

Nel bicchiere si presenta con un bel colore rosa antico dalle sfumature aranciate, con un perlage fine e dotato di buona persistenza.

Il comparto aromatico è uno dei punti di forza di questo Metodo Classico, ha bisogno di alcuni minuti per aprirsi al meglio, ma poi si esprime con una piacevole complessità: inizialmente si percepiscono delicati cenni di lievito subito sovrastati da intense note floreali fra le quali spicca il profumo di rosa. In un secondo momento giungono al naso degli intriganti sentori speziati affiancati da note di erbe aromatiche che compongono un quadro elegante, variegato e piacevole.

In bocca è tutta un’altra storia, non c’è spazio per compromessi, questo Metodo Classico si dimostra subito molto schietto e incisivo, gusto piuttosto secco, non si lascia molto spazio alle morbidezze perché la fanno da padrone acidità e mineralità, che nel finale dominano con una persistenza dal sapore sapido e di ottima freschezza.

Un Metodo Classico che esprime tutte le sue potenzialità nell’abbinamento gastronomico, dove può sfruttare acidità e sapidità per “detergere” la bocca impegnata con portate piuttosto grasse, infatti lo vedo bene affiancato per esempio a Cassoeula alla Milanese, Mozzarella in Carrozza, Tagliere di Salumi, Verdure in Pastella, Lardo di Colonnata.

Questo Nebbiolo ha un suo carattere ben preciso, più suadente e intrigante al naso, “maschio” e deciso in bocca, adatto a chi ama il Metodo Classico “duro e puro”, senza molti compromessi e che deve essere apprezzato per questa sua incisività Enoica, in grado a tavola di offrirvi buone soddisfazioni in abbinamento.

Per comprendere meglio questo Spumante ho avuto anche il piacere di confrontarmi con un altro Vino della Cantina Enrico Crola, ovvero il Colline Novaresi Doc Nebbiolo “Giulia” 2010, con il quale mi sono fatto un’idea più completa per quanto riguarda questo Vitigno cresciuto nell’Alto Piemonte: rosso rubino di buona trasparenza, con intensi profumi di frutti di bosco, rosa appassita e viola. Al gusto manifesta una bella eleganza, strutturato ma non possente, con la carica tannica del Nebbiolo già piuttosto ammorbidita, in evidenza poi la presenza di un comparto acido/sapido ben vivo, che nel finale regala freschezza e mineralità, in sintonia con le sensazioni avute Degustando il Metodo Classico prodotto con lo stesso Vitigno.

Il denominatore comune è un po’ quello che in generale caratterizza il Nebbiolo coltivato nell’Alto Piemonte, dove questo Vitigno è supportato da acidità e mineralità di tutto rispetto, ovviamente poi ogni sottozona rivendica le proprie peculiarità e sfumature Enoiche.

Archivio quindi un’altra esperienza positiva con un Metodo Classico prodotto non con le Uve canoniche, anche in questo caso ho apprezzato la capacità di avere un carattere ben definito, con delle peculiarità derivanti da una miscela di fattori che comprendono Vitigno, Territorio e interpretazione Enoica del Produttore.

Volendo fare un parallelo con lo Spumante base Nebbiolo prodotto nelle Langhe che ho Degustato alcuni mesi fa, posso dire che in entrambi ho trovato nell’espressione olfattiva la carta vincente, sia in termini di intensità che di sfumature aromatiche, mentre in bocca entrambi hanno dimostrato carattere e buona struttura, ognuno però con un taglio gustativo ben definitivo e piuttosto differente l’uno dall’altro.

Meravigliosa Uva il Nebbiolo, ispiratrice di alcuni fra i migliori Vini d’Italia e del mondo, talmente intrigante che pure vinificata come Metodo Classico è in grado di regalare delle interessanti emozioni: i “puristi” dei grandi Rossi da Nebbiolo non si devono assolutamente offendere, ma apprezzare queste singolari interpretazioni che valorizzano ulteriormente la nobiltà del Vitigno.

Non viviamo il Vino come una quotidiana sfida fra chi è migliore dell’altro, semplicemente godiamoci le variegate sfumature che è in grado di offrirci, consci che nella moltitudine degli Appassionati ognuno può trovare emozioni personali, da rispettare nel nome di una democratica Passione.

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