Cesare Avenia presenta il Coda di Pecora: Shèeèp Metodo Classico

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Uno dei vitigni che rendono unica l’avventura della vinicola “Il Verro” è il Coda di Pecora, un’antica varietà che nel 2023 ha ottenuto il riconoscimento ufficiale su schedario vitivinicolo con codice 954.

Dietro questa “sopravvivenza” e “ufficializzazione” si cela Cesare Avenia, l’unico produttore che ha dedicato anni di ricerca e impegno a questo vitigno, rendendolo una rarità nel panorama vinicolo italiano.

Il nome del vitigno, ispirato alla forma del grappolo simile ad una coda di pecora, racconta la sua storia unica. Già noto sul mercato come “Sheep” e premiato alla Vinoway Selection 2024 con 96 punti Stella (n.d.a. il massimo punteggio che attribuisce Vinoway è 97), il Coda di Pecora ora si presenta in una nuova veste: lo “ShèeèpSpumante Metodo Classico.

Questo progetto è nato dalla passione per il ritorno alle origini e la riscoperta della tradizione del vitigno Coda di Pecora. È un omaggio all’autenticità della terra casertana e si è concretizzato il 15 febbraio 2024, con un’esclusiva presentazione a cui ha partecipato il nostro Davide Gangi.

Lo “Shèeèp” è prodotto con uve Coda di Pecora provenienti da vigneti situati nell’area collinare del Comune di Formicola. La vinificazione segue rigorosi standard biologici, anticipando la raccolta delle uve di 4 settimane rispetto al vino bianco fermo “Sheep”. Con una presa di spuma eseguita con lieviti selezionati e un affinamento in bottiglia di 30 mesi, lo “Shèeèp” è un’eccellenza presentata in sole 1.300 bottiglie.

Oltre a questa straordinaria “bollicina” Metodo Classico, “Il Verro” ha presentato due curiose sperimentazioni, frutto della collaborazione del Prof. Giancarlo Moschetti docente  all’Università di Palermo e l’enologo Vincenzo Mercurio, su Pallagrello Bianco e Pallagrello Nero.

Il primo, Pallagrello Bianco annata 2019, sperimentale e non commercializzabile, caratterizzato da una fermentazione derivante da un ceppo selezionato proprio dai vigneti condotti da Cesare Avenia. Precisamente il ceppo aziendale Saccharomyces cerevisiae pn12, non liofilizzato ed utilizzato a pasta fresca. La raccolta delle uve è avvenuta attorno al 10 Settembre, con una maturazione delle uve che hanno fermentato 14% alc.

Il Pallagrello Bianco, racconta l’enologo Vincenzo Mercurio, nonostante i 330 m. s.l.m. in vigna, una volta raggiunta una maturazione potenziale di 12% alc. ha una rapidissima impennata che lo porta facilmente a sviluppare, successivamente, anche 14-15% alc. in fermentazione.

Il vino sperimentale della 2019, estremamente rispettoso della linea Bio, con affinamento in solo acciaio e tecnica di batonnage, esprime quella che potrebbe essere la caratteristica del Pallagrello Bianco: un vino che offre interessanti capacità evolutive nel tempo. All’assaggio si dimostra giallo paglierino, luminoso nei riflessi oro accesi. L’olfatto esprime intense percezioni fumè che riportano verso fini ricordi di fieno con spezie di curcuma e zafferano. Una spolverata di cannella si dona a sottili fette di mela disidratata, il cumino decisamente strepitoso, viene affiancato da un tocco di tabacco chiaro. Gusto pieno, compatto e ricco volume. La freschezza gode di un ricordo malico che addenta il frutto delle pomacee. Lungo e pieno nella persistenza sapida che riporta alle note olfattive.

Il Pallagrello Nero, attraverso il Metodo Me.Mo.(Mercurio-Moschetti), basato sulla fermentazione spontanea e sull’aumento in percentuale alcolica del mosto nuovo con il vino dell’annata precedente, sino al raggiungimento di 1,5% alc. per poi proseguire autonomamente la fermentazione. Vino sperimentale del 2019 che ha previsto un impatto estremamente minimal, se non quello di un solo travaso. In conclusione, Il Verro si conferma come un’eccellenza nel panorama vitivinicolo italiano, unendo tradizione, passione e innovazione per creare vini che raccontano la storia e l’anima autentica della terra casertana.

Cesare Avenia, titolare dell’azienda, ha così dichiarato: ”Sono sinceramente felice oggi, poiché raggiungere questa tappa significativa nella mia azienda è un motivo di grande gioia. Questo momento è particolarmente speciale per me, poiché è il risultato di un impegno profondo nei confronti di un vitigno straordinario: la Coda di Pecora. Scoprire questo nuovo vitigno è stato un passo cruciale, e per me era essenziale esplorare la sua vera natura, che ritengo si esprima al meglio attraverso lo spumante. La Coda di Pecora ha finalmente riacquistato visibilità dopo anni e decenni di oblio, e questo mi riempie di soddisfazione. Ciò che mi inorgoglisce ancora di più è il fatto che questo risultato è stato ottenuto seguendo la filosofia della mia azienda, che si impegna a valorizzare vitigni autoctoni. Per me, questo significa ridurre al minimo l’aggiunta di elementi estranei, utilizzando le tecniche più avanzate, ma sempre nel rispetto totale del vitigno che deve essere il vero protagonista di ogni creazione”.

L’enologo Vincenzo Mercurio fa sapere che: ”La Coda di Pecora è un vitigno dalle radici antiche, e grazie all’impegno dell’azienda Il Verro, è stato ufficialmente inserito nel registro dei vitigni ammessi autorizzati in Italia. Nella regione della Campania, questo vitigno ha la straordinaria capacità di narrare il territorio, possedendo una identità ben definita. Grazie alle analisi genetiche che abbiamo condotto, abbiamo potuto registrarne le caratteristiche distintive, avviando al contempo una sperimentazione di lunga durata. La decisione di creare uno spumante è stata ispirata dal desiderio del titolare dell’azienda, Cesare Avenia. In questo percorso di sperimentazione, dopo 30 mesi di affinamento, ci siamo avventurati in una nuova direzione. Il nostro obiettivo attuale è raggiungere i 60 mesi di affinamento e auspichiamo di condividere nuovamente con tutti voi l’emozione di assaporare questo vino dopo ulteriori mesi di maturazione.”

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