Un Metodo Classico cullato dalle Colline Bergamasche

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Il viaggio di Spumantiway oggi fa una tappa sulle Colline Bergamasche, nello specifico in una zona indicativamente a metà strada fra Bergamo e il Lago d’Iseo, quindi non molto distante dalla celebre Franciacorta: vedremo come una Cantina più nota per i Vini rossi sia riuscita a interpretare un Metodo Classico in maniera sicuramente interessante. La zona vitivinicola della provincia di Bergamo è solitamente conosciuta per il Valcalepio Doc, il cui disciplinare prevedere la possibilità di produrre Vini rossi, bianchi e passiti, utilizzando prevalentemente vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon, Merlot, Chardonnay, Pinot Grigio, Pinot Bianco. Per la versione passita è previsto l’utilizzo del Moscato di Scanzo, un’uva rossa fortemente legata a questo Territorio e che rappresenta la protagonista di un’altra specifica denominazione, il Moscato di Scanzo Docg, un passito rosso la cui produzione è prevista nella zona vocata del Comune di Scanzorosciate.

Dopo aver inquadrato a grandi linee il comparto vitivinicolo della provincia di Bergamo, conosciamo meglio la Cantina Caminella, una realtà creata nel 1996 che ha sede a Cenate Sotto, possiede una superficie di Vigneto pari a circa 5 ettari, dove vengono coltivati Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero, Moscato di Scanzo e Chardonnay.

Per la produzione del proprio Metodo Classico l’azienda ha deciso di puntare su Chardonnay e Pinot Nero cresciuti su un terreno marnoso calcareo con un substrato argilloso, localmente chiamato “sass de luna”, che si è dimostrato particolarmente vocato per lo sviluppo vegetativo della vite.

Non è semplice la scelta di cimentarsi nella produzione di un Metodo Classico in questo Territorio della provincia di Bergamo, con una tradizione enologica che da decenni è rivolta prevalentemente ad altre tipologie, inoltre la vicinanza con la blasonata Franciacorta rende questo progetto ancor più ambizioso: ma quando la forza di volontà è molta e si ha la consapevolezza delle proprie potenzialità vitivinicole, si possono vincere anche le sfide più difficili.

Dedichiamoci quindi alla Degustazione del Metodo Classico brut “Ripa di Luna” 2009, ottenuto con 90% Chardonnay e 10% Pinot Nero, permanenza sui lieviti per circa 36 mesi, titolo alcolometrico 12,5%.

Nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino brillante arricchito da leggeri riflessi dorati, con un perlage caratterizzato da ottima finezza e persistenza.

I profumi sono uno dei punti di forza per questo Metodo Classico, sicuramente intensi, in prima battuta si manifestano gradevoli sentori di lievito subito affiancati da fragranti aromi di fiori bianchi, poi dopo alcuni minuti dalla mescita l’ossigenazione arricchisce piacevolmente la complessità aromatica del Vino, grazie a intriganti profumi di erbe aromatiche e dolci sentori di melone e pesca.

A livello gustativo è subito chiara l’anima Enoica di questo Metodo Classico: l’ingresso presenta una bella intensità, buona la struttura, secco (residuo zuccherino dichiarato di 7 g/l), con il punto di forza che è sicuramente l’ottimo equilibrio grazie al quale ogni componente organolettica del Vino sembra calibrata al punto giusto, senza eccessi o estremismi, bella morbidezza, ponderato il comparto acido-sapido che ha la giusta energia e ben lavora nell’ottica del bilancio organolettico. Bella la persistenza con una gradevole mineralità che emerge nel finale e favorisce la piacevolezza di beva.

Questo Metodo Classico delle Colline Bergamasche ha le sue carte vincenti nell’eleganza e nell’equilibrio, con una buona struttura che non eccede in potenza e “muscoli”, un carattere garbato e “femminile” che risulta carezzevole al palato, senza essere ruffiano, ma con quell’immediatezza che lo mette subito in sintonia con chi lo assaggia, grazie anche a un comparto aromatico intrigante e di bella finezza.

Nell’abbinamento a tavola questo è uno Spumante che perfettamente si adatta a tutto pasto, poiché possiede struttura, aromaticità e gradevolezza sufficienti a renderlo versatile, inoltre visto il suo carattere garbato ed elegante lo consiglio tranquillamente anche come Vino da “conversazione”.

Il “Ripa di Luna” può essere acquistato per circa 12 euro a bottiglia, dimostrando anche un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Le Colline Bergamasche, solitamente più conosciute per la produzione di Vini rossi, hanno saputo creare anche un Metodo Classico sicuramente di Qualità, grazie al buon connubio fra terreno e microclima che hanno permesso alla Cantina Caminella di avere le solide basi su cui sviluppare l’ambizioso progetto di realizzare uno Spumante rifermentato in bottiglia.

Come sempre invito i lettori a far decollare la loro curiosità Enoica verso assaggi privi di pregiudizi e ricchi di tanta voglia di scoprire.

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