Cirelli Wines: la scelta coraggiosa di un ingegnere che ha dato voce alla terra
Scritto da Davide Gangi | Pubblicato in territorio, vino
Conosco Francesco Cirelli da quando la sua azienda era appena nata. Lo scoprii durante una serata di degustazione a Bari, un incontro che conservo nel cuore. Ricordo con piacere che fu una serata straordinaria, di quelle in cui il vino diventa linguaggio universale e pretesto per parlare di passioni vere. Parlammo a lungo, tra sorrisi e riflessioni, e fu così intensa che facemmo quasi l’alba. Ne rimasi talmente colpito che gli dedicai un articolo su Vinoway, forse il primo in assoluto mai scritto sulla sua attività. Perché già allora vedevo in lui un progetto autentico, costruito con anima e visione.
Ha una storia che merita di essere raccontata. Ingegnere con una formazione in Economia e un’esperienza nel settore commerciale, ha avuto il coraggio di lasciare una strada tracciata per inseguire un sogno che affondava le radici nei ricordi dei nonni e nel richiamo potente della terra. Così, nel 2003, nasce l’Azienda Agricola Francesco Cirelli, tra le colline di Atri, in Abruzzo, a pochi chilometri dal mare Adriatico.
Il suo progetto prende forma su 22 ettari di terreno in cui vigneti, uliveti, orti e animali allevati allo stato brado convivono in armonia. Niente scorciatoie, solo rispetto per la natura e per i suoi cicli. Ha scelto fin da subito la strada dell’agricoltura biologica e rigenerativa, attenta alla biodiversità, alla rotazione dei terreni e alla fertilità naturale del suolo. Ogni scelta è parte di una visione etica, coerente e lungimirante.


Nei suoi vini si legge tutto questo. Le varietà autoctone – Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Cerasuolo – sono coltivate con cura estrema e vinificate con interventi minimi, in modo da esprimere al meglio l’identità del territorio abruzzese. Una delle sue scelte più distintive è l’utilizzo delle anfore di terracotta per la fermentazione e l’affinamento: una tecnica antica che permette una micro-ossigenazione naturale e valorizza la purezza e la mineralità del vino.
Ma non si è limitato alla produzione: ha voluto aprire la sua azienda anche all’accoglienza. Attraverso esperienze di glamping, visite guidate, degustazioni e attività agricole, permette ai visitatori di vivere un contatto autentico con la natura e con la filosofia che guida ogni suo gesto.
Oltre al produttore capace e visionario, in Francesco ho sempre apprezzato l’uomo. Sempre sorridente, affabile, rispettoso. Ha un modo garbato di entrare in relazione con gli altri, fatto di ascolto sincero e di una gentilezza mai ostentata. Non si impone, ma conquista con la naturalezza di chi è davvero innamorato di ciò che fa. E questa umanità si riflette nei suoi vini, che non sono mai urlati, ma sussurrano emozioni vere.
In lui convivono il rigore dell’ingegnere e l’anima sensibile del contadino moderno. I suoi vini non seguono le mode: sono fedeli alla terra, al tempo, alla verità. Ogni bottiglia racconta una scelta, un’idea, un percorso.
Cirelli Wines non è solo un’azienda: è un manifesto. È la prova concreta che si può fare viticoltura vera, rispettosa e appassionata. Ed è per questo che continuo a seguirlo e a sostenerlo con stima e amicizia.
Sono felice di ricordare che il suo Francesco Cirelli 2022 Cerasuolo d’Abruzzo DOC Rosato ha ottenuto un punteggio di 95/100 e il prestigioso riconoscimento della Stella nella Vinoway Selection, a conferma del valore di un progetto che continua a crescere nel segno dell’eccellenza.



