Anhydrous winery: storia, sapori ed enoturismo a Santorini

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Santorini, tra le mete più ambite da sempre nel mediterraneo, si mostra come  isola ricca di fascino fatta di  case bianche dai tetti azzurri, dove la tradizione greca sembra essere immutata e dove tutto viene conservato e raccontato per regalare un’esperienza indimenticabile.

Tante le esperienze che si possono vivere in questa piccola isola delle cicladi, dalla visita alle spiagge selvagge come black beach, a quelle ricche di fascino come Perissa e Perivolos, alle esperienze gastronomiche a base di piatti tipici come la moussaka,  tzatziki e i pomodori ripieni, senza dimenticare i più romantici aperitivi da fare rigorosamente al tramonto magari a Oia.

Ma all’interno di tutta l’isola c’è una costante che non vi abbandonerebbe durante il vostro soggiorno, all’interno della caldera, ovvero le affascinanti ed eroiche coltivazioni della vitis vinifera, presenti su quasi tutto il territorio.

Guardando il paesaggio non potreste che notare l’aridità su cui queste piante basse allevate ad alberello riescono a strappare la vita e la prosperità, una vita quasi senza acqua, esattamente come il nome di questa splendida cantina che abbiamo avuto la fortuna di scoprire: ANHYDROUS.

Quel prefisso privativo “An” seguito dalla parola “Hydrous” che in greco significava senz’acqua ci da l’idea di come può sopravvivere qui la fantastica coltivazione della vite. Un progetto che inizia negli anni 2000 quando Apostolos Mountrichas intravede, nel vitigno autoctono della zona, l’assyrtico, la chiave del suo successo.

La cantina oggi ai piedi di Thira, il centro nevralgico dell’isola, si presenta come tra le più innovative sotto il profilo enologico e dell’enoturismo, migliaia i visitatori che ogni estate vogliono vivere l’esperienza di degustazione offerta dall’azienda e magistralmente ben condotta dai sommelier della cantina.

I vini proposti all’interno delle varie degustazioni si presentano come “moderni”, conservando grande freschezza e molta territorialità , come per esempio il “Santorini” mix perfetto di assyrtiko , aidani e athiri, con sensazioni estremamente acido-minerali e una fermentazione con lieviti indigeni a conservare questa sua anima vulcanica.

Altra grande curiosità desta invece l’affinamento dell’assyrtico in legno come l’ “Afoura”  il quale prende il nome dalle grandi botti in legno tipiche dell’isola , un vino sempre di grande croccantezza ma con questo finale che accenna appena ad un vanigliato, una bevuta di struttura senza cadere nella stucchevolezza.

Di grande convivialità invece è il rosato proposto dall’azienda “Grace” vino gioviale dal naso di lieve cipria e dalla bevuta spensierata, con note delicate di piccoli frutti rossi. Un blend di mandilaria e aidani.

Termina questa degustazione con il rosso “St. Nicholas” dedicato al santo patrono di Santorin, di grande complessità con questa sua anima erbacea e da tannini fitti, un vino da aspettare qualche anno, ma che riporta sempre alla territorialità figlio dei vitigni mavrotragano e mandilaria.

Terminata la degustazione della durata di circa 90 minuti, accompagnata dai classici piatti della zona, è possibile visitare la parte dell’affinamento dell’azienda. Anhydrous è un progetto nuovo in continua evoluzione quindi potreste ammirare quelle che sono le varie forme sperimentali di affinamento  dei vari materiali usati, si passa dalle ormai celebri anfore di terracotta, uova di cemento e acciaio, senza dimenticare l’afoura, la loro classica botte grande.

Esperienza da fare quella dell’enoturismo a Santorini, sono vari i tour proposti e tra la grande bellezza di questo posto è impossibile non respirare la cultura del vino che da secoli permea all’interno di questa fantastica cultura.

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