Schioppettino di Prepotto: tre aziende a confronto

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Ho desiderio di odore di terra, di fare un’ immersione nella natura, di andare a raccogliere erbe spontanee, di essere avvolta dal profumo del legno che brucia, di camminare tra i vigneti, di sentire scorrere un torrente, di ascoltare il silenzio…  Parto e vado in quel di Prepotto (Ud). In quel posto magico so già che troverò tutto questo e tanto altro. Amici cari, sorrisi, abbracci e… vino buono.

Prima tappa: Ronc Soreli di Flavio Schiratti. Una collina tutta vitata, quasi totalmente biologica. Tra le vigne raccolgo il Tarassaco o dente di leone ed il porro selvatico. La cantina non è ancora ultimata, lo sarà a breve, ma non posso esimermi dal degustare il loro Schioppettino di Prepotto 2009 attualmente in commercio.   Terra e foglie, gli stessi  profumi che ho appena percepito passeggiando. Poi arrivano le note di tabacco, di china, di pepe e di ciliegia. Che tannini sferici mi regala!! E che sapidità, condita da un’elegante freschezza. Mai direi che ha già 6 anni, sembra un giovincello. Sarà perché l’annata 2009 è stata quasi perfetta, con piovosità contenute e tanto sole, sarà per l’attenta selezione delle uve, sarà per il grande lavoro in vigna, sarà per la mano sapiente dell’enologo Emilio Del Medico. Sarà quel che sarà ma è un gran vino! 

Sto per andarmene e casualmente passa da quelle parti Hilde Petrussa, proprietaria della’azienda Vigna Petrussa, e, coincidenza vuole, ha in macchina il suo Schioppettino di Prepotto.  Non posso proprio non assaggiarlo. Ma, come dal cappello di un prestigiatore, si materializza un secondo Schioppettino, sempre 2011 ma vinificato utilizzando lieviti indigeni. E’ una prova, dice, ne abbiamo prodotto solo una barrique (225 litri). Dai,  compariamoli. Vado a nozze!! Hilde ha la cantina poco distante, una donna del vino a tutto tondo, sorridente, di gran nerbo, sempre elegante. Il “convenzionale”, prodotto con lieviti selezionati dal consorzio, è elegante, signorile, di gran classe con note di pepe, spezie scure, balsamico, un sentore di alga fresca. Grande la sapidità con tannini vibranti, entrano… ballano la rumba… e se ne vanno.

“L’autoctono” ha già un colore diverso, le note mattonate sono evidenti, non è brillante. Già prevedo scontrosità. Diversi sono i sentori. Comincia con il balsamico, poi spezie, poi kimmel, poi, quasi in punta di piedi, arrivano le marasche e il pepe di Sichuan. Non desidera essere girato nel bicchiere. Si esprime se lo lascio fermo. Potente con tannini rustici. Ecco proprio uno Schioppettino di Prepotto estremamente territoriale, rustico/chic…

Vado, ho promesso ai fratelli Stanig (la g finale si pronuncia come quella di gelato) di passare a trovarli. Come al solito vengo accolta come una di famiglia. Mi si apre il cuore. Una piccola realtà che, oltre ai vigneti, comprende anche l’ agriturismo Al Vecchio Gelso. Due fratelli (Federico e Francesco),  una corte, un gelso, una famiglia unita. Federico, colui che segue la vigna e la cantina, oggi non c’è. Vengo accolta dal sorriso di Francesco che segue l’agriturismo.

“Cosa assaggi? “ – mi chiede,”Ma il vostro Schioppettino, ovvio! “Ecco il loro 2011. L’annata è stata fresca. Quanti pepi diversi, cuoio, erbe selvatiche, frutti rossi, mirtilli, anice stellato, china. Morbido, sapido con tannini sguscianti. Lungo, ma veramente lungo!  Sembra un possente cavallo di montagna, dagli zoccoli bianchi, che serenamente galoppa tra i prati. Francesco lo definisce “onesto”. Come dargli torto? Me ne torno a casa felice e appagata.

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